Si sono svolte a Palermo, le manifestazioni per l’80° anniversario della fondazione della Repubblica. La cerimonia è iniziata innanzi al monumento rappresentativo della “Vittoria alata”, in piazza Vittorio Veneto.
Il prefetto Massimo Mariani, accompagnato dal comandante della Legione carabinieri Sicilia, generale Ubaldo Del Monaco, ha passato in rassegna lo schieramento interforze, le rappresentanze militari e le associazioni combattentistiche.
Si è poi proceduto alla cerimonia dell’alzabandiera e alla successiva deposizione di una corona d’alloro in onore dei caduti.
Il Prefetto ha dato quindi lettura del consueto messaggio del Presidente della Repubblica, trasmesso ai Prefetti in occasione della ricorrenza.
La cerimonia è proseguita al teatro Politeama-Garibaldi, con l’esibizione della Fanfara del XII Reggimento Carabinieri, che ha introdotto l’evento.
“Le energie positive che questo Paese ha saputo esprimere allora – ha detto Mariani – sono un’eredità da preservare e dalla quale noi, che siamo figli e nipoti di quella generazione, dovremmo prendere spunto per ricordare ciò che è stato… Come cittadini e come titolari di responsabilità in questo Paese dobbiamo ricordarci che l’Italia è capace di compiere quelle scelte e di liberare quelle energie. Dobbiamo essere orgogliosi di essere italiani, orgogliosi di quello che abbiamo fatto finora, e dobbiamo essere in grado di raccogliere quell’eredità per portarla avanti“.

La cerimonia si è poi articolata nella consegna delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferite per benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell’economia, e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari e per servizi nelle carriere civili e militari.
Le reazioni della politica per il 2 giugno
Schifani: “Orgogliosi di vedere il gonfalone della Regione sfilare a Roma”
Figuccia: “Celebriamo la libertà e la democrazia”
“Oggi celebriamo i valori della libertà, della democrazia e della partecipazione che costituiscono il fondamento della nostra Nazione. Amare la propria terra significa custodirne le tradizioni, valorizzarne le risorse e guardare con fiducia al futuro, ma significa anche riconoscere con realismo le criticità che ancora oggi richiedono attenzione e impegno fermo da parte delle istituzioni”. Così Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all’Ars, che oggi ha partecipato alla cerimonia istituzionale in piazza Vittorio Veneto e alla celebrazione al teatro Politeama, alla presenza delle autorità civili e militari della città.
Il deputato ha poi delineato le priorità urgenti per il territorio isolano, accendendo i riflettori sul ruolo centrale che Roma e le istituzioni locali devono ricoprire nel Mezzogiorno.
“La Sicilia ha bisogno di una presenza sempre più forte dello Stato e di politiche capaci di garantire serenità alle famiglie, sicurezza nei quartieri, servizi efficienti e una migliore qualità della vita per tutti i cittadini – continua –. È necessario continuare a investire nella cura del territorio, nella manutenzione delle infrastrutture, nell’illuminazione urbana, nei trasporti e nel presidio delle aree più esposte al degrado. I siciliani meritano città più vivibili, strade più sicure e comunità nelle quali giovani, lavoratori e anziani possano sentirsi pienamente tutelati”.
Sul tema della legalità e dell’ordine pubblico, Figuccia ha aggiunto: “La sicurezza rappresenta un diritto fondamentale e una responsabilità che le istituzioni hanno il dovere di garantire con determinazione, competenza e continuità. La Sicilia possiede tutte le energie, le capacità e le risorse necessarie per costruire un futuro migliore. Un domani che deve poggiare sul rispetto delle regole, sulla legalità, sul lavoro e sulla fiducia reciproca tra cittadini e istituzioni”.
“In questa giornata di festa nazionale – conclude il deputato questore – rinnoviamo il nostro impegno affinché la libertà, la sicurezza e il senso di comunità continuino a rappresentare i pilastri della crescita della nostra Regione e dell’intero Paese. Viva la Repubblica. Viva la Sicilia. Viva l’Italia”.



