“Riteniamo strumentali le polemiche di queste ore, in quanto l’adeguamento dell’indennità del sindaco e, conseguentemente, di quelle degli altri amministratori locali, non rappresenta una scelta politica che ha orientato l’azione della nuova amministrazione, ma l’applicazione di una specifica disposizione legislativa della Regione siciliana, adottata nei comuni dell’Isola interessati dalla medesima normativa, e riteniamo che sarebbe stato quantomeno singolare che proprio Enna, città capoluogo, con tutto quello che comporta in termini di impegno e responsabilità, non vi dovesse dare attuazione”.
Così Mirello Crisafulli, sindaco di Enna, prova a spegnere la polemica dopo la notizia dell’aumento delle indennità di sindaco, assessori, presidente e vice presidente del consiglio comunale che sta infiammando la città.
Il costo dell’amministrazione è di oltre 700 mila euro l’anno. “Ci siamo messi subito al lavoro per fare ripartire una città in affanno, impegnandoci nel reperimento delle risorse necessarie a garantire la stagione estiva e la festa della patrona, sostenere istruzione e welfare familiare, rafforzare il personale comunale, avviare il percorso di rilancio dell’ente autodromo di Pergusa, riavviare la macchina amministrativa, in un contesto che ci vede concentrati e all’opera su quelle che sono le priorità e gli obiettivi della nostra azione amministrativa”, ha aggiunto.
“Per maggiore chiarezza, l’adeguamento delle indennità ha comportato una variazione di bilancio pari ad euro 43.749,20 per il periodo residuo dell’esercizio 2026, che, ripartita, corrisponderebbe a circa 6.249,88 euro mensili distribuiti tra i dieci componenti della giunta comunale, presidente e vicepresidente del consiglio comunale, pari ad un incremento medio di circa 520,82 euro lordi al mese per ciascuno. Alla fine, alla luce di questi numeri, tanto rumore per nulla!”, ha concluso.




