I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza con cui il gip di Palermo ha disposto 14 misure cautelari, sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio fino a un massimo di 3 mesi e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, nei confronti di 5 dipendenti del Comune di Palermo con mansioni di “messo notificatore” e di 9 addetti della società Reset, partecipata del Comune impiegati come giardinieri. I reati per cui si procede sono truffa aggravata ai danni di un ente pubblico e falsa attestazione della presenza in servizio.
Le indagini, condotte dal nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo e coordinate dalla procura, si sono sviluppate attraverso servizi di pedinamento e di appostamento, attività di videosorveglianza, analisi documentali e verifiche dei tabulati delle timbrature dei badge di servizio. I finanzieri hanno accertato che i messi notificatori, dopo aver timbrato regolarmente l’inizio del turno di lavoro e l’uscita dagli uffici per servizio esterno, spesso tornavano a casa o andavano in giro per negozi, bar, centri scommesse e mercatini rionali, fingendo di eseguire notifiche non andate a buon fine. C’erano dipendenti che, pur risultando formalmente in servizio, andavano a pescare o coltivare terreni. In alcuni casi il tempo trascorso a fare altro rispetto che lavorare era anche di cinque ore. I dipendenti della Reset in alcuni casi non sarebbero andati neppure al lavoro.
La timbratura in entrata e in uscita veniva garantita da parte di colleghi compiacenti utilizzando i badge personali dei furbetti. C’era così un reciproco scambio di favori che consentiva agli indagati di arrivare più tardi sul luogo di lavoro o di allontanarsi in anticipo. Nel complesso, sono oltre 550 gli episodi di falsa attestazione di presenza ricostruiti nel corso delle indagini.
La dichiarazione del sindaco Lagalla
“Le contestazioni mosse dalla magistratura nei confronti di alcuni dipendenti del Comune e della Reset, se dovessero trovare conferma, riguarderebbero comportamenti gravissimi, che meritano la più ferma condanna perché incompatibili con i doveri di chi è chiamato a svolgere un servizio pubblico al servizio della collettività”. Lo afferma il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, commentando l’indagine che vede coinvolti dipendenti del Comune e addetti della società Reset, accusati di assenteismo.
“L’amministrazione – assicura – seguirà con la massima attenzione l’evoluzione della vicenda e adotterà, nel rispetto della legge, tutti gli eventuali provvedimenti di propria competenza”.




