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Il bilancio

Samot: “Sempre più siciliani scelgono di curarsi a casa, oltre l’85% assistito nel proprio ambiente di vita”

martedì 7 Luglio 2026

Cresce in Sicilia il numero delle persone che scelgono di affrontare la malattia nella propria casa, circondate dagli affetti e assistite da équipe specializzate. Un cambiamento che riflette l’evoluzione dei bisogni sanitari della popolazione e il progressivo rafforzamento della rete dell’assistenza domiciliare.

A raccontarlo è il Bilancio Sociale 2025 di SAMOT, approvato nei giorni scorsi, che fotografa l’attività svolta dall’organizzazione nell’ambito del Servizio Sanitario Regionale. Tutte le prestazioni vengono infatti erogate in convenzione con le Aziende Sanitarie Provinciali siciliane e realizzate in stretta collaborazione con i professionisti dei Distretti sanitari, delle Unità di Valutazione Multidimensionale e delle Unità Operative di Cure Palliative, all’interno di una rete pubblica che integra competenze e servizi per garantire la continuità delle cure.

I numeri restituiscono la dimensione di questa attività. Nel 2025 sono state prese in carico quasi 5.000 persone, con circa un milione di interventi domiciliari e oltre 800.000 giornate di assistenza in tutta la Sicilia. Ma il dato più significativo riguarda il luogo della cura: oltre l’85% dei pazienti è stato supportato nella propria abitazione, evitando ricoveri ospedalieri non necessari.

«Il Bilancio Sociale 2025 documenta non soltanto la crescita quantitativa delle attività, ma soprattutto la maturità di un modello assistenziale che mette realmente la persona al centro del percorso di cura – afferma il Direttore Sanitario di SAMOT, dott. Giorgio Trizzino -. Accompagnare migliaia di persone nel proprio domicilio significa garantire continuità assistenziale, appropriatezza clinica e qualità delle cure, rispettando il desiderio di vivere la malattia nel proprio ambiente di vita. Questo risultato è il frutto di una collaborazione quotidiana tra il Servizio Sanitario Regionale, le Aziende Sanitarie Provinciali e le équipe multidisciplinari di SAMOT, che operano come parte integrante della rete pubblica delle cure palliative. È questa integrazione a rendere possibile una risposta efficace ai bisogni di una popolazione sempre più anziana e caratterizzata da elevati livelli di complessità assistenziale.»

È un risultato che testimonia la crescente capacità della rete territoriale di rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più anziana e caratterizzata da un aumento delle patologie croniche e degenerative. Una sfida che richiede organizzazione, professionalità e un forte coordinamento tra tutti gli attori del sistema sanitario.

Da quasi quarant’anni SAMOT sviluppa un modello di cura fondato sul lavoro di équipe multidisciplinari composte da medici, infermieri, operatori socio-sanitari, psicologi, assistenti sociali, fisioterapisti, logopedisti, dietisti e altri professionisti, che operano quotidianamente insieme ai servizi territoriali delle ASP per costruire percorsi assistenziali personalizzati.

Il Bilancio Sociale evidenzia anche gli investimenti realizzati per ampliare l’offerta assistenziale. Nel corso del 2025 è stata avviata SAMOT CHILD, la nuova realtà dedicata alle cure palliative pediatriche, nata per contribuire allo sviluppo di una rete regionale ancora insufficiente rispetto ai bisogni dei bambini con patologie inguaribili e delle loro famiglie.

Parallelamente si è consolidato il percorso assistenziale rivolto alle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (SLA), sviluppato insieme ai centri neurologici regionali e ad AISLA, esperienza che ha contribuito anche alla definizione delle politiche regionali dedicate alle malattie neurodegenerative.

Oggi SAMOT può contare su una rete di oltre 500 professionisti e volontari, cinque centrali operative e tre centri di ascolto distribuiti sul territorio e un’organizzazione che integra assistenza, formazione, ricerca e innovazione. Una crescita che accompagna quella della domanda di cure domiciliari e che conferma come il futuro dell’assistenza passi sempre più attraverso il territorio.

Più che una rendicontazione di attività, il Bilancio Sociale racconta l’evoluzione di un modello di sanità che mette al centro la persona e la sua casa.

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