Un momento di dialogo e confronto tra amministrazione comunale e ristoratori, per fare il punto sul nuovo regolamento sui dehors a Catania, approvato in consiglio comunale lo scorso 23 giugno con 22 voti favorevoli e due contrari.
Le esigenze della categoria discusse intorno a un grande tavolo, nel corso di un incontro organizzato da Fipe Confcommercio etnea, in una sala messa a disposizione dal bar pasticceria Ernesto, sul lungomare catanese, a cui hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Catania, Enrico Trantino, l’assessore all’Urbanistica, Luca Sangiorgio, il direttore dell’Urbanistica, Biagio Bisignani, e il presidente del consiglio comunale, Sebastiano Anastasi.
«Erano decenni che si provava ad approvare questo regolamento – ha detto il primo cittadino – ma nessuno c’era mai riuscito. Un lavoro importante compiuto dall’amministrazione, dagli uffici, dalla giunta, dal consiglio comunale e dalle associazioni di categoria, che sono intervenute per rimodulare in modo concreto ed efficiente la bozza di regolamento che avevamo licenziato. L’interesse è quello di andare verso una città che sappia guardare ad uno sviluppo armonico, ordinato e sostenibile, senza penalizzare l’interesse dei commercianti, evitando che il modo di crescere del passato possa costituire una regola non scritta alla quale adeguarci».
Al nuovo regolamento si lavorava dallo scorso mese di settembre. Un lavoro certosino per contemperare tutti gli interessi in gioco e arrivare a una soluzione condivisa e studiata nei dettagli, per garantire ordine e decoro in una città spesso segnata da comportamenti ai limiti dell’anarchia.
“L’anno scorso – ha detto il presidente di Fipe Confcommercio Catania, Dario Pistorio – quando abbiamo fatto ritirare il regolamento perché non andava, abbiamo iniziato a lavorare con i nostri uffici, perché si allineasse alle esigenze del commercio, dell’amministrazione e di chi verrà ad usufruire del nostro servizio ai tavoli. Ci sono dei punti che potevano essere smussati, questo è vero, ma è anche vero che ciò che veramente conta è che il regolamento si fondi su regole certe e certe per tutti. Non è più tollerabile che chioschi e panifici mettano tavoli fuori. Questo l’amministrazione l’ha capito”.
Con il nuovo regolamento sui dehors le procedure burocratiche sono state snellite, con concessioni che ora hanno una validità quinquennale e non più annuale.
“Un’incombenza in meno ogni anno – ha detto il vicedirettore di Confcommercio Catania, Francesco Sorbello – sia per le imprese che per gli uffici. Inoltre, il rinnovo dell’autorizzazione è stato semplificato. Bastano istanza e autocertificazione che nulla è cambiato”.
I progetti devono essere firmati da tecnici abilitati; è prevista l’istituzione di una conferenza di servizi all’interno del Suap, che valuterà l’istanza nel suo complesso.
E ancora, la città viene divisa in tre zone: nella Zona 1 (centro storico Unesco) sono ammessi solo tavoli, sedie e ombrelloni (tipologia T1); sono vietate le pedane, fatte salve alcune eccezioni (ad esempio per colmare pendenze stradali, previa verifica in conferenza di servizi).
Nella Zona 2 (waterfront e borghi storici) via libera anche a pedane e strutture ombreggianti più complesse (tipologia T2) mentre in Zona 3 (resto del territorio) sono ammesse tutte le tipologie, comprese le strutture chiuse (tipologia T3).
Le strutture interamente chiuse (tipologia T3) potranno essere ammesse anche in centro storico o waterfront previo parere della conferenza di servizi, nel rispetto dei criteri di compatibilità con il Codice dei beni culturali e del paesaggio.
È autorizzabile fino al 60 per cento della superficie commerciale, mentre vengono garantite le superfici minime concedibili (mq 20) per gli esercizi più piccoli e per gli esercizi esistenti (fino a mq 40). Sono introdotti incentivi per l’economia circolare e una premialità per i progetti unitari in termini di tipologie, colori e materiali (ad esempio un progetto di arredo armonico e condiviso per un’intera via o piazza).
La possibilità di installare dehors viene estesa anche a librerie e biblioteche. Relativamente agli oneri concessori sono previste due fasi: la predisposizione da parte della Direzione Urbanistica di una tabella per dehor in ragione della natura temporanea e amovibile e la riduzione degli oneri dopo il risanamento dell’Ente.
Il 50 per cento dei canoni introitati dal Comune sarà destinato direttamente a interventi di rigenerazione urbana e al miglioramento del decoro pubblico.



