Nuovi sviluppi sul caso Mondello e sulla gestione della società Italo-belga. Nel corso della conferenza stampa convocata all’Ars, il leader di leader di Controcorrente Ismaele La Vardera ha annunciato la presentazione di un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo.
Le spiegazioni del ricorso
In collegamento, l’avvocato Stefano Giordano ne ha spiegato le motivazioni: “Nasce da un incontro con La Vardera, dopo che Controcorrente si è rivolto a noi. Non è un’iniziativa politica, ma giuridica. Una battaglia collettiva che dovrebbe essere apartitica, di tutti. Il ricorso si fonda su quattro pilastri legati tra di loro. Così mettiamo gli strumenti del diritto europeo a disposizione della comunità italiana e palermitana“. Ma chi pagherà qualora il ricorso dovesse andare in porto? “Sarebbe condannato lo Stato italiano – spiega Giordano – che comprende tutte le articolazioni, compresi gli Enti locali“.
La Vardera: “La speranza è l’ultima a morire”
“E’ un caso unico. Visto che questi diritti non sono stati garantiti dagli organi regionali, abbiamo pensato di rivolgerci alla Corte europea dei diritti dell’uomo“. Ha dichiarato Ismaele La Vardera che ha sottolineato come non si sia dimenticato della causa, ma “c’è il Cga che si è espresso e non possiamo fare altro. Con il ricorso si chiude un cerchio, attendiamo. Aprirebbe scenari importanti. Credo sia la prima volta che su un caso ambientale una realtà o un movimento locale si rivolga alla Corte“.
“E’ un giorno particolare per Palermo – ha aggiunto l’ex Iena – è il giorno del Festino e credo che una notizia simile vada ricondivisa. Non è stata battaglia social, ma condotta anche con altri parlamentari. Non ci arrendiamo, la speranza è l’ultima a morire. Si aprirà uno scenario, il governo centrale dovranno rendere conto ai siciliani“.
Dal blitz dello scorso anno all’audio contro Schifani
Il caso è scoppiato lo scorso agosto, dopo il blitz in spiaggia del deputato regionale Ismaele La Vardera e del presidente di +Europa Matteo Hallissey e dal quel blitz emersero nell’immediato alcune anomalie, come l’istallazione di tornelli e staccionate non previste nelle concessioni e che avrebbero impedito o limitato il passaggio dei bagnanti, previsto per legge, per potere raggiungere la spiaggia libera. Nei giorni successivi la scoperta nell’organico la società Italo-belga di familiari di esponenti mafiosi e che il gruppo avrebbe affidato alcuni sevizi a ditte sempre collegate a quegli ambienti.
Dubbi e perplessità sollevate anche nel corso delle indagini della Commissione Antimafia, presieduta da Antonello Cracolici, con una relazione approvata all’unanimità sul rischio di infiltrazioni mafiose nella gestione dei beni demaniali in concessione. A fine febbraio il provvedimento della Regione Siciliana di decadenza, dopo 117 anni, della concessione demaniale marittima per gravi violazioni e per inadempienza degli obblighi derivanti dalla concessione stessa. Poche settimane dopo è arrivato il decreto, firmato dall’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente Giusi Savarino, con le 13 aree demaniali marittime della spiaggia di Mondello da assegnare per finalità turistico-ricreative e sportive nella stagione balneare 2026.
A metà maggio i giudici del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana (Cga) hanno accolto il ricorso della società Italo-Belga e sospeso il provvedimento dell’assessorato regionale, stabilendo il proseguimento della gestione del litorale fino al 30 settembre. La battaglia di La Vardera, però, non si è fermata qui. Il leader di Controcorrente ha così attaccato il presidente della Regione Renato Schifani, colpevole di aver “preso in giro i siciliani“. Due settimane dopo, come prova delle sue affermazioni in conferenza stampa, la pubblicazione di un audio che vede protagonista il direttore generale del dipartimento Ambiente, Calogero Beringheli, nel corso di una riunione tra lo stesso Beringheli, Savarino e Schifani.



