Un detenuto è evaso ieri sera dal carcere Augusta. A renderlo noto è stato l’ex sindacalista della polizia penitenziaria Nello Bongiovanni. Si trovava nel settore “alta sicurezza”.
“Le carceri sono nelle mani dei detenuti – ha detto Bongiovanni – grazie anche alla politica che ha trasmesso il senso dell’impunità per chi non rispetta le basilari regole. Chiedo un cambio di marcia, chiedo basta alle strumentalizzazioni di una certa politica“.
DE FAZIO (UIL FP): “Ancora un’evasione, serve una svolta”
“Un detenuto associato al circuito ad alta sicurezza (si fa per dire) è evaso in circostanze in corso d’accertamento nella serata di ieri dalla Casa di Reclusione di Augusta. Se l’estate penitenziaria si era sinora caratterizzata per le fughe di detenuti realizzate (5) o tentate da luoghi esterni di cura, in questo scorcio di fine agosto siamo nostro malgrado costretti a registrare quest’ennesima evasione, in questo caso di un ristretto di una certa pericolosità, considerato il circuito, appunto, ad alta sicurezza in cui si trovava. Sono in corso le ricerche da parte della Polizia penitenziaria e delle altre forze dell’ordine e confidiamo che anche questa volta riusciranno a metterci una toppa riacciuffando il fuggitivo, ma non si può andare avanti così”. Lo dichiara Gennarino De Fazio, Responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria.
“Sono ormai quasi 65.500 i detenuti nelle carceri del Paese, stipati in soli 46.200 posti disponibili, mentre al fabbisogno della Polizia penitenziaria mancano almeno 20 mila agenti. Presso la Casa di Reclusione di Augusta, in particolare, si contano ben 476 detenuti a fronte di 267 posti disponibili, con un sovraffollamento del 178%, di contro risultano assegnati solo 204 donne e uomini del Corpo di polizia penitenziaria là dove ne servirebbero almeno 352 (-42%). In queste condizioni, evidentemente, non ci si dovrebbe interrogare tanto sulle cause delle evasioni e degli eventi disfunzionali che si verificano nelle prigioni, ma si dovrebbe prendere atto che se il sistema ancora in qualche misura regge lo si deve solo alla professionalità, all’abnegazione, al sacrificio, al senso del dovere e dello Stato degli operatori. Ma pure a questo c’è un limite. Gli agenti sono ormai stremati nelle forze da carichi di lavoro esorbitanti, con turnazioni di servizio che si protraggono anche per 26 ore continuative, e mortificati nel morale da episodi come questo o quando, quali anello debole del sistema, divengono il capro espiatorio cui addebitare le responsabilità, non di rado anche penali”, commenta il dirigente della UIL FP PP.
“Il Governo deve prendere atto dell’emergenza in essere e che va progressivamente aggravandosi e mettere in campo misure consequenziali, a impatto immediato. Va subito deflazionata la densità detentiva, è indispensabile potenziare compiutamente gli organici della Polizia penitenziaria nelle carceri, anche sfoltendo gli uffici ministeriali, senza peraltro rinunciare, come si sta di fatto facendo, alla formazione, vanno implementati gli equipaggiamenti e le tecnologie, urge assicurare l’assistenza sanitaria, vanno avviate riforme strutturali. Non bastano i palliativi sinora varati, servono provvedimenti di carattere eccezionale”, conclude De Fazio.
Procuratore capo di Siracusa: “Crisi di sistema delle strutture carcerarie”
“E’ l’ennesima dimostrazione di una crisi di sistema delle strutture carcerarie”. Lo ha detto il procuratore capo di Siracusa, Sabrina Gambino, che sta coordinando le indagini dell’evasione avvenuta ieri sera al carcere di Augusta, nel Siracusano.
Un detenuto che si trovava nel settore alta sicurezza, a quanto pare per traffico di droga, è fuggito dalla struttura penitenziaria. L’allarme sarebbe stato lanciato intorno alle 21.30. Gli inquirenti al momento non fanno trapelare nulla in merito alle modalità dell’evasione dell’uomo che è ricercato da tutte le forze dell’ordine




