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Sarà la volta buona?

Le proposte ritirate e l’appello di Galvagno: la Commissione Regolamento ci riprova

martedì 29 Settembre 2026

L’ultima volta era luglio inoltrato, la pausa estiva era ormai all’orizzonte e il rinvio della variazione di bilancio era stato da poco stabilito. Ora, a ridosso di ottobre, la modifica del regolamento dell’Ars riappare tra i corridoi di Palazzo dei Normanni. Concretizzare tutto entro la fine dell’anno? Un’idea difficile da realizzare, ma tutto, o buona parte, si potrebbe decidere già oggi.

Ad oltre due mesi di distanza tornerà a riunirsi in mattinata la Commissione Regolamento. Circa una settimana fa, lunedì 21 settembre, è scaduto il termine per la presentazione delle proposte da parte dei deputati. Un lavoro ripartito da zero, dopo la decisione del presidente dell’Assemblea regionale Gaetano Galvagno di ritirare il corposo fascicolo avanzato nel tentativo di avviare un dialogo, coinvolgendo maggioranza e opposizione. Un buco nell’acqua. Scorrendo tra i circa quaranta emendamenti diverse erano proposte di modifica a prima firma del capogruppo della Lega Salvo Geraci, ma a spiccare sono stati i soppressivi della deputata del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi (CLICCA QUI).

Tema sul quale, all’indomani dei lavori in Commissione, l’esponente di Fratelli d’Italia ha concentrato l’attenzione in occasione della cerimonia del ventaglio: “L’ho convocata ieri. Avevo depositato diverse proposte per cercare di migliorare il regolamento di questa Assemblea, non per aiutare me stesso, ma avevo detto che le proposte votate avrebbero avuto effetto dalla prossima legislatura, uno strumento per chi si sarebbe trovato a gestire dalla prossima legislatura. Ho proposto il ritiro per avere una proposta delle opposizioni dove però si devono impegnare anche sul voto segreto” (CLICCA QUI).

Qualche settimana dopo, la deputata pentastellata, intervista da ilSicilia.it, è tornata sull’argomento, puntualizzando che “ogni modifica al Regolamento dell’Assemblea deve rafforzare il ruolo del Parlamento, non indebolirlo. Abbiamo presentato emendamenti perché riteniamo che alcune delle proposte avanzate rischino di comprimere gli spazi del confronto parlamentare, le prerogative di controllo delle opposizioni e anche la libertà che, in non poche circostanze, il voto segreto ha garantito ai deputati“. Il Regolamento, in tal senso, dovrebbe “intervenire per rendere più efficienti i lavori parlamentari, a partire dall’attività delle Commissioni. Continueremo inoltre a sostenere con convinzione la nostra proposta contro il trasformismo politico, che prevede la decadenza da tutti gli incarichi negli Uffici di Presidenza dell’Ars e delle Commissioni parlamentari per chi cambia casacca nel corso della legislatura” (CLICCA QUI).

Nonostante l’attenzione, ad oggi, sia focalizzata sulla manovrina, saranno state avanzate proposte o si ritornerà al testo iniziale posto sul tavolo dal presidente Galvagno? Ma rispolveriamo i punti salienti di quest’ultimo.

Interventi decisivi potrebbero riguardare le Commissioni e il loro organico. La variazione del numero dei componenti delle Commissioni permanenti sarà così speculare alla riduzione a 70 del numero dei deputati regionali. La proposta è di ridurre il numero dei componenti a 11, fatta eccezione per la II Commissione Bilancio che resta immutata a 13 in ragione della sua natura di “Commissione filtro”, in quanto organo titolare di competenza trasversale rispetto agli specifici ambiti settoriali di competenza di ogni Commissione.

Tra i tasti dolenti la lunghezza degli interventi in aula. In tal senso modifiche sono previste per l’articolo 73 bis, con l’intento di facilitare l’adempimento costituzionale dell’approvazione dei documenti finanziari della Regione entro il termine ordinario del 31 dicembre di ciascun anno. Con le nuove introduzioni si prevede di dedicare gli ultimi cinque giorni dei 45 previsti per la sessione di bilancio alla sola votazione dell’articolato, senza discussione, per pervenire il prima possibile alla votazione finale.

Altra proposta intende concentrare il tempo a disposizione di ciascun deputato nella fase di discussione dell’articolato piuttosto che in quella precedente destinata alla discussione generale. L’obiettivo è così quello di fluidificare il dibattito parlamentare, circoscrivendo alla sola votazione finale la facoltà di intervento per dichiarazione di voto, considerando comunque che ciascun deputato ha la possibilità di intervenire nella discussione.

I tempi degli interventi sarebbero così sostanzialmente dimezzati: articolo 83 da 5 minuti a deputato, 30 totali, a 3 minuti a deputato, 15 totali; discussione generale da 15 minuti elevabili a 45 a 5 minuti elevabili a 15; articolato da 10 minuti a 10 minuti inclusi anche gli emendamenti; emendamenti da 10 minuti a zero, in quanto inclusi nella discussione sull’articolato; dichiarazione di voto da 5 minuti a 2 minuti; mozioni-illustrazione da 10 minuti a 5 minuti; mozione-discussione o dichiarazione di voto da 5 minuti a 3 minuti.

In ultimo, non per importanza, l’abolizione del voto segreto. La proposta avanzata in Commissione Regolamento si rifà al Parlamento nazionale. Importanti modifiche riguardano così l’articolo 122 e 127 del regolamento parlamentare, in linea con l’articolo 113 del regolamento del Senato. In particolar modo, quest’ultimo, secondo le prime modifiche, potrebbe prevedere che “di regola le votazioni avvengono per alzata e seduta, a meno che quattro deputati chiedano la votazione per divisione, cinque la votazione per scrutinio nominale e sette la votazione per scrutinio segreto esclusivamente” alle materie “riguardanti persone e le elezioni mediante schede. A richiesta del prescritto numero di deputati sono inoltre effettuate a scrutinio segreto le deliberazioni che incidono sui rapporti civili ed etico-sociali di cui agli articoli 14, 16, 18, 20, 21, 29, 30, 31 e 32, secondo comma, della Costituzione; le deliberazioni che concernono le modifiche al Regolamento dell’Assemblea; l’istituzione di Commissioni parlamentari di indagine; qualsiasi deliberazione concernente le leggi di cui agli articoli 3, 8 bis, 9, 12, comma 2, 13 bis, 17 bis e 41 bis dello Statuto della Regione; le deliberazioni che concernono le leggi relative agli organi degli enti locali territoriali e le deliberazioni che concernono le legge in materia elettorale. In nessun caso è consentita la votazione a scrutinio segreto allorché l’Assemblea sia chiamata a deliberare sugli articoli ed emendamenti dei disegni di legge di approvazione del bilancio e di stabilità regionale o del consuntivo della Regione, di variazione di bilancio, di autorizzazione all’esercizio provvisorio“.

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