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La dichiarazione

Aeroporto Catania, Capuana (FI): “Sì alla privatizzazione, ma valorizzando al massimo l’asset e il territorio”

sabato 6 Giugno 2026

Il futuro dell’Aeroporto di Catania non può essere considerato una semplice operazione societaria. Stiamo parlando della principale infrastruttura strategica della Sicilia orientale, di un asset che incide direttamente su sviluppo economico, turismo, occupazione, mobilità e competitività del nostro territorio“.

Lo dichiara Piermaria Capuana, capogruppo di Forza Italia al Consiglio Comunale di Catania, al termine della seduta straordinaria dedicata al futuro della SAC e al processo di cessione della quota di maggioranza della società di gestione dell’aeroporto.

La nostra posizione è chiara: non siamo contrari alla privatizzazione. Da liberali crediamo nel mercato e riteniamo che l’ingresso di capitali privati possa rappresentare una grande opportunità di crescita, innovazione e sviluppo. Ma proprio perché crediamo nel mercato, pretendiamo trasparenza, concorrenza, massima valorizzazione dell’asset e pieno coinvolgimento del territorio“.

Per Capuana il tema centrale non è se privatizzare o meno, ma come farlo: “privatizzare non significa vendere comunque. Significa valorizzare. Significa attrarre soggetti solidi, qualificati, capaci di garantire investimenti, competenze, visione industriale e crescita nel lungo periodo. La domanda che dobbiamo porci è quale aeroporto vogliamo tra dieci o quindici anni e se il valore attribuito oggi alla SAC tenga realmente conto delle prospettive di sviluppo legate al Masterplan, all’intermodalità, ai collegamenti ferroviari e metropolitani e alla crescita futura dello scalo“.

Nel corso della seduta il capogruppo di Forza Italia ha inoltre evidenziato l’importanza di mantenere un forte legame tra aeroporto e città.

L’aeroporto non è una città nella città. L’aeroporto è parte della città. Le sue scelte incidono sulla mobilità urbana, sulla viabilità, sul turismo, sull’occupazione e sulla pianificazione del territorio. Per questo il Comune di Catania, pur detenendo una quota azionaria limitata, non può essere considerato marginale. Catania sopporta il 100% degli effetti che l’aeroporto produce sul territorio e deve continuare ad avere una voce autorevole nelle scelte strategiche che riguardano il suo futuro“.

Capuana ha poi espresso rammarico per l’assenza dei vertici SAC e del Commissario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia.

Non metto in discussione le motivazioni addotte, ma ritengo che sia stata persa un’importante occasione di confronto istituzionale. Quando il Consiglio Comunale della città che ospita l’aeroporto dedica una seduta straordinaria al futuro dello scalo, la presenza dei soggetti direttamente coinvolti avrebbe rappresentato un segnale significativo di attenzione e rispetto verso la città e verso i cittadini. Il confronto istituzionale non indebolisce le decisioni: le rafforza“.

Un ulteriore elemento di riflessione riguarda il ruolo della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, socio di maggioranza della SAC con il 60,64% delle quote.

La questione non riguarda la legittimità degli atti, ma l’opportunità istituzionale. È legittimo domandarsi se sia opportuno affrontare il più importante processo societario degli ultimi decenni per la Sicilia orientale mentre il socio di maggioranza è ancora retto da una gestione commissariale. Per questo abbiamo ritenuto fondamentale il coinvolgimento delle associazioni di categoria e delle sigle datoriali, che rappresentano il tessuto produttivo del nostro territorio e che devono essere ascoltate in una fase così delicata“.

Oggi – chiude – non siamo chiamati a schierarci ideologicamente a favore o contro una privatizzazione. Siamo chiamati a difendere l’interesse della città. Per questo continueremo a seguire con attenzione ogni fase della procedura, chiedendo chiarezza, trasparenza e garanzie affinché il futuro dell’aeroporto sia costruito nell’interesse di Catania e della Sicilia orientale. Perché l’aeroporto non è soltanto una società da cedere: è una parte del futuro economico, turistico e occupazionale della nostra comunità. E sul futuro di Catania nessuno può pensare di decidere senza Catania“.

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