La crisi geopolitica in Medio Oriente e le continue tensioni nello Stretto di Hormuz continuano ad avere ripercussioni sul comparto agroalimentare siciliano provocando un considerevole aumento dei costi energetici, dei fertilizzanti e dei trasporti marittimi.
A lanciare l’allarme è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci, che ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo misure urgenti a sostegno delle imprese agricole siciliane, colpite dai rincari causati dalla guerra.
“Le recenti dichiarazioni della Cia Agricoltori Italiani Sicilia – dichiara Antoci – evidenziano la necessità di adottare misure drastiche e urgenti, per evitare la chiusura di numerose aziende agricole siciliane e il conseguente aumento della dipendenza dalle importazioni estere”.
“Abbiamo chiesto alla Commissione – prosegue Antoci – quali misure intenda adottare a sostegno delle imprese agricole siciliane e come intenda utilizzare i fondi Ue del 2026 per difendere la sovranità
e il reddito degli agricoltori”.
Un elemento di forte preoccupazione riguarda la condizione “penalizzante” della regione insulare.
“È necessario sostenere la produzione agricola siciliana e continuare a mantenere attive le aziende agricole territoriali – aggiunge Antoci – per evitare la totale dipendenza dalle importazioni estere, e ridurre le gravi conseguenze economiche, sociali e ambientali che ciò comporterebbe”.
“Difendere l’agricoltura siciliana significa difendere il lavoro degli agricoltori, l’ambiente e la qualità alimentare dei nostri prodotti. Non possiamo lasciare che la crisi geopolitica provochi rischi rilevanti per gli agricoltori. L’Europa deve intervenire con risposte immediate e concrete, mettendo al centro i diritti dei produttori e la tutela delle imprese agricole territoriali”, conclude Antoci.




