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I dati

Alfabetizzazione finanziaria dei cittadini: Sicilia sotto la media nazionale

mercoledì 15 Maggio 2024

In Sicilia, l’alfabetizzazione finanziaria è inferiore di due punti rispetto alla media nazionale (54 contro 56), in linea con il Sud Italia e le Isole. Lo sostiene l’osservatorio sulla consapevolezza e i comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani, promosso da Alleanza assicurazioni insieme alla Fondazione Mario Gasbarri e con la collaborazione scientifica di Sda Bocconi, School of Management.

Provate a chiedere a un italiano se ha un proprio piano di investimento e il suo grado di conoscenza in tema di finanza e assicurazioni. La sua risposta, molto probabilmente, sarà negativa o carente. Quella dell’educazione finanziaria e assicurativa è una delle mancanze più persistenti dell’attuale sistema formativo italiano.

Il dato è emerso nel corso della terza tappa del “Tour dell’Educazione Finanziaria” che si svolge oggi a Palermo. In nessuna regione italiana – rivela la ricerca – il livello di educazione finanziaria raggiunge la sufficienza (60), ma in tutto il Sud Italia è particolarmente bassa la consapevolezza sui temi finanziari e assicurativi (Awareness Index 51), in parte compensata da comportamenti più attenti riguardo alla gestione finanziaria personale (Behavioural Index 56).

 

 

I dati della Sicilia

 

In Sicilia, secondo l’Edufin Index 2023 l’alfabetizzazione finanziaria è inferiore di due punti rispetto alla media nazionale (54 vs 56), in linea con il Sud Italia e le Isole.

In nessuna regione italiana il livello di educazione finanziaria raggiunge la sufficienza (60), ma in tutto il Sud Italia è particolarmente bassa la consapevolezza sui temi finanziari e assicurativi (Awareness Index 51), in parte compensata da comportamenti più attenti riguardo alla gestione finanziaria personale (Behavioural Index 56).

 

 

Per quanto riguarda la disuguaglianza di genere, la Sicilia registra un bilancio leggermente migliore rispetto alla media nazionale: il gender gap è infatti di soli 4 punti rispetto ai 5 registrati in Italia. Nel dettaglio, le donne siciliane raggiungono un Edufin Index di 52 rispetto al 56 degli uomini (in Italia, donne 54 vs uomini 59).

Spostando lo sguardo sul generational gap, invece, si notano marcate differenze tra i giovani (18-34 anni) e gli over 65. I giovani siciliani hanno un’educazione finanziaria pari alla media dei loro coetanei in Italia, ma leggermente superiore alla media del Sud del Paese (54 vs 53).

Il gender gap permane anche in questa fascia d’età con le donne che presentano un Edufin Index di 52 rispetto al 55 degli uomini.

 

 

In controtendenza gli over 65 siciliani rispetto alla media nazionale e del resto del Sud: hanno un livello più basso di alfabetizzazione (53 Sicilia vs 57 Italia). Anche in questa fascia d’età le donne hanno un livello inferiore rispetto agli uomini (50 vs 56).

 

L’Edufin Index è un progetto che pone le basi per migliorare il livello di educazione finanziaria e assicurativa degli italiani, e in special modo delle donne, considerato il rilevante gender gap. L’iniziativa rientra nel “Piano Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativa” di Alleanza, avviato nel 2020 e articolato in una serie di iniziative che in questi anni hanno registrato oltre 300 mila partecipanti a più di 3.500 eventi, suddivisi tra “Protection Day”, “Investment Day” e “Previdenza Day”.

 

I dati principali a livello nazionale

La ricerca, giunta alla seconda edizione, ha indagato le conoscenze finanziarie e assicurative della popolazione, su un campione di 3.700 intervistati, con un focus specifico sulla situazione di alcune categorie individuate come “più fragili” come donne, giovani e nuovi italiani. È emerso un livello medio di Edufin Index in leggera crescita nel 2023 rispetto all’anno precedente (56 vs 55), ma servono ancora sforzi per raggiungere la soglia della sufficienza.

In particolare, resta ancora un 10% della popolazione in una condizione di analfabetismo finanziario e assicurativo.

Secondo l’Osservatorio nel 2023 è aumentata del 7% la percentuale di popolazione che raggiunge la sufficienza, passando dal 34% del 2022 all’attuale 41%. Il gender gap sul livello di alfabetizzazione finanziaria e assicurativa rimane alto: 54 donne vs 59 uomini. Un’alta percentuale di donne si trova in una condizione di fragilità finanziaria: 30% vs 23% degli uomini.

 

Anche in tema di gestione del budget familiare in autonomia, il divario rimane ampio: il 65% delle donne non è autonomo (vs 56% uomini). Il gender gap si registra già in famiglia, luogo che per il 25% dei 18-34enni dovrebbe essere fonte principale di alfabetizzazione finanziaria e assicurativa, le ragazze ne parlano ancora meno dei ragazzi: 30% vs 25%. Il ridotto interesse verso l’argomento, la poca autonomia decisionale e la bassa propensione a informarsi sono i principali fattori che spiegano la minore alfabetizzazione finanziaria assicurativa delle donne.

 

 

Secondo i risultati della ricerca, i giovani (18-34 anni) hanno un’alta propensione a informarsi, in quanto costantemente connessi al mondo digitale ma non dimostrano particolare interesse ai temi finanziari e assicurativi. Ne avevamo parlato anche in un precedente articolo che aveva analizzato il livello dell’educazione finanziaria per la “Generazione Z” a ottobre 2023.

 

Educazione Finanziaria, oltre la gestione dei fondi: un impatto sociale cruciale

 

L’educazione finanziaria riveste un ruolo fondamentale nella società contemporanea, estendendo i suoi benefici ben oltre la semplice gestione oculata del denaro. Essa non solo promuove una gestione responsabile delle risorse finanziarie, ma svolge anche un ruolo cruciale nel prevenire problematiche sociali rilevanti, come la ludopatia e la violenza economica.

L’educazione finanziaria può rappresentare uno strumento essenziale per le giovani generazioni, fornendo loro le competenze necessarie e contribuisce anche al benessere sociale complessivo, riducendo il carico sulle famiglie e sul sistema sanitario.

Un altro aspetto critico dell’alfabetizzazione finanziaria riguarda la violenza economica, una forma subdola ma pervasiva di controllo che limita l’indipendenza finanziaria delle donne. Questo tipo di abuso, che si manifesta attraverso comportamenti volti a impedire alle donne di gestire autonomamente il proprio denaro, è una delle forme più insidiose di violenza di genere. Nonostante la sua gravità, il fenomeno è ancora poco indagato. L’educazione finanziaria può fornire alle donne gli strumenti per riconoscere e sfuggire a queste dinamiche, promuovendo così l’uguaglianza e l’autonomia.

 

Dal report emerge evidenzia l’urgenza di migliorare la consapevolezza finanziaria tra i cittadini italiani. Una popolazione meglio informata è meno vulnerabile alle truffe e alle manipolazioni economiche. La mancanza di conoscenze finanziarie di base può infatti portare a decisioni sbagliate e a situazioni di vulnerabilità economica, con ripercussioni negative su individui e famiglie.

Serve promuovere programmi di educazione finanziaria a tutti i livelli, dalle scuole alle comunità locali. Questi programmi devono essere accessibili e adattati alle diverse esigenze della popolazione, includendo moduli specifici per giovani, adulti e anziani.

In particolare, per le giovani generazioni, l’introduzione di corsi di educazione finanziaria nei curricoli scolastici può creare una base solida di conoscenze che li accompagnerà per tutta la vita.

Le istituzioni e le organizzazioni che si occupano di questi temi devono collaborare per creare reti di sostegno efficaci e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di queste questioni.

 

Fonte Dati:

Rapporto Edufin Index 2023 versione completa

Rapporto Edufin Index 2023 risultati principali

 

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