Adesso è ufficiale. Nuova proroga per l’approvazione del contratto di servizio di Amat. In una nota del 28 marzo inviata dal presidente Giuseppe Mistretta, la società ha acconsentito alla richiesta mossa dal Comune di Palermo per un’estensione dei termini. La nuova deadline è stata fissata al 30 giugno 2026, anche se l’ok definitivo dovrebbe arrivare dalla seduta di Giunta calendarizzata per martedì 31 marzo. Per allora, gli uffici di via Roccazzo e di Palazzo delle Aquile dovranno concordare anche alcune modifiche alla bozza di piano industriale di Amat. Critica la posizione della capogruppo del M5S Concetta Amella: “Ennesimo rinvio. A pagarne il prezzo lavoratori e cittadini”.
La nota dell’azienda
A mettere nero su bianco la volontà aziendale è stato il presidente di Amat Giuseppe Mistretta, attraverso una nota ufficiale. “La scrivente società esprime il proprio assenso in merito all’opportunità di proroga al 30 giugno 2026 della data di sottoscrizione del contratto di servizio. Tale richiesta, come discusso anche per le vie brevi in occasione dei recenti contatti con l’Amministrazione Comunale, al fine di consentire il completamento del procedimento di approvazione della modifica del contratto di servizio, tuttora in fase istruttoria da parte dell’Amministrazione. La proroga, al 30 giugno 2026, si intende richiesta anche in ordine. quanto contenuto nell’accordo conciliativo citato in oggetto“.
Contratto di servizio di Amat, un iter travagliato
Sull’atto, nelle ultime settimane, era regnata una certa impasse. Elemento manifestato a più riprese dai componenti della commissione Partecipate del Comune di Palermo. L’atto risulta all’ordine del giorno dell’aula addirittura da maggio. Tuttavia è andato incontro a numerosi rinvii. L’ultimo, deciso a fine anno, ha portato ad una proroga della scadenza dei termini a fine marzo. Gli ultimi aggiornamenti rilevanti risalgono a fine febbraio. Momento nel quale la III Commissione consiliare ha audito il presidente di Amat Giuseppe Mistretta e l’assessore al Ramo Maurizio Carta.
Al centro del dibattito era finita la nota interna, redatta da alcuni dirigenti di via Roccazzo, in cui quest’ultimi segnalavano una serie di rilievi alla bozza di contratto di servizio. Perplessità che sono state solo parzialmente superate. A confermarlo una successiva nota aziendale del 22 marzo nella quale veniva sollevate una serie di criticità da risolvere. Slitta così la trattazione del nuovo contratto di servizio di Amat in Consiglio Comunale. Al momento, a data da destinarsi.
Amella (M5S): “Ennesimo rinvio. A pagarne il prezzo lavoratori e cittadini”
Sulla vicenda si registra l’affondo della capogruppo del M5S Concetta Amella. L’esponente pentastellata ha sottolineato la lunga serie di rinvii che hanno contraddistinto l’approvazione del nuovo contratto di servizio di Amar, invitando le parti in causa a premere il piede sull’acceleratore.
“Prendiamo atto dell’ennesimo rinvio nell’approvazione del contratto di servizio di AMAT, un ritardo che purtroppo conferma le criticità già emerse in sede di Commissione Partecipate sulla reale sostenibilità della proposta. Ancora una volta, a pagarne il prezzo saranno i lavoratori, costretti a un’ulteriore attesa anche per il rinnovo degli accordi di secondo livello. Una vera ingiustizia, soprattutto se si considera che il contratto di servizio era inserito all’ordine del giorno del Consiglio Comunale sin dal maggio 2025. Si proceda immediatamente alle modifiche necessarie al piano industriale, che deve essere approvato dal Consiglio Comunale, così da giungere in tempi rapidi alla successiva approvazione del contratto di servizio. I prossimi tre mesi devono essere utilizzati responsabilmente per individuare soluzioni concrete che evitino l’aumento del costo del biglietto, mantenendolo a 1,40 euro, e che al contempo rafforzino le entrate aziendali“.
“In questa direzione – ha aggiunto Amella -, è fondamentale potenziare gli introiti derivanti dalla rimozione che non è un servizio in perdita, dalla sosta tariffata, sia nelle zone blu sia nei parcheggi di interscambio, la cui gestione deve restare interna all’azienda, anche alla luce degli investimenti già sostenuti pari a 1.101.400 euro. Allo stesso modo, occorre incrementare i ricavi dalla vendita dei titoli di viaggio, rendendo strutturali e continuative le linee verso le borgate marinare, in coerenza con la crescente destagionalizzazione dei flussi turistici. Tutto ciò deve inserirsi in una visione più ampia che deve puntare con decisione all’integrazione del sistema di trasporto pubblico locale, anche attraverso l’implementazione del biglietto unico tra AMAT e RFI, in linea con le esigenze di mobilità di una città che ha urgente bisogno di servizi più efficienti, capillari e accessibili“.




