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L'intervista

Amministrative, Burtone (PD): “Senza una vera unità, il risultato è la sconfitta”

lunedì 1 Giugno 2026
Les jeux sont faits. Le amministrative, al netto dei ballottaggi ad Agrigento, Bronte e Ispica, hanno ridefinito la mappatura politica dell’Isola. Tra conferme, sorprese e delusioni la Sicilia si conferma laboratorio politico.
Ne parliamo con il deputato regionale dem e sindaco di Militello in val di Catania Giovanni Burtone.

On. Burtone, una sua riflessione sulle recenti elezioni amministrative

“In generale è molto diffuso questo modo di comunicare che ad ogni elezione amministrativa ognuno cerca di affermare che ci sia stata una vittoria. È abbastanza discutibile l’affermazione perché le elezioni amministrative hanno delle caratteristiche totalmente diverse, considerando che si tratta di un voto nato dalle condizioni politiche della realtà in cui si esprime la nuova amministrazione comunale, legata alle candidature, alle esperienze passate quindi non si può dare una valutazione completa. Io sono molto prudente nel dire ‘ha vinto il centrodestra, ha vinto il centrosinistra’,  credo che entrambi le coalizioni abbiano avuto alcuni risultati indubbiamente legati al candidato sindaco, non è semplice fare una valutazione di natura politica su un’elezione che invece ha molti aspetti territoriali. C’è certamente un’appartenenza politica nel voto anche negli enti locali, però innanzitutto il risultato è legato alle scelte del candidato a quello che è il percorso politico degli ultimi anni, il modo di amministrare di chi è uscente e di chi si candida a subentrare nell’attività amministrativa.
Da questo punto di vista ci sono risultati significativi legati alla presenza territoriale, come ad esempio nella zona ionica con il gruppo di De Luca”.

Come si sono presentante le coalizioni? Il centrosinistra ha retto l’urto?

“Il centrodestra ha dimostrato di essere ancora molto molto diviso, non soltanto all’interno della coalizione ma anche all’interno di alcuni partiti, e certune sconfitte sono proprio legate a questa forte lacerazione che ha pesato e pesa nelle dinamiche regionali. L’assemblea regionale è attualmente paralizzata da una maggioranza che addirittura neanche si presenta in aula e che è fisicamente minoritaria. Una incapacità di governare e i risultati negativi non sono stati soltanto quelli col voto segreto, quanto la mancata presenza di tanti elementi parlamentari del centro-destra. Il centrosinistra presenta anche alcuni elementi di divisione che ne hanno poi determinato in alcune realtà la sconfitta. A Catania credo che sia chiaro il risultato negativo determinato dal fatto che il Partito Democratico continua ad essere diviso in tutta la Sicilia con una situazione che non è più accettabile. Si deve decidere a livello nazionale cosa si vuol fare in Sicilia, una terra in cui non si può essere indifferenti rispetto alle difficoltà politiche che ormai si portano avanti da tempo. C’è un problema che è stato posto, c’è una contrapposizione tra la maggioranza del gruppo parlamentare e il partito a livello regionale che viene disconosciuto da tanti di noi perché riteniamo che siano state fatte delle scorrettezze nell’assemblea che ha deciso le procedure congressuali, quindi si decida perché i risultati sono quelli che abbiamo visto. Così come, aggiungo, l’atteggiamento con Crisafulli, prima è stato il segretario a proporlo alla direzione regionale e poi gli hanno sottratto il simbolo. Crisafulli ha dimostrato, invece, che quando si ha un rapporto con la comunità, quando si è testimone di coerenza, quando si portano avanti i risultati con una capacità di incidere positivamente con la realizzazione di obiettivi importanti come l’Università Kore o il nuovo centro ospedaliero, si pone la possibilità che Enna abbia un policlinico di tutto rispetto, la cittadinanza premia. Senza l’unità vera fatta sulle proposte e sulla composizione coerente delle coalizioni il risultato è la sconfitta”.

A proposito di Crisafulli, nel comizio di ringraziamento ha lanciato Fabio Venezia come candidato presidente della Regione, cosa ne pensi?

“Il percorso da fare intanto è quello di creare una coalizione che si formi su un accordo di natura programmatico, sulla coerenza delle posizioni politiche, cioè che siano in linea con quelli che sono stati gli atti e i percorsi che abbiamo portato avanti in questi mesi e che alla fine si determini la scelta con una partecipazione della base di coloro i quali si riconoscono sul programma definito sottoscritto dai singoli cittadini che partecipino alle primarie e scelgano il candidato presidente. Se fosse Fabio Venezia, ne sarei lietissimo”.

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