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L'eccidio 79 anni fa

Anniversario strage di Portella della Ginestra, via al corteo e alla cerimonia

venerdì 1 Maggio 2026
Portella della Ginestra

E’ partito questa mattina il corteo con centinaia di persone diretto a Portella della Ginestra per celebrare la festa dei lavoratori e commemorare le vittime della strage del primo maggio del 1947 con 11 persone, tra contadini, donne e bambini, uccise dai colpi di fucile sparati dai monti che circondano la vallata, nel territorio di Piana degli Albanesi a pochi km da Palermo, mentre 2 mila manifestanti si erano riuniti per rivendicare l’occupazione delle terre e festeggiare la vittoria del blocco del popolo alle elezioni regionali.

“Pace, democrazia, salute e sicurezza, costituzione” è il titolo della manifestazione che quest’anno la Cgil Palermo ha organizzato per il 79° anniversario della strage di Portella assieme alla Fillea Cgil, la categoria degli edili. Alle 8.30 nel cimitero di Piana degli Albanesi è stata deposta una corona di fiori nella cappella, a fianco della Cgil l’amministrazione comunale e l’eparchia di Piana. Subito dopo lavoratori, cittadini e amministratori locali si sono radunati davanti alla casa del popolo di Piana, da dove è partito il corteo, preceduto dalla banda di Mezzojuso Giuseppe Petta, che raggiungerà il pianoro di Portella, memoriale della strage. Tra la folla anche i parlamentari del Pd Roberto Speranza e Chiara Braga. Attorno al Sasso di Barbato si svolgerà la cerimonia, introdotta dal minuto di silenzio e dalla lettura dei nomi delle vittime dell’eccidio di 79 anni fa da parte di Chiara Sciortino dell’associazione familiari di Portella.

Oggi è più attuale che mai fare memoria del costo in vite umane in Sicilia di sindacalisti e cittadini nella lotta al nazifascismo e per l’approvazione ed attuazione della Costituzione”. Così Leoluca Orlando, europarlamentare Avs presente a Portella della Ginestra, luogo della strage del 1 maggio 1947, dove Cgil e Fillea hanno celebrato la festa dei lavoratori e commemorato le vittime dell’eccidio di 79 anni fa.
“Dopo quasi 80 anni la mancanza di verità e giustizia – aggiunge Orlando – pesa come un macigno, crea sfiducia nella giustizia, stimola la riscrittura della storia ad uso del potente di turno e incoraggia ricorrenti alleanze tra crimine organizzato, trame eversive e istituzioni deviate”.
Per Orlando “fare memoria non può essere un freddo ricordo, esige vigilanza e opposizione, oggi, alla perversione del governo Meloni di utilizzare la sicurezza per reprimere il dissenso e contrastare il controllo giudiziario e parlamentare. Memoria, verità e libertà devono essere considerate tra loro inscindibili e tutte e tre essenziali per una democrazia compiuta”. 

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