L’attività parlamentare del deputato regionale Santo Primavera, dopo il reintegro all’ARS, continua ad essere costante e soprattutto continua.
Notizia delle ultime ore è la presentazione di un’interrogazione urgente al Governo della Regione per chiedere chiarimenti sulle iniziative da intraprendere in merito alla posizione assunta dall’Italia in sede europea sul sistema ETS.
Per inciso, il Sistema per lo scambio delle quote di emissione dell’UE (ETS UE) è il principale strumento dell’Unione Europea per contrastare i cambiamenti climatici e ridurre in maniera economicamente efficiente le emissioni di gas a effetto serra. Esso opera secondo il principio del cap and trade, fissando un tetto massimo alle emissioni di gas serra e obbligando le imprese interessate ad acquistare e ad annullare quote corrispondenti alle proprie emissioni. Questo strumento, introdotto nel 2005, punta all’obiettivo di zero emissioni nel 2050.
“Il Governo siciliano non può restare in silenzio davanti a scelte nazionali che rischiano di compromettere sia il futuro ambientale della Sicilia sia la situazione finanziaria degli agricoltori“, spiega Primavera.
Secondo l’esponente autonomista, il potenziale in Sicilia è enorme: “La produzione di energia pulita, integrata con l’attività agricola, può generare introiti significativi per i territori e per gli agricoltori, anche attraverso i meccanismi di compensazione previsti dal sistema europeo di scambio delle emissioni. Un sistema fondato su un principio semplice: chi inquina paga, chi contribuisce a migliorare l’ambiente viene remunerato“.
“Preoccupa – aggiunge – che l’Italia si sia schierata di fatto dalla parte degli inquinatori, seguendo logiche che rispondono più a pressioni industriali del Nord che all’interesse generale. Una scelta che rischia di penalizzare territori come il nostro, che invece potrebbero beneficiare pienamente di questo modello, attraverso la vendita delle ‘quote pulite’ da parte degli agricoltori siciliani. Si stima un mancato introito in media di circa 1000 euro ad ettaro per gli agricoltori siciliani accreditati al Sistema europeo di scambio“.
Da qui la netta contrarietà alla posizione del Governo nazionale: “La richiesta avanzata a Bruxelles di sospendere il sistema ETS è gravemente lesiva degli interessi della Sicilia. Significa indebolire uno degli strumenti principali della transizione ecologica, che in questi anni ha già prodotto risultati concreti, riducendo le emissioni e incentivando le rinnovabili“.
La Commissione difende il sistema Ets come pilastro del processo di decarbonizzazione e innovazione industriale. In venti anni, secondo i dati della Ue, l’Ets ha contribuito a ridurre il consumo di gas in Europa di 100 miliardi di metri cubi e favorito lo sviluppo delle rinnovabili.
Per questo motivo, Primavera chiede al Governo regionale “quali iniziative intenda adottare per contrastare questa posizione e difendere gli interessi degli agricoltori della Sicilia, fugando il timore che il silenzio finora registrato sia frutto di equilibri politici interni“.
“Le decisioni europee sono imminenti – conclude – e serve una presa di posizione chiara, forte e immediata. La Sicilia deve essere protagonista della transizione energetica, non vittima di scelte altrui“.



