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Ars due leggi in un batter d’occhio: rinviate le elezioni nelle “ex province”, passa la mini riforma degli appalti

martedì 24 Gennaio 2017

In un paio d’ore l’Ars licenzia due leggi molto attese. L’ultima ad essere approvata è la norma che rinvia le elezioni nei Liberi Consorzi di Comuni e Città Metropolitane, enti che hanno preso il posto delle ‘ex Province’. Nel corso dell’esame del ddl è stato approvato dall’aula un emendamento che sposta in avanti di cinque mesi, dal 31 luglio al 31 dicembre, la data entro la quale svolgere le elezioni. Insomma per le province arriva l’ennesimo rinvio.

Poco prima l’Ars l’aveva licenziato un testo delicato per il sistema degli appalti e delle infrastrutture.  Per la mini riforma degli appalti l’appuntamento di oggi a Sala d’Ercole era decisivo. Una sorta di ultima chance: se non fosse stato approvato entro questa settimana,  il ddl sarebbe stato “accantonato” per fare spazio alla manovra finanziaria, come deciso in conferenza dei capigruppo. Invece, la norma presentata dall’assessore Giovanni Pistorio ha superato lo scoglio dell’aula. Con 40 voti a favore, 2 voti contrari e 11 astenuti l’Ars ha approvato il disegno di legge in tema di appalti pubblici, che modifica la composizione degli Urega. Dopo diverse sedute consecutive rinviate per mancanza del numero legale, che avevano fatto “impantanare” l’Ars sull’esame del disegno di legge sulla modifica degli Urega, oggi l’aula ha votato il via libera: dopo l’ennesima richiesta di verifica avanzata dal Movimento 5 Stelle, alla comunicazione del presidente Giovanni Ardizzone “l’assemblea è in numero legale” è partito un applauso dai banchi dei grillini rivolto ai parlamentari presenti. L’esame del ddl è dunque ripreso e si è passati all’approvazione.

Cosa prevede la norma? Il nodo è la struttura degli Urega, acronimo impronunciabile dietro il quale si cela l’ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici. La struttura prevede nove uffici: uno centrale a Palermo e otto periferici, uno in ogni capoluogo di provincia.  E’  un microcosmo burocratico messo in piedi dal legislatore siciliano quindici anni fa, con due upgrade nel corso del tempo, aggiornamenti al sistema piovuti giù per decreto.

In realtà, l’ufficio s’è mosso come un pachiderma. E di gare ne ha espletate poche e con tempi “biblici”. Nonostante ciò è ritenuto un ufficio strategico perché in linea con la norma nazionale sulle stazioni uniche di committenza per rendere più trasparenti le gare. Da qui l’idea di Giovanni Pistorio, assessore regionale alle Infrastrutture, dipartimento che sovrintende agli Urega, di inserire una serie di correttivi.

Le modifiche intervengono su tre aspetti fondamentali: viene aumentato il numero dei componenti delle commissioni Urega per accelerare l’esame delle pratiche; cambia il meccanismo della retribuzione, non più il gettone legato al numero delle sedute di commissione ma cifre prestabilite sulla base degli importi di gara con la Regione che si impegna a pagare a conclusione dell’iter di approvazione; riduzione dei tempi di espletamento degli appalti.

Dopo la discussione generale, la mini-riforma dell’Urega è rimasta bloccata per settimane. L’Ars doveva solo esprimersi su alcuni emendamenti. E così è stato nella seduta di oggi pomeriggio.

Con l’approvazione da parte dell’Ars della riforma dell’Urega proposta dal governo, si sblocca finalmente la situazione degli appalti in Sicilia  dice  il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. “Con la legge approvata si moltiplica il numero delle commissioni di gara e si attribuisce all’Urega, non un ruolo di gestione degli appalti, ma quello di controllo degli stessi. Sono previsti incentivi per le commissioni che operano velocemente e penalizzazioni per quelle che agiscono in ritardo“, aggiunge. Il sistema Urega da stazione unica appaltante si era trasformato, negli anni, in commissione unica appaltante, prevedendo che presidenti della commissioni di gara potessero essere solo i presidenti o i vicepresidenti. Diciotto persone in Sicilia che dovevano gestire tutti gli appalti della Regione siciliana e degli enti locali, con un sorteggio del presidente di gara che avveniva, di fatto, tra due dirigenti cioè il presidente o il vicepresidente. “Con la nuova legge – continua il presidente – si aumenta la trasparenza, l’efficienza degli appalti e si potrà velocizzare tutto il sistema di aggiudicazione relativo al Patto per la Sicilia. Ogni componente di commissione, incluso il presidente, non potrà essere nominato per più di due gare contemporaneamente. Adesso è importante lo sblocco del Poc, già inviato a fine dicembre in Assemblea regionale“. “Il governo chiederà urgente trattazione perché, all’interno del Poc, sono contenute le risorse necessarie per intervenire in quei comuni che hanno subito alluvioni in questi giorni, per il reddito di inclusione per i poveri, per i disoccupati e – conclude Crocetta – per il servizio civile per i giovani“.

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