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Sistema Montante, la relazione dell’Antimafia regionale: “Un governo parallelo”

martedì 19 Marzo 2019
montante

Per molti anni è esistito un governo parallelo che ha occupato ‘militarmente’ le istituzioni regionali e che ha spostato i luoghi di determinazione e controllo delle scelte di spesa fuori e altrove“. Queste le parole del presidente della Commissione regionale antimafia, Claudio Fava, che ha illustrato a Palazzo dei Normanni, a Palermo, i risultati dell’indagine conoscitiva dell’organo dell’Ars relativa al cosiddetto “sistema Montante“.  Secondo Fava, molto spesso è stata utilizzata “la lotta contro la mafia per proprio salvacondotto – ha affermato – un’antimafia dei padroni e degli affari“.

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Fava
Claudio Fava

Fava ha illustrato il lavoro della Commissione, durato dieci mesi, sono state svolte 49 audizioni. E ha parlato anche dell’ex governatore Rosario Crocetta: “Il ruolo dell’allora presidente della Regione Rosario Crocetta nel sistema Montante? La sensazione è che fosse più un esecutore di progetti che andavano oltre il suo governo. Serviva a controllare tutto ciò che poteva essere controllato sotto il profilo politico e amministrativo“.

Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati per il reato di concorso in associazione mafiosa, Calogero Montante ha continuato a incontrare il capo della polizia, i prefetti e l’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano – ha riportato ancora Fava – senza che nessuno abbia almeno atteso almeno la conclusione della vicenda giudiziaria. E questo è preoccupante. Anzi gli si è anche aumentata la scorta. Come giustificazione della decisione – ha spiegato Fava – hanno addotto l’autonomia dei vari rami dell’amministrazione. Alfano – ha continuato – lo ha anche nominato nel consiglio direttivo dell’Agenzia dei Beni confiscati alla mafia. La notizia dell’inchiesta già circolava nonostante ancora non fosse stata pubblicata dai giornali: come e’ che il Viminale non sapeva nulla?“.

miccicheSulla relazione dell’Antimafia regionale è intervenuto il presidente dell’Ars Gianfranco Micciché, che ha voluto dare il proprio saluto ai componenti della commissione, riunita per votare la relazione finale: “Il voto all’unanimità della Commissione regionale Antimafia su un argomento così delicato rafforza il Parlamento siciliano e dimostra ancora una volta che tutti i partiti sono a favore della legalità. Se, poi, all’interno dei partiti c’è qualcuno che pensa il contrario, sbaglia”, ha detto Gianfranco Micciché.

I partiti politici sono una cosa seria e non quelle organizzazioni che qualcuno ha voluto dipingere in maniera diversa da quello che sono – ha sottolineato – Il voto di oggi mi rende particolarmente contento”.

 

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