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puntata numero 216

Bar Sicilia, intervista esclusiva al Presidente dell’Ars Galvagno: “Cinque anni per cambiare la Sicilia” CLICCA PER IL VIDEO

domenica 27 Novembre 2022

Il protagonista della puntata speciale numero 216 di Bar Sicilia è Gaetano Galvagno. Il neo presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana ci ha accolti a Palazzo dei Normanni e, intervistato dal direttore Marianna Grillo e dall’editore Maurizio Scaglione, ha molto parlato di politica, di obiettivi e impegni comuni per il futuro della Sicilia. Galvagno ha risposto anche alle domande più spinose sugli equilibri della maggioranza di Governo, sul suo predecessore Gianfranco Miccichè, raccontando qualche aspetto inedito della propria esperienza umana e politica.

Gaetano Galvagno, 37 anni di Paternò, è il Presidente più giovane della storia del Parlamento siciliano, il primo della provincia di Catania. Deputato regionale di Fratelli d’Italia, viene eletto alla prestigiosa carica lo scorso 10 novembre con 43 voti.

LE PRIME INIZIATIVE

“Far conoscere Palazzo dei Normanni e riaprirlo alle scuole. E’ importante approfondire la storia di questo luogo con i suoi aspetti culturali, artistici e architettonici ma, è altrettanto fondamentale capire come funziona la macchina amministrativa regionale, le differenze tra assessori e deputati, tra Presidente della Regione e Presidente dell’Ars e così via. L’idea è quella di creare una “simulazione dell’Aula” affinché gli studenti possano comprenderne al meglio i lavori”.

Gaetano Galvagno

 

 

 

 

 

 

IL RAPPORTO CON IGNAZIO LA RUSSA E CON GIORGIA MELONI

“Sento il peso della responsabilità del ruolo che ricopro. Essere Presidente dell’Ars è motivo di orgoglio e un’occasione per fare del bene, per migliorare e migliorarsi. Diamo massima disponibilità per dare risposte ai siciliani”, dice. Rispetto al rapporto con il Presidente del Senato Ignazio La Russa, peraltro suo concittadino di Paternò, Galvagno dichiara: “E’ noto il mio rapporto personale e di stima reciproca con il Presidente La Russa. Quando sono stato eletto alla Presidenza dell’Ars abbiamo scherzato sulla nostra comune origine paternese, auspicando un futuro Presidente della Camera di Paternò.” Galvagno ha poi ricordato il proprio percorso politico iniziato molto presto e quella volta che, a 17 anni incontrò a Ragalna (Ct), il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “A quel tempo – dice Galvagno – non era ancora neanche un deputato, era responsabile di Azione giovani ma, sapevo che avrebbe fatto qualcosa di importante. Il suo è stato un percorso politico senza eguali: prima deputato, poi Ministro e oggi, Capo del Governo italiano a soli 45 anni.” E, a proposito della giovane età (elemento che lo accomuna a Meloni), Galvagno dice: “Quando attaccano sulla questione dell’età, significa che non hanno altri argomenti. 

IL LAVORO DELLE COMMISSIONI

Nell’analizzare i risultati ottenuti con la composizione delle nuove commissioni Ars, Galvagno ha sottolineato come tutto “sia filato liscio, facendo sintesi all’interno della maggioranza, raggiungendo gli obiettivi in maniera spedita”. L’impegno è quello di far partire il prima possibile la macchina amministrativa in attesa, il primo dicembre, dell’intervento in Aula da parte del Presidente della Regione Renato Schifani, sul programma politico di questa legislatura. 

SENSO DI RESPONSABILITA’ CONTRO I MAL DI PANCIA

“Come in ogni quinquennio ci sono mal di pancia, confronti non propriamente pacifici ma, i risultati finora ottenuti (tra cui la stessa elezione di Galvagno che ha ricevuto anche qualche voto dell’opposizione), parlano da soli sia rispetto ai numeri, sia rispetto alle scelte fatte e che hanno consentito di mettere in campo i migliori parlamentari all’interno delle commissioni.”

E sulla scissione di Forza Italia che all’Ars si presenta con due gruppi, “Forza Italia all’Ars” dell’area Scifani e “Forza Italia” dell’area Miccichè dice: “Le dinamiche di FI, Forza Italia 1, Forza Italia, interessano poco i cittadini che chiedono una classe politica responsabile. Viviamo un momento storico che ci consente di fare grandi cose in questi cinque anni. Condividiamo a livello regionale e a livello nazionale, lo stesso colore politico, ci sono le risorse del Pnrr, abbiamo superato la fase più critica della pandemia. Insomma, ci sono tutti i presupposti per raggiungere gli standard qualitativi europei per cui, adesso, è tempo di dare risposte e fatti. E’ un’occasione unica che non possiamo lasciarci scappare altrimenti, giustamente, fra cinque anni verremo bocciati dai siciliani. Oggi, non possiamo esimerci dalle nostre nostre responsabilità, non si può. 

Questo non significa battere i piedi per capriccio, instaurare rapporti di tracotanza tra le parti ma, vuol dire ottenere rispetto per una terra martoriata. Servono unione di intenti e coordinamento.

Rispetto alla realizzazione di tutte quelle opere e di tutti quegli interventi strategici di cui la Sicilia ha bisogno, Galvagno sottolinea che: “Bisogna partire subito. Le riflessioni sono legittime ma non possiamo permetterci di far trascorrere troppo. Oggi siamo fanalino di coda. Serve velocizzare il tutto con le procedure ordinarie. Fondamentale il dialogo con Roma e la guida di esperienza di Renato Schifani”.

CAMBIAMENTI A PALAZZO

“Penso ad alcuni cambiamenti rispetto al metodo dei lavori all’Ars. Sono in buoni rapporti con Gianfranco Miccichè e con tutti i parlamentari e mi auguro che il sentimento sia reciproco. Spero che, rispetto alla precedente legislatura, ci si possa riunire in maniera più serena  e che vengano date più risposte ai cittadini rispetto alle interpellanze e alle interrogazioni. Alla prossima capigruppo proporrò di iniziare i lavori d’Aula di mattina. A proposito delle Commissioni credo che, come accade alla Camera e al Senato, sia giusto che lavorino molto di più sui testi che poi l’Aula dovrà giustamente perfezionare”.

E sulla possibilità di abolire il voto segreto?

“E’ una prerogativa dell’Aula, resterà finché non si deciderà di apportare un cambiamento ma, credo che oggi il tema non sia se abolire o meno il voto segreto. La scommessa è collaborare fra le forze politiche e dialogare con Roma”. 

I RAPPORTI CON L’OPPOSIZIONE E CON IL PREDECESSORE MICCICHE’

“Non è un mistero che Danilo Lo Giudice sia un mio amico personale e non è un mistero che abbia grande stima per Cateno De Luca e per la sua esperienza amministrativa, così come ho grande stima per Gianfranco Miccichè. Come ho detto, non dimentico il passato. Ricordo la sua vicinanza quando ero deputato segretario e anche grazie a lui ho imparato a conoscere e capire determinate dinamiche d’Aula. Miccichè ha ancora la sua poltrona nel posto più alto di Sala d’Ercole così come tutti i deputati siciliani. Dobbiamo avere un atteggiamento di condivisione e diamoci delle regole su come affrontare questo quinquennio”.

E FRA CINQUE ANNI?

“Sono molto legato alla Sicilia e, pur essendo sempre a disposizione del partito, preferirei restare qui. in regione. C’è molto lavoro, m’interessa dare risposte tempestive alla gente. I siciliani sono stanche delle chiacchiere“.

FRATELLI D’ITALIA: NESSUNA CORRENTE, ANIME DIVERSE

“In Fratelli d’Italia più che correnti coesistono anime diverse, con radici e appartenenze diverse. La grande intuizione di Giorgia Meloni è quello di aver costruito un partito aperto a chiunque fosse disposto a dare un personale contributo coerente con la linea tracciata dalla sua leadership“.

 

IL MESSAGGIO DELLA PUNTATA 216 DI BAR SICILIA

A suggerirlo, stavolta, è lo stesso Presidente Galvagno: “Diventate donatori di cornea. Come Assemblea siciliana, ci faremo carico di sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tipo di trapianto”, conclude il Presidente dell’Ars.

 

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