“Bisogna tornare ad accendere i riflettori sulla possibilità di assegnare delle borse di studio a tutti gli iscritti alle specializzazioni in professioni sanitarie non mediche“. A dichiararlo il presidente della I Commissione Affari Istituzionali all’Ars Ignazio Abbate, che già lo scorso autunno aveva avanzato la proposta in Commissione Sanità. Una proposta che era stata condivisa e sostenuta dal presidente della Commissione Sanità Giuseppe Laccoto e approvata a maggioranza. La stessa era stata apprezzata durante le discussioni sulla Manovra Finanziaria 2025 dove si era deciso di proporla per l’approvazione definitiva in una delle variazioni che si sarebbero approvate nei mesi successivi.
“Ora è il momento di riprendere il discorso – ribadisce Abbate – che già allora aveva suscitato un’ondata di approvazioni bipartisan. L’obiettivo è sempre quello: venire incontro ai laureati in veterinaria, odontoiatria, farmacia, biologia, chimica, fisica e psicologia che, per poter lavorare nel sistema sanitario nazionale, hanno l’obbligo di possedere un titolo di specializzazione di vari anni, ma finora senza una borsa di studio o un rimborso spese. Bisogna eliminare la discrepanza con i laureati in medicina visto che entrambe le categorie frequentano spesso le stesse scuole di specializzazione, seguono lo stesso percorso formativo a tempo pieno e lavorano fianco a fianco nelle strutture del servizio sanitario nazionale. Attraverso la collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione e all’Università, alla riapertura dei lavori dovremo affrontare questa proposta tra i primi punti. Sarebbe una svolta storica perché per la prima volta verrebbe consentito agli iscritti ai corsi di specializzazione in professioni sanitarie non mediche di poter usufruire di una borsa di studio al fine di completare il loro percorso formativo con un tassello fondamentale per il loro inserimento lavorativo. Ci sono altre regioni italiane più avanti di noi in questo ma, ritengo, che la Sicilia abbia tutte le carte in regola per aggiungersi a queste regioni virtuose come chiesto ad alta voce negli ultimi anni anche dagli ordini professionali“.