Il calo demografico sta mettendo a dura prova le aree interne del Calatino. Nei 15 comuni s’è registrato un calo di circa 10.000 persone, con un rapporto fra nascite e decessi pari ad 1 a 3, a cui si aggiunge la costante emigrazione dei giovani costretti a lasciare la propria terra in cerca di opportunità lavorative ed un futuro più prospero altrove.
L’allarme è stato rilanciato dal vescovo della diocesi Calatina, monsignor Calogero Peri, il quale ha inviato una missiva al Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo interventi urgenti per contrastare questo fenomeno.
Il Vescovo, che ha raccolto le istanze dei residenti la diocesi e degli amministratori locali, ha sottolineato con forza la necessità di attuare interventi mirati per rendere l’area più attrattiva e sostenibile chiedendo una defiscalizzazione per le aziende, dei contributi a fondo perduto per l’avvio di nuove attività imprenditoriali ma soprattutto il miglioramento della rete infrastrutturale per ridurre l’isolamento e favorire lo sviluppo economico e sociale.
In risposta, un gruppo di consiglieri comunali ha deciso di tradurre l’allarme lanciato da S.E. Calogero Peri in un’azione istituzionale concreta. Tra i promotori della mozione, il consigliere Paolo Ragusa, capogruppo di “Patto per Mineo” e dirigente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori, che ha guidato la mobilitazione dei rappresentanti eletti del territorio.
“La presidente del consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, il presidente della regione siciliana, Renato Schifani, e il presidente della repubblica italiana, Sergio Mattarella – commentano – diano seguito alla richiesta formulata da sua eccellenza mons. Calogero Peri, anche ricevendo l’autore dell’appello e una delegazione di amministratori locali, al fine di affrontare congiuntamente la problematica dello spopolamento delle aree interne e individuare possibili soluzioni“.
La mozione, che ha già raccolto il sostegno di diversi sindaci del comprensorio, si propone come strumento per avviare un confronto diretto tra istituzioni locali e centrali.
Danilo Parasole, sindaco del comune di San Michele di Ganzaria, sentito sull’argomento, dichiara: “Come amministratore di un piccolo centro a cavallo tra due province, Catania ed Enna, nel cuore dell’entroterra siciliano, le criticità che si presentano sono parecchie. Per rilanciare il Calatino, prima di tutto urge garantire i servizi essenziali ai cittadini, tra tutti la sanità. L’ospedale Gravina di Caltagirone è un’entità importante, però non viene correttamente potenziato da parte dell’istituzione regionale, in quanto cercano sempre di valorizzare le strutture ospedaliere delle città metropolitane a discapito di quelle periferiche. Il cittadino che risiede in una piccola comunità, se non è garantito dei servizi essenziali, tenderà sempre a preferire la grande città, perché se vogliamo un sistema sanitario efficiente dobbiamo recarci altrove“.

“L’altra esigenza fondamentale – continua – è quella dei trasporti. Il sistema che abbiamo a disposizione non è sufficiente. L’AST che collegava prima il piccolo centro con la città di Catania ha interrotto e ridotto le corse, e quindi le criticità sono di gran lunga aumentate“.
Sul turismo, aggiunge: “Abbiamo delle forti potenzialità e le stiamo mettendo in campo insieme al comune di Mirabella Imbaccari e di Caltagirone. Ad esempio, grazie all’inventiva di un privato, è stato realizzato il cammino di San Giacomo che sta riscontrando grande successo“.
“L’attrattività di un comune – conclude – per poterlo rilanciare la conosce solo ed esclusivamente chi lo amministra, ma è fondamentale garantire i servizi essenziali”.