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Presto a Sala d'Ercole

Cancellazione del debito con lo Stato, in II Commissione il ddl per la variazione di bilancio

mercoledì 25 Febbraio 2026

Sui banchi della II Commissione arriva la variazione di bilancio in relazione alla cancellazione del debito delle Regioni nei confronti dello Stato riguardante le anticipazioni di liquidità approvata mercoledì scorso a Sala d’Ercole (CLICCA QUI).

Tra i vari dossier la II Commissione Bilancio, presieduta da Dario Daidone, dovrà dare il via libera anche al disegno di legge governativo, avanzato su proposta dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per venerdì 27 alle ore 12:00. Il ddl nasce così dall’esigenza di dare attuazione alle disposizioni nazionali e già nelle prossime settimane potrebbe arrivare in aula.

Via libera da Sala d’Ercole

Le disposizioni nazionali non dovranno essere adottate obbligatoriamente e ogni singola Regione, nei tempi massimi predefiniti, potrà decidere quale strada imboccare. La comunicazione al Ministero dovrà infatti avvenire entro il 28 febbraio. Un’operazione importante che riguarda molto da vicino l’impostazione dei bilanci. Il debito delle Regioni verso lo Stato viene così scritto nell’avanzo vincolato, cioè in quella quota di avanzo non disponibile, dunque non spendibile, perché vincolato alla restituzione di un debito, per garantire che quest’ultimo venga restituito. Nel dettaglio, Stato e Cassa Depositi e Prestiti rinunciano ai crediti vantati verso le Regioni per le anticipazioni di liquidità che negli anni sono state concesse. Le Regioni cancellano dai loro rendiconti, dai loro bilanci, il debito restitutorio. Nel momento in cui lo Stato rinuncia al credito, la Regione “libera” le risorse dall’avanzo vincolato. La Regione ha un debito di Fondo anticipazione liquidità di 1,8 miliardi di euro circa verso lo Stato, cifra che per l’appunto verrebbe così liberata. In tal senso l’amministrazione regionale, invece del titolo di restituzione del prestito, si impegna così a versare al governo nazionale il titolo di maggiore contributo alla finanza pubblica dal 2026 fino al 2045. Per l’esercizio finanziario 2026 sono previsti 84 milioni di euro, per l’esercizio finanziario 2027 sono previsti 85 milioni di euro, mentre per l’esercizio finanziario 2028 86 milioni di euro (CLICCA QUI).

Ma quando sarà possibile usufruire degli oltre 1,8 miliardi di euro? La soppressione del debito, secondo norma nazionale, varrà a decorrere dall’esercizio finanziario 2025. La Regione, dunque, dovrà prima aspettare la definizione del giudizio di parifica della Corte dei Conti sul rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025. Dovesse andare tutto per il verso giusto questi fondi potrebbero essere a disposizione verso la fine dell’anno. Prima, infatti, bisognerà attendere giudizio di parifica della Corte dei Conti sui rendiconti precedenti. Ad inizio febbraio, dopo oltre quattro anni di attesa, è arrivato il giudizio sul rendiconto del 2020, mentre è stato già calendarizzato marzo quello sul 2021 (CLICCA QUI).

Si pensa già a come spendere queste risorse. Sala d’Ercole ha anche approvato l’ordine del giorno che raccomanda “il Governo a vincolare parte delle risorse del risultato di amministrazione per il completamento di grandi opere infrastrutturali regionali strategiche delle zone depresse, quali reti autostradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali, opere di salvaguardia del territorio, con priorità per quelle opere che siano già in possesso di progetti cantierabili esecutivi e che già possiedano le caratteristiche dello stato di avanzamento per il progressivo completamento dell’opera“. Iniziativa che nasce delle osservazioni avanzate in II Commissione Bilancio dal presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, poi sottoscritte da tutti i componenti delle Commissione, con parere positivo dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino (CLICCA QUI).

Il ddl adesso al vaglio

In tal senso, dunque, si rende necessaria la necessità a procedere alla variazione di bilancio al fine di adeguare il bilancio di previsione 2026-2028 a compensare gli effetti prodotti dalla cancellazione degli stanziamenti, assicurando la copertura finanziaria necessaria nel triennio. La Regione, come detto, dovrà, dunque, versare al governo 84 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2026, 85 milioni di euro per il 2027 e 86 milioni di euro per il 2028. Inoltre, in attuazione dell’intesa tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, le Regioni a Statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano, per quest’ultimi viene riconosciuto l’importo complessivo di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 e di 50 milioni di euro per l’anno 2028. Le quote spettanti alla Regione Siciliana ammontano a 43,5 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2026, 42,2 milioni di euro per l’esercizio finanziario del 2027 e a 20,8 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2028. Tali somme vengono così iscritte con il ddl e poste a copertura dei maggiori oneri per il triennio 2026-2028. Alla copertura dei dei maggiori oneri che permangono si utilizzeranno i fondi speciali e per l’esercizio finanziario 2027, per il quale le risorse disponibili non sono sufficienti si è proceduto con una ricognizione delle risorse disponibili sulla base degli utilizzi di alcuni capitoli di spesa, individuando ulteriori manovre correttive da apportare. Le riduzioni, qualora fosse necessario, potranno essere ripristinate a seguito dell’approvazione del rendiconto per l’esercizio 2022, la cui parifica dovrebbe arrivare nei prossimi mesi.

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