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Lo scontro

Cardiochirurgia Taormina al Rodolico, M5S: “Governance frammentata e interessi in gioco” CLICCA PER IL VIDEO

martedì 17 Febbraio 2026

La Commissione VI Salute dell’Assemblea Regionale Siciliana ha espresso parere favorevole sul nuovo assetto della cardiochirurgia pediatrica, confermando la permanenza fisica del reparto a Taormina con dipendenza amministrativa dal Policlinico di Catania.

Il Movimento 5 Stelle ha votato contro, ma chiarisce che non si tratta di una contrarietà al servizio bensì di una richiesta di maggiore trasparenza e di una governance più lineare, con meno sovrapposizioni tra soggetti diversi.

Il capogruppo M5S all’Ars Antonino De Luca ha ricostruito in Commissione la complessità dell’assetto approvato, sottolineando che il problema non è la presenza della cardiochirurgia pediatrica ma la moltiplicazione dei centri decisionali.

Oggi ci troviamo davanti a un modello in cui la sede è a Taormina, la dipendenza amministrativa è a Catania, ci sono collegamenti con altre aziende, uno SPOC che fa riferimento a Palermo e ulteriori convenzioni esterne. È un intreccio che rischia di creare confusione e di rendere poco chiaro chi decide e chi risponde delle scelte. Coinvolgere così tanti attori significa frammentare le responsabilità. Sarebbe stato più semplice e più trasparente individuare un unico centro di riferimento amministrativo e sanitario, evitando questa sovrapposizione di regie. Non è una questione territoriale, è una questione di efficienza e di chiarezza istituzionale”.

“Quando si parla di alta specialità non si può decidere sulla base di dati parziali o non aggiornati. Se si prendono in considerazione i volumi di attività bisogna farlo in modo completo, tenendo conto anche di eventuali periodi di chiusura o di situazioni straordinarie. La trasparenza sui numeri è fondamentale per evitare che si alimentino sospetti o tensioni. Noi chiediamo solo questo, chiarezza, criteri oggettivi e responsabilità definite. Ribadisco! Qui non è in discussione la presenza delle due cardiochirurgie. A noi starebbe bene anche che ce ne fosse una sola in Sicilia, purché funzioni davvero, garantisca volumi adeguati e abbia personale sanitario sempre presente e stabilmente dedicato”, aggiunge.

Sulla stessa linea il deputato regionale e pediatra Carlo Gilistro il quale ha evidenziato che: “Noi come Movimento 5 Stelle e io come pediatra ci siamo battuti con forza per il mantenimento della cardiochirurgia pediatrica a Taormina. È vero che oggi resta fisicamente lì e questo è un risultato. Ma il dubbio serio è che tutto quello che abbiamo fatto possa essere superato tra sei mesi, un anno o due. Il rischio è che piano piano l’attività venga spostata a Catania e che questa scelta rappresenti solo una fase intermedia. Se si moltiplicano le regie, se la dipendenza amministrativa è altrove, se si distribuiscono competenze e responsabilità su più soggetti, si crea un percorso che può portare nel tempo a svuotare Taormina”.

“La cardiochirurgia pediatrica richiede équipe altamente specializzate, anestesisti con formazione specifica, continuità assistenziale e stabilità organizzativa – spiega -. Non si può pensare che un sistema con troppe regie e troppi centri decisionali garantisca la massima efficienza. Non è una battaglia tra Taormina e Catania, è una questione di qualità e di sicurezza. Se davvero si vuole garantire il servizio, bisogna assicurare stabilità nel tempo e non creare le condizioni per un trasferimento progressivo. La salute dei bambini non può essere oggetto di equilibri politici o di assetti poco chiari”.

Di segno opposto la posizione dell’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, che ha rivendicato il parere favorevole espresso dalla Commissione e la coerenza dell’impianto adottato.

“La Commissione ha espresso un parere positivo su un modello che consente di mantenere la cardiochirurgia pediatrica a Taormina e di rafforzarne l’integrazione nella rete regionale. Non si tratta di una scelta contro qualcuno. Ma di un atto di responsabilità che tiene conto degli standard nazionali, dei volumi di attività e della necessità di garantire sicurezza e qualità assistenziale. Le strutture devono lavorare in sinergia e non in contrapposizione. L’obiettivo è costruire una rete solida e coordinata, non alimentare polemiche – conclude -. Continueremo a verificare i risultati, a monitorare gli standard assistenziali e a garantire trasparenza nei processi decisionali. La priorità resta la tutela dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. Il sistema deve funzionare e deve farlo con regole chiare e responsabilità definite”.

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