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Caro bollette, la denuncia di Federalberghi e Confesercenti: “Meno prenotazioni con tariffe più alte”

lunedì 5 Settembre 2022
bollette enel luce e gas

Il caro bollette e, di riflesso, la crisi economica, sta mettendo a dura prova famiglie e aziende. Dunque, piccole e medie imprese, già vittime della pandemia da Covid 19, sono a rischio a causa dell’emergenza energetica.

E’ un momento critico per gli albergatori, soprattutto per l‘industria del turismo che vede lievitare i costi delle bollette aumentati di più del doppio: molte di queste imprese sono costrette a lavorare a regime ridotto, ma a settembre e per la stagione autunnale che verrà la situazione potrebbe anche essere peggiore: la chiusura delle attività. Ne hanno parlato gli imprenditori del settore mettendo in evidenza quelli che sono stati i risultati a margine di questa stagione estiva.

Francesco Randone

Francesco Randone, titolare della struttura ricettiva ‘Baia del Capitano ‘, e vicepresidente di Federalberghi Palermo fa la sua analisi. “Per quanto riguarda Cefalù, ad inizio stagione, aprile/maggio, abbiamo perso circa il 50% di quello che erano i flussi organizzati, abbiamo avuto molti stranieri ma non ai livelli del 2019, nel periodo pre-covid. Abbiamo registrato un calo del 10/12% di presenze al 30 giugno e che comunque ce lo porteremo a fine stagione. Non è che puoi recuperare, anzi è probabile che tra settembre e ottobre si perda qualche altra cosa. Questi sono i dati ufficiali dell’ufficio turistico”.

Nel nostro settore il caro bollette è diventato insostenibile, è quadruplicato. Questo significa, per noi, che mentre prima il costo dell’energia elettrica incideva nel gas a € 2,50 a presenza, mediamente oggi è arrivato ad oltre 10 euro a presenza. E’ una follia perché lavorando con operatori stranieri, essendo in concorrenza con i mercati europei del Mediterraneo, la Sicilia era già un prodotto caro, fuori mercato anche per tutto quello che offre a livello di infrastrutture pubbliche. Per esempio se nel 2021 pagavi 5000 euro, adesso te ne arrivano 20.000 con lo stesso consumo. La vedo molto male, si stanno facendo una serie di proposte di aumento per la prossima stagione che porterà gli operatori a lavorare molto meno, perché riversare sull’utente finale tutti i costi significa che noi l’anno prossimo avremo un calo fortissimo di presenze perché ad un certo punto si preferisce andare verso destinazioni dove già a monte, rispetto all’aumento dell’energia elettrica, c’è una transazione molto più bassa quindi hanno un prezzo di soggiorno più basso. Insomma per l’anno prossimo, non sapremo come andrà”.

Dunque, aumentando le tariffe, diminuiscono le prenotazioni perché il prodotto offerto in Sicilia non è concorrenziale rispetto a quello proposto dagli altri competitor. “Perché la Sicilia, purtroppo, non avendo puntato negli anni sulla qualità a livello di infrastrutture, strade, autostrade, e quant’altro, è diventata un prodotto caro in concorrenza con altri Paesi che hanno un buon prodotto, di qualità, sia pubblica che privata, e quindi si investe meglio”.

Anche Confesercenti Sicilia annuncia un futuro non proprio roseo alla luce dell’emergenza energetica e considerato che la stagione invernale non movimenta grandi flussi turistici, sia italiani che esteri, come nel periodo estivo.

Salvo Basile

La stagione, malgrado abbia registrato un significativo livello di presenze, anche superiore all’anno 2019, rischia di essere compromessa a causa dell’incremento delle bollette dell’energia elettrica e del gas che stanno erodendo quel margine che le aziende sono state in grado  di ottenere dalla ripresa positiva del turismo – spiega Salvo Basile, coordinatore di Assoturismo Confesercenti Sicilia – . Il problema è che tutto questo proietta ombre su quella che sarà la stagione autunnale, perché se l’aumento delle bollette continuerà a persistere, e questa sembra essere ormai la certezza, e non ci sarà un’adeguata attività, sapendo che nella stagione autunnale i flussi turistici sono ben diversi, non ci saranno le condizioni per mantenere in vita le strutture. Un vero dramma per un settore che, durante il Covid, ha dimostrato di essere un caposaldo per la nostra economia. Siamo assolutamente preoccupati, e ci aspettiamo che il prossimo governo nazionale intervenga, ma non con gli strumenti messi in campo fino ad oggi, come nel periodo di imposta”.

Il credito di imposta agisce in un sistema dove non ci si confronta con un problema di liquidità, cosa che attualmente noi stiamo vivendo. Quindi questo problema drammatico va affrontato con misure strutturali. Abbiamo visto che si è cercato di intervenire a livello nazionale tassando gli extra-profitti, supponendo che si potessero trovare quelle economie in grado di compensare il rincaro dell’energia elettrica, ma così non sta avvenendo. Attendiamo – conclude Basile –  le strategie del prossimo governo che dovrà affrontare il tema sin da subito, non c’è più tempo”.

 

 

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