Nell’adunanza di ieri sera, terminata a tarda notte, con ventidue voti favorevoli e due contrari, il Consiglio comunale di Catania presieduto da Sebastiano Anastasi ha approvato il regolamento che definisce le norme tecniche che definiscono le modalità di installazione degli spazi all’aperto (dehors) dei locali pubblici, attrezzati con tavoli e sedie per accogliere i clienti nel territorio urbano della città di Catania.
“Finalmente dopo oltre venti anni di attesa – ha dichiarato il sindaco Trantino – si fissano le regole in un settore strategico per la vita produttiva della città dove spesso si è oltrepassato il limite del buon senso e del decoro. Abbiamo ora, dopo decenni di infinite discussioni uno strumento che mette ordine e fissa linee rigide per garantire decoro ed equità sia per gli esercenti che per i residenti e turisti, cioè per quanti vivono la città. Si tratta di un avvenimento di enorme importanza per contribuire a rendere la città più ordinata, rispetto delle regole e dunque più bella. Un sentito ringraziamento a quanti hanno lavorato per raggiungere l’obiettivo; gli uffici, gli assessori Sangiorgio e Musumeci e i rappresentanti delle categorie produttive; soprattutto ringrazio i consiglieri di maggioranza e quelli di opposizione e le commissioni consiliari che hanno operato con serietà, impegno e dedizione per trovare punti di equilibrio nell’interesse generale di avere una città meglio strutturata”.
In dettaglio con il nuovo regolamento dehors di Catania, le procedure burocratiche vengono snellite, con concessioni che ora hanno una validità estesa fino a 5 anni. I progetti devono essere firmati da tecnici abilitati.
La città viene divisa in tre zone: Zona 1 (Centro storico UNESCO): Sono ammessi solo tavoli, sedie e ombrelloni (tipologia T1); vietate le pedane; Zona 2 (Waterfront e borghi storici): via libera anche a pedane e strutture ombreggianti più complesse (tipologia T2); Zona 3 (Resto del territorio): Ammesse tutte le tipologie, comprese le strutture chiuse (tipologia T3).
Il regolamento introduce inoltre incentivi per l’economia circolare e la possibilità di installare dehors viene estesa anche a librerie e biblioteche.
Il 50% dei canoni introitati dal Comune sarà destinato direttamente a interventi di rigenerazione urbana e al miglioramento del decoro pubblico.
“Questo consiglio comunale – sottolinea il presidente Anastasi – è un valore aggiunto per la nostra città. Maggioranza e opposizione pur nella naturale divergenza di vedute politiche hanno mostrato grande senso di responsabilità e capacità amministrativa approvato numerose delibere di notevole consistenza e operando peculiarmente ogni giorno nelle commissioni di merito. In particolare i capigruppo di maggioranza poi sul regolamento Dehors hanno apportato sostanziali modifiche attraverso diversi emendamenti fatti propri dall’amministrazione comunale, dopo un attento e capillare confronto con le categorie cittadine. Ringrazio ,infine, personale della presidenza del consiglio comunale e i dirigenti presenti fino alla fine in aula senza il cui prezioso supporto il consiglio comunale non potrebbe operare serenamente e con qualità”
Il documento predisposto dalla direzione comunale Urbanistica in sinergia con quella alle Attività Produttive, era stato già esaminato una quindicina di giorni addietro dall’aula con numerosi emendamenti recepiti o approvati, senza però che si riuscisse a raggiungere il quorum necessario. La proposta emendata è stata ripresentata e dettagliata in aula, alla presenza del sindaco Enrico Trantino, dall’assessore all’Urbanistica Luca Sangiorgio in sintonia con quello alle attività produttive Giuseppe Musumeci. Durante il dibattito sono stati presentati 40 emendamenti, dieci dei quali dai capigruppo della maggioranza che sono stati recepiti e dunque inglobati nel documento finale. Gli altri trenta sono invece predisposti dal consigliere di minoranza Damien Bonaccorsi, tutti respinti nonostante alcuni di essi recassero parere tecnico favorevole.
“Sono profondamente soddisfatto di questo risultato“, conclude l’assessore Sangiorgio.
“Non è stata una strada semplice, ma ogni passo è stato fatto con la consapevolezza che Catania merita ordine e strutture belle, pulite e sicure, grazie anche alla piena sinergia con la Sovrintendenza dei beni culturali. Un esempio di pianificazione contemporanea che sono sicuro verrà imitata da altre realtà cittadine”.




