Fare chiarezza sulla procedura di rifunzionalizzazione avviata dall’Opera Pia Santa Lucia sull’immobile dell’Ex Reclusorio Femminile II Gruppo di Ballarò, sede storica dell’esperienza sociale e comunitaria del Centro San Saverio, e sul ruolo di Vito Raso, già stretto collaboratore di Cuffaro, quale componente del Consiglio di Amministrazione dell’Ipab, anche lui coinvolto nelle recenti indagini della Procura di Palermo. Sono questi i punti principali dell’interrogazione depositata all’Assemblea Regionale Siciliana al Presidente della Regione, Renato Schifani, e all’Assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, Nuccia Albano, dai deputati Valentina Chinnici, Ismaele La Vardera e Adriano Varrica.
“Si tratta di un bene di enorme rilievo pubblico e sociale per il quartiere Albergheria-Ballarò – spiegano i tre deputati – e per l’intera città di Palermo. L’avviso pubblicato dall’Opera Pia ha diverse criticità su cui vogliamo fare chiarezza”.
“È indispensabile che operazioni di questo tipo – argomentano – che incidono sul destino di beni sostanzialmente pubblici e su esperienze sociali costruite nel corso di decenni, si svolgano nella massima trasparenza e con un reale coinvolgimento della comunità territoriale, delle realtà associative e dei soggetti che quotidianamente vivono e attraversano questi spazi”.
“In una fase politica e istituzionale – continuano – che si avvicina a importanti appuntamenti elettorali, è ancora più necessario mantenere alta l’attenzione sulla gestione del patrimonio pubblico e sulle promesse di valorizzazione che riguardano immobili di grande interesse collettivo”.
L’interrogazione chiede dunque al Governo regionale se siano state avviate verifiche sulla legittimità e sulla coerenza della procedura con le finalità statutarie dell’Ipab, se si ritenga compatibile con la funzione pubblica dell’ente una valorizzazione che includa attività turistico-ricettive e concessioni di lungo periodo e se non sia necessario acquisire tutti gli atti relativi alla procedura e valutare ulteriori approfondimenti amministrativi.
L’interrogazione richiama inoltre la necessità di verificare la posizione del componente del Consiglio di Amministrazione dell’Ipab Vito Raso, già stretto collaboratore di Totò Cuffaro. Dagli atti pubblicamente disponibili sul sito dell’ente, infatti, non sembrano risultare né provvedimenti di sospensione né eventuali dimissioni o sostituzioni successive alle note vicende giudiziarie che lo riguardano, mentre il suo nominativo continua a comparire nella composizione del Consiglio di amministrazione. Proprio per questo ci è sembrato doveroso chiedere chiarimenti anche su questo aspetto e verificare se la Regione abbia svolto o intenda svolgere approfondimenti nell’ambito delle proprie funzioni di vigilanza.




