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I lavori

Ciclone Harry, Ars compatta: ddl interventi urgenti approvato all’unanimità

martedì 27 Gennaio 2026
ars sala d'ercole

L’Ars sblocca ulteriori fondi da destinare ai Comuni falcidiati dal ciclone Harry. La norma, dal valore complessivo di 40 milioni di euro, è stata approvata all’unanimità.

Chiusi gli interventi e via alla votazione

A chiudere gli interventi in aula sono stati il deputato di Sud chiama Nord Giuseppe Lombardo e il capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Assenza. 

Lombardo ha portato in aula la sua esperienza da sindaco di Roccalumera: “Ha funzionato la macchina della Protezione civile, ma non quella del governo nazionale. Siamo senza luce, senza gas e senza fognatura. Come sindaci siamo intervenuti assumendoci responsabilità. Dovevamo già avere le risorse trasferite. Stiamo agendo al buio”.

Ai ringraziamenti rivolti alla Protezione civile si è accodato anche l’esponente di FdI, che ha però puntato il dito contro i media: “Non c’è stata rilevanza perché non ci sono stati morti e quindi non è stato attenzionato“.

In coda e in risposta gli interventi dell’assessore all’Ambiente Giusi Savarino, che ribadito la straordinarietà dell’evento meteorologico, con record negativo, e del vicepresidente della Regione e assessore all’Agricoltura Luca Sammartino, che ha ricordato i danni subiti dal comparto agricolo e dal settore ittico: “Il governo è pronto a fare la sua parte e anche a battere i pugni a un governo amico per non lasciare indietro nessuno“.

Subito via alla votazione. Spazio prima agli ordini del giorno. Con voto segreto, proposto da Antonello Cracolici, è stato approvato ordine del giorno presentato dal leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca per aprire alla possibilità di impiegare per l’emergenza maltempo i fondi Fsc destinati al Ponte sullo Stretto, per un totale di 1,3 miliardi. 

Il ddl è stato così approvato all’unanimità.

Abbate: “Serve interlocuzione con il governo nazionale”

Ci sono stati diversi interventi che cercano di dare stimoli anche all’amministrazione regionale per mettere in campo provvedimenti condivisi da questo Parlamento. Penso che ci sono due argomenti che non si sono trattati in questa discussione e che meritano l’urgenza di essere trattati“. Ha dichiarato nel suo intervento il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate.

Tutta la parte che riguarda la tassazione ai tributi. In questa fase – ha spiegato – abbiamo aziende che si sono fermate e hanno le scadenze dei mutui, dei finanziamenti, delle tasse nei prossimi giorni e non hanno come poter ripagare. È importante mettere in campo col governo nazionale la possibilità di una moratoria che dia la possibilità a queste aziende in questa fase di difficoltà per tutto il 2026 la moratoria di quelle che sono le scadenze tributarie, fiscali, economiche per quanto riguarda i mutui e i prestiti nei confronti di istituti bancari la possibilità di poter posticipare tutto in avanti e dare la possibilità in questi mesi di poter utilizzare le poche entrate che hanno per sopperire a quelli che sono gli interventi per mettere in campo di nuovo le proprie aziende e poter produrre. E questo deve avvenire sia per quanto riguarda le aziende e le imprese, ma anche per i cittadini. Penso alla frana della città di Niscemi, a quelle famiglie che hanno costruito quelle case, le tante famiglie, hanno dei mutui, le rate da pagare per quella casa che hanno comprato e hanno costruito in quella zona e che sarà completamente distrutta e dovrà continuare a pagare quel mutuo perché si trova nelle condizioni di poter pagarle e si trova nella beffa: non avere più la casa e restare con il mutuo da pagare. Sono interventi che si devono programmare e pensare perché ci deve essere una moratoria per quanto riguarda che in questo momento blocchi le scadenze e poi si dia la possibilità di avere un provvedimento che va ad individuare i singoli casi e i cittadini che devono essere aiutati rispetto a quegli altri che invece hanno la possibilità di poter pagare“.

Un altro provvedimento importante, questi 110 milioni, he sono disponibili tra le risorse che stiamo andando ad approvare e quelli del Governo nazionale servono per i primi interventi, per ristorare e poter dare la possibilità poi di poter restituire a quei Comuni che vanno ad intervenire. Penso a tutti i Comuni che sono in dissesto, che non hanno la possibilità di poter intervenire come potranno riuscire ad avere queste risorse e poter utilizzare queste risorse, vengono ad essere restituiti dopo che i Comuni intervengono e vanno a spendere le risorse nei primi giorni di intervento. Perché sappiamo che i lavori di emergenza sono gli interventi che si mettono in campo nei primi 8-10 giorni, non sono interventi che poi vengono successivamente realizzati da esperienze. Dobbiamo cercare subito di intervenire, di mettere a disposizione le risorse di quei Comuni specialmente che sono in difficoltà e in dissesto per poter intervenire per quei lavori di urgenza per la finalità per cui le somme sono state stanziate sia dal Governo nazionale che da quello regionale“.

Poi bisogna subito pensare a una progettazione mirata per gli interventi importanti strutturali utilizzando i fondi strutturali. Non voglio dimenticare la provincia di Ragusa, non si è parlato della provincia che è stata completamente devastata specialmente per quanto riguarda l’agricoltura e le coste. Servono interventi che possano nell’immediato andare a dare un ristoro e aiutare specialmente i Comuni per interventi di prima necessità. Alle aziende di avere una moratoria perché non possiamo intervenire in un altro modo e dare la possibilità a queste aziende, specialmente per quanto riguarda il Durc e la regolarità fiscale, perché il 16 febbraio queste aziende non saranno più in regola col Durc e non avranno la possibilità di poter esibire la propria regolarità contributiva nei confronti degli enti che devono anche loro percepire delle risorse da parte degli enti e si blocca lì con un circolo che rischia di bloccare la possibilità di avere liquidità alle aziende. Questo è l’invito che faccio al Governo di interloquire con il Governo nazionale per quanto riguarda la possibilità di mettere in campo una misura straordinaria per le moratorie sia per quanto riguarda i tributi e la parte fiscale e sia per quanto riguarda le scadenze nei confronti degli istituti bancari e dall’altro di mettere a disposizione dei Comuni, specialmente quelli in dissesto, subito delle risorse per gli interventi urgenti, visto che non possono intervenire con somme urgenti perché non hanno la possibilità di poterle appostare in bilancio. Quindi sono interventi necessari e importanti da poter mettere in campo subito, tutto il resto viene con la programmazione e viene nei prossimi giorni. Oggi – ha concluso Abbate – si devono aiutare le famiglie, si devono aiutare le imprese per quello che è il rischio che corrono a causa di questa devastante causa della calamità. Ci deve essere un’interlocuzione anche con il governo nazionale, non sono provvedimenti che nascono soltanto da una risposta che può dare il governo regionale e quindi da un’interlocuzione con il governo nazionale con un provvedimento speciale e specifico per queste esigenze“.

De Luca: “A rischio la filiera turistica Taormina-Giardini Naxos-Letojanni”

Il capogruppo di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina Cateno De Luca ha attaccato il funzionamento della cabina di regia e chiesto maggiori chiarimenti all’assessore all’Ambiente Giusi Savarino. Diversi i punti interrogativi, partendo dalle richieste avanzate, come sul giudizio di ottemperanza, la possibilità per i Comuni di non anticipare i soldi per le procedure di impatto ambientale e sulla nomina dei sindaci come sub commissari.

Attenzione anche alla filiera turistica che racchiude Taormina-Giardini Naxos-Letojanni: “Rischiano di andare in fumo oltre 2 miliardi di euro. Bisogna fare chiarezza sulle strategie. Schifani venga in Parlamento e dica come vuole affrontare le varie fasi. A Santa Teresa di Riva lo smantellamento del lungo mare poteva essere evitato. Il progetto è bloccato dall’assessorato all’Ambiente e ancora non sono stati realizzati i pannelli a mare, nonostante il finanziamento di 13 milioni di euro ottenuto nel 2017“. Tra le altre iniziative proposte lo svuotamento dei torrenti e la proroga della Bolkestein.

Prosegue la discussione generale

La discussione generale è proseguita con l’intervento dei dem Valentina Chinnici e Mario Giambona e dei deputati di maggioranza, Salvatore Scuvera e Serafina Marchetta, rispettivamente in quota Fratelli d’Italia e Democrazia Cristiana.

Altro appello all’unità del Parlamento è arrivato dal presidente della VI Commissione Salute Pippo Laccoto: “Non ci sono state vittime, ma ci sono danni incalcolabili, come nella riviera ionica, la provincia di Catania o Niscemi. Ci sono momenti in cui le polemiche devono essere messa da parte. La seduta non deve esser caratterizzata da polemiche, ma il Parlamento deve essere unito e il provvedimento deve passare all’unanimità, come successo in Emilia Romagna. Non perdiamo questa occasione, difficilmente i siciliani ce lo perdonerebbero. Il Parlamento deve uscire con un’unica voce“.

Tra gli interventi anche quello della Commissione Antimafia Antonello Cracolici: “Nello stato di emergenza dichiarato non rientra Niscemi, che ha visto la riapertura della faglia che si era aperta il 16 gennaio. Questa frana viene da lontano. Non sono state le piogge a generare le frane, ma un fiume dove si scaricano acqua bianche e nere che hanno accentuato gli elementi di fragilità del territorio, senza che si sia fatto nulla. E’ una frana annunciata e in Sicilia ne sono tante altre. Niscemi è un’emergenza che durerà a lungo. Al momento trattiamo tutte le emergenze come tali, ma come li copriamo?“. Il deputato del PD ha chiesto attenzione e maggiore chiarezza sulle modalità di impiego dei fondi che verranno previsti per i territori colpiti dal ciclone Harry. “Un maggiore approfondimento – ha concluso con una richiesta – può portarci ad approvare domani un testo più completo“.

C’è stata poca attenzione sulla provincia di Siracusa. E’ stata l’unica non degna di attenzione dal governo Schifani“. Ha dichiarato il deputato del Partito Democratico Tiziano Spada che ha precisato come il suo intervento non sia di natura “polemico, ma propositivo“. Spazio anche agli interventi dei dem Ersilia Saverino e Fabio Venezia. 

La Vardera: “Frana a Niscemi era prevedibile dal 2022”

Il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera ha concentrato il suo intervento sulla catastrofica frana che ha colpito Niscemi, causando migliaia di sfollati, e mostrando un documento “profetico“.

Bisogna andare oltre la solidarietà. Stare vicino ai territori e ai sindaci va bene, ma bisogna assumersi anche le responsabilità politica, ogni atto corrisponde ad una responsabilità“. Secondo La Vardera, infatti, gli eventi di Niscemi erano prevedibili. A dimostrarlo sarebbe il Piano per l’assetto idrogeologico del 2022. A firmare l’aggiornamento del documento, che segnalava già delle criticità, il segretario generale dell’Autorità di bacino del Distretto Idrografico della Sicilia Leonardo Santoro e il presidente della Regione, oggi ministro alla Protezione civile, Nello Musumeci.

Gilistro e Adorno contro Galvagno

La discussione generale è proseguita con gli interventi dei deputati delle opposizioni, esponenti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle.

Battibecco accesso tra Carlo Gilistro e il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Il pentastellato si è scagliato contro il governo nazionale e “le briciole” destinate alla Sicilia. “Ha fatto di più il governo regionale – ha aggiunto – Il governo potrebbe cadere su queste calamità. Se ci destinano 30 milioni chissà quando troveranno casa gli sfollati di Niscemi“.

Sono seguito i dem Dario Safina e Nello Dipasquale e i deputati del M5S Jose Marano, Stefania Campo e Luigi Sunseri.

Il presidente dell’Assemblea è tornato al centro delle polemiche durante l’intervento della pentastellata Lidia Adorno, accusato di guidare il “festival delle ipocrisie. Si lamentava che la Sicilia era trattata come Regione di serie B rispetto al resto d’Italia“. Dura la risposta di Galvagno ai toni accesi: “Lei dice castronerie fuori dal normale. Non serve questo modo di fare, ma contenuti“.

Lombardo: “Dai media poca rilevanza ai danni a pesca e agricoltura”

In rappresentanza del gruppo dell’MPA è intervenuto Giuseppe Geremia Lombardo ha esordito esprimendo vicinanza ai territori colpiti dal ciclone Harry e alla comunità di Niscemi.

Nei media nazionali e locali è stata data poca rilevanza ai danni subiti dal settore della pesca e dell’agricoltura, considerati in questo ddl. E’ una prima risposta, ma il danno è più ampio“. Ha dichiarato il presidente del Collegio dei deputati questori che ha inoltre presentato l’ordine del giorno già depositato: un suggerimento al governo sulle possibili strade da intraprendere in favore degli imprenditori agricoli, come in occasione dello stato di crisi relativo all’emergenza siccità, attingendo così dai fondi riconoscendo lo stato di calamità naturale.

Pace: “Pressing verso il governo nazionale”

Meno parole e più fatti concreti. Serve una dimostrazione di solidarietà concreta“. Ha dichiarato il capogruppo della Democrazia Cristiana Carmelo Pace.

L’esponente della DC nel corso del suo intervento ha impiegato un tono polemico indirizzato ai media nazionali che “hanno ignorato gli eventi catastrofici” e al governo romano: “33 milioni per la Sicilia non bastano neanche per due-tre Comuni. Serve un pressing verso il governo nazionale“.  Pace ha poi concluso invitando i colleghi presenti tra i banchi di Sala d’Ercole ad andare oltre le divergenze e le divisioni.

De Luca: “La più grande emergenza dopo il covid”

E’ la più grande emergenza dopo covid“. Così ha esordito il capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca, che ha aggiunto: “Servono interventi ora o la Sicilia non si alzerà più dopo i danni subito soprattutto lungo la costa orientale“.

Il pentastellato ha acceso i riflettori su due temi proposti come ordini del giorno: i ritardi sul pagamento dei ristori e i fondi “inconsistenti e vergognosi” provenienti da Roma. “Le regioni del Sud – ha dichiarato De Luca – sono considerati territori dove prendere voti, ma non per restituire la dignità dopo questi eventi catastrofici. Che senso ha destinare miliardi di euro per il Ponte dello Stretto quando non riusciamo a dare delle risposte? Il Parlamento – ha concluso – ha bisogno di confrontarsi con il presidente e il suo governo sulle modalità e sulle strategie“.

Catanzaro: “No a demagogia tra maggioranza e opposizione”

No alla demagogia tra maggioranza e opposizione. E’ un’emergenza importante e serve una posizione di responsabilità“. Così il capogruppo del Partito Democratico Michele Catanzaro che ha accolto le richieste di Cateno De Luca sul possibile impiego dei fondi destinati al Ponte sullo Stretto.

Come gruppo parlamentare – ha aggiunto – abbiamo presentato un ordine del giorno, dove chiediamo di impiegare i 500 milioni di avanzo di amministrazione verso un piano straordinario per interventi di messa in sicurezza, ristori per famiglie e imprese e per Niscemi“.

De Luca: “Prendiamo i fondi dal Ponte”

Il capogruppo di Sud chiama Nord Cateno De Luca ha alzato la voce contro il governo regionale e il governo nazionale, presentando due ordini del giorno: “Sto vivendo il dramma del ciclone Harry insieme ai miei colleghi sindaci e siamo vicini alla comunità e al sindaco di Niscemi. Siamo lontani dalla realtà. A Taormina e i Comuni lungo la costa la fognatura va a mare, 10 milioni di euro servono solo per risolvere questo problema. Aspettiamo ancora la cabina di regia e stiamo facendo già ordinanze. A Palazzo d’Orleans e a Palazzo Chigi non hanno compreso il dramma. Come primo ordine del giorno chiedo di posticipare gli effetti della Bolkestein di 6 anni rispetto alla scadenza prevista per il 2027. Il secondo ordine del giorno riguarda la  preoccupazione sul fatto che nessuna autorità ha detto dove andrà a prendere i soldi. Chiedo che venga rivisto l’accordo di coesione e i 1,3 miliardi per il Ponte“.

Galvagno: “Tema da trattare come post guerra”

La seduta a Sala d’Ercole ha preso il via alle ore 16:50. A presiedere i lavori il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, che ha dato il via alla discussione generale dopo la relazione presentata dal presidente della II Commissione Bilancio Dario Daidone. 

L’esponente di Fratelli d’Italia ha così iniziato invocando l’unità del Parlamento e ricordando i territori colpiti dal ciclone Harry, ma anche la tragica frana a Niscemi che ha causato migliaia di sfollati per i quali ha chiesto “un gruppo di psicologi per aiutare e sostenere le famiglie che si sono dovute allontanare dalle loro abitazioni“. Sul ddl: “Non è un tema facile da gestire, va affrontato con spirito di condivisione, come in un post guerra, perché di questo si tratta in alcune zone. Grazie alle opposizioni che hanno accolto l’invito di modificare l’ordine del giorno. Questi sono primissimi interventi di natura economica che rappresentano per questo Parlamento un momento importante per potersi dimostrare vicini ai territori. Il Parlamento continuerà a lavorare e a operare in attesa di una quantificazione precisa dei danni. Rispetto al cronoprogramma sono stati sospesi tutti i disegni di legge di spesa compreso il disegno di legge chiamato territoriale perché in questa fase è indispensabile concentrare tutte le risorse economiche su un evento che ha una portata gigantesca“.

Il ddl approvato in Commissione Bilancio: le novità

Si imbottisce il ddl “Interventi urgenti per fronteggiare i danni causati da eventi meteo avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026”. Il disegno di legge è stato approvato, anche con alcuni emendamenti governativi, all’unanimità. Da un totale di 30 milioni di euro il testo è arrivato a 40 milioni di euro, 30 milioni di maggiori spese e 10 milioni minori entrate.

Ma andiamo nel dettaglio per scoprire tutte le novità.

Le risorse destinare ai Fondi per il finanziamento degli interventi conseguenti alle dichiarazioni dello stato di emergenza regionale, di competenza del dipartimento regionale della Protezione civile vengono destinate interamente a spese correnti, in sostituzione della ripartizione prevista in 3 milioni spese correnti e 17 milioni spese in conto capitale.

Per far fronte ai danni causati al settore della pesca viene incrementato di 5 milioni di euro il Fondo di solidarietà regionale della pesca. Prevista anche l’istituzione di un Fondo per le dichiarazioni di stato di emergenza con uno stanziamento di 5 milioni di euro per far fronte ai danni causati nel settore dell’agricoltura. 

Le risorse del “Fondo regionale per gli interventi di parte corrente conseguenti alla dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza regionale di competenza della Protezione civile” potranno essere destinate anche al finanziamento di interventi, da attuare tramite Irfis, finalizzati a sostenere le attività di gestione di stabilimenti balneari e altre attività ricadenti sui litorali che hanno subito perdite significative e sospensioni di attività economiche, al fine di ripristinare la normale operatività ed evitare ripercussioni di ordine ambientale e sanitario. All’interno del ddl viene anche introdotta una misura straordinaria di esenzione dei canoni concessori per l’anno 2026 a favore delle concessioni demaniali marittime maggiormente colpite. L’intervento riguarda esclusivamente le concessioni con finalità turistico-ricettive, sportiva, nautica da diporto, cantieristica navale e quelle ricadenti nelle aree portuali. L’onere finanziario della misura è quantificato in circa 10 milioni di euro, in coerenza con il gettito dei canoni relativi alle concessioni interessate.

Approvati due emendamenti governativi. Il primo stanzia stanzia 1,5 milioni di euro in favore del Consorzio autostrade siciliane, a seguito dei mancati incassi derivanti dall’esenzione del pedaggio sull’autostrada A18 nei caselli di Taormina, Giardini Naxos e Roccalumera.

Il secondo modifica l’articolo 73 della legge regionale 15 aprile 2021, n.9, al fine di rafforzare l’efficienza organizzative della Commissione Tecnica Specialistica (CTS), prevedendo l’articolazione in quattro sottocommissioni anziché tre. L’intervento non comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale.

Slitta il ddl Enti locali, congelati gli articoli stralcio di spesa

Prima la riunione di maggioranza, poi la capigruppo. Gli esponenti della maggioranza, compresi il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate e il presidente della II Commissione Bilancio Dario Daidone, sono stati convocati dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno per la riunione di maggioranza. Presenti anche il vicepresidente e assessore all’Agricoltura Luca Sammartino e l’assessore all’Ambiente Giusi Savarino.

conferenza dei capigruppo ciclone Harry Al termine dell’incontro durato circa un’ora è stata stabilita la decisione di convocare per oggi pomeriggio una seduta straordinaria all’Ars, con all’ordine del giorno il ddl “Interventi urgenti per fronteggiare i danni causati da eventi meteo avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026”. Il ddl Enti locali slitta così a domani, mercoledì 28 gennaio. Si congelano invece le norme dei collegati arrecanti articoli di spesa, per concentrare le risorse sull’emergenza, mentre proseguiranno il loro percorso i ddl stralcio di carattere ordinamentale.

Nel corso della conferenza dei capigruppo sono state esposte le decisioni assunte, le quali hanno trovato piena convenenza anche con le opposizioni, confermando così le anticipazioni de ilSicilia.it. Nella nota è inoltre precisato che “l’Assemblea, dopo la votazione del ddl sui primi aiuti, non si fermerà continuando a lavorare sul vecchio cronoprogramma, ma già sapendo che ogni qualvolta arriveranno le relazioni per i ddl sull’emergenza verranno trattati immediatamente“.

Primi passi in Commissione Bilancio

La II Commissione Bilancio, presieduta da Dario Daidone, ha aperto la seduta alle ore 10:00 per depositare il disegno di legge “Interventi urgenti per fronteggiare i danni causati da eventi meteo avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026” ed avviare l’esame. Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato già fissato in giornata, alle 13:00. La Commissione tornerà subito dopo a riunirsi per esprimere il parere e far incassare il primo disco verde.

L’obiettivo, infatti, è quello di portare il ddl subito a Sala d’Ercole, procedere alla votazione e imbottire ulteriormente il bacino di fondi che salirebbe così a 103 milioni di euro. Una cifra “minuscola” considerando l’ingente somma dei danni, che oggi si attesterebbe intorno a 1,5 miliardi di euro, ma che potrebbe anche lievitare nei prossimi mesi.

Per avere un quadro preciso bisognerà però attendere la fine della conferenza dei capigruppo, convocata dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e annunciata ieri nel corso dei sopralluoghi effettuati dal presidente dell’esponente di Fratelli d’Italia nei territori colpiti dall’anomala ondata di maltempo. L’idea è quella di dare priorità assoluta al disegno di legge. Una necessità ribadita da diverse forze politiche. Il Movimento 5 Stelle, per esempio, questa mattina ha lanciato un appello: una seduta ad hoc per consentire ai parlamentari di confrontarsi col governo sulla gestione degli interventi post-ciclone Harry e su quelli relativi alla frana di Niscemi.

Voci di Palazzo confermano come la volontà sia quella di dedicare la seduta di oggi esclusivamente agli ultimi tragici eventi, facendo slittare così l’esame del disegno di legge Enti locali, proveniente dalla stesura del disegno di legge 738, riguardante norme ordinamentali della Finanziaria 2025, assegnate poi alla I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate, relatore e promotore del testo. La conferenza dei capigruppo deciderà a quando: domani o la prossima settimana?

Cosa prevede il ddl e le altre risorse stanziate

Le risorse individuate sono 20 milioni, di cui 3 milioni per le spese correnti, per incrementare il Fondo regionale per gli interventi di parte corrente conseguenti alla dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza regionale di competenza del Dipartimento Protezione civile, e 17 milioni di euro di spese in conto capitale, per incrementare il Fondo per le emergenza di conto capitale per la realizzazione di lavori per fronteggiate l’emergenza e mitigare la crisi di competenza del Dipartimento Protezione civile. Come si apprende dal testo altri 10 milioni di euro “euro sono destinati a reintegrare, anche parzialmente, gli stanziamenti di alcuni capitoli utilizzati con la citata DGR, ed in particolare, 8 mln per il Fondo spese impreviste e 2 mln per i capitoli di spesa del dipartimento Protezione civile“. Il via libera al ddl permetterà di attingere i 30 milioni totali dal bacino dei fondi globali.

In totale, ad oggi, le risorse previste per i Comuni siciliani sono 103 milioni di euro. 

Ai 50 milioni di euro immediati messi sul piatto dal presidente della Regione Renato Schifani (CLICCA QUI), ieri pomeriggio si sono aggiunti i circa 33 milioni di euro stabiliti al termine del Consiglio dei ministri. La mano tesa da Roma, però, è stata ritenuta insufficiente, fin troppo esigua, scatenando le polemiche.

Preoccupazioni a cui il ministro alla Protezione civile e alle Politiche del mare Nello Musumeci ha risposto promettendo ulteriori mosse da parte del Governo Meloni: “In questo momento sono 100 milioni per le tre regioni. Servono essenzialmente per fare fronte alle prime spese sostenute dai comuni, cioè la rimozione di detriti e il ripristino della funzionalità di alcuni servizi essenziali. Non appena dalle Regioni arriverà un quadro dettagliato dei danni potremo procedere all’ulteriore stanziamento che invece servirà alla ricostruzione. Verrà adottato un provvedimento interministeriale perché su questo tema della ricostruzione interverranno più ministeri. E si potrà procedere in deroga alla ricostruzione delle infrastrutture danneggiate. Ove le opere fossero alcune particolarmente complesse, si attiverebbe la legge 40 che è lo stato di ricostruzione, quindi cessa lo stato di emergenza e si apre lo stato di ricostruzione per il quale il competente non sarà più il commissario delegato, cioè il presidente della Regione, ma un commissario straordinario, esattamente come abbiamo fatto nel centro Italia e in Emilia Romagna(CLICCA QUI).

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