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Il bando

Ciclone Harry, dalla Regione arrivano i ristori alle imprese: contributi fino a 20 mila euro

sabato 7 Febbraio 2026

Il Dipartimento delle Attività Produttive ha approvato il 3 febbraio un avviso pubblico “Contributi straordinari per danni causati dal Ciclone Harry”, un aiuto straordinario concesso per l’immediata ripresa delle attività economiche e produttive in Sicilia che hanno subito forti danni.

In un momento di grande difficoltà per le comunità costiere siciliane, la Regione Siciliana ha approvato l’erogazione di contributi straordinari destinati alle imprese colpite dal devastante “Ciclone Harry”. Il decreto dirigenziale generale n. 235, firmato dal dirigente generale Dario Cartabellotta, rappresenta un primo passo concreto per supportare la ripresa economica dopo gli eventi meteorologici estremi che hanno flagellato l’Isola tra il 19 e il 21 gennaio scorso. Con un plafond finanziato attraverso l’incremento del Fondo Sicilia, l’iniziativa mira a ristorare danni significativi, priorizzando stabilimenti balneari e attività litoranee, al fine di evitare ripercussioni ambientali e sanitarie.

Renato Schifani

La velocità della risposta delle istituzioni regionali è un segnale tangibile di attenzione verso gli imprenditori per le conseguenze del ciclone che ha devastato le nostre coste. Gli uffici hanno recepito l’urgenza della situazione dopo il mio appello ai dirigenti a fare presto, ovviamente nel rispetto delle procedure“. Ha dichiarato il presidente Renato Schifani.

Stiamo facendo la nostra parte per consentire ai gestori dei lidi e delle altre attività economiche di ripartire, in previsione di una stagione estiva che si annuncia difficile. Per questo stiamo procedendo celermente per tutti gli adempimenti che riguardano la Regione Siciliana, anche in un costante dialogo con il governo nazionale e con la Commissione europea per venire incontro alle esigenze degli imprenditori in un settore essenziale per l’economia turistica siciliana“.

Il Ciclone Harry, come abbiamo già visto (clicca qui) non è stato un semplice maltempo, ma un evento calamitoso di portata eccezionale. Come richiamato nel decreto, la Delibera del Consiglio dei Ministri del 26 gennaio 2026 ha dichiarato lo stato di emergenza per 12 mesi nei territori colpiti in Calabria, Sardegna e Sicilia, a partire dal 18 gennaio. L’ordinanza n. 1180 del 30 gennaio della Protezione Civile ha confermato la gravità, descrivendo eventi meteorologici che hanno investito la fascia costiera con venti forti, mareggiate e piogge torrenziali. In Sicilia, le coste e le isole minori hanno subito perdite significative, strutture balneari distrutte, interruzioni di attività economiche e rischi per l’ambiente, come erosione delle spiagge e inquinamento da detriti.

La legge Regionale n. 3 del 30 gennaio 2026 ha stanziato risorse urgenti, integrando il Fondo Sicilia. La Deliberazione di Giunta Regionale n. 46 del 29 gennaio ha apprezzato lo schema dell’avviso, sottolineando l’urgenza di un “primo ristoro” per le imprese. Questo intervento si inserisce in un quadro normativo ampio, che include lo Statuto Regionale, la L. 241/1990 sul procedimento amministrativo, e normative finanziarie come il D.Lgs. 118/2011 e le leggi di stabilità regionali per il triennio 2026-2028.

I destinatari principali sono le attività di gestione di stabilimenti balneari e altre imprese ricadenti sui litorali siciliani, incluse le isole minori, che hanno registrato “perdite significative e sospensioni di attività economiche”. Il focus punta proprio sulla ripresa produttiva, con priorità alle imprese che dimostrano un nesso causale diretto tra i danni e il ciclone. Data l’emergenza, non è richiesta la verifica della regolarità contributiva, facilitando l’accesso per chi è in difficoltà.

Per essere ammissibili, le imprese devono esercitare attività costiere colpite dal ciclone, aver segnalato i danni al Comune competente o alla Protezione Civile Regionale, presentare una perizia asseverata da un tecnico abilitato

Il contributo massimo è di 20.000 euro per impresa, calcolato proporzionalmente ai danni subiti e alle spese necessarie per la ripresa. Se l’impresa ha ricevuto o riceverà indennizzi assicurativi o altri contributi pubblici per le stesse finalità, l’importo sarà ridotto in misura proporzionale, per evitare duplicazioni.

Istruttoria, concessione e erogazione

Il Dipartimento Attività Produttive gestisce l’istruttoria, verificando i requisiti e quantificando i contributi in base ai danni dichiarati. L’elenco dei beneficiari sarà ordinato in modo decrescente proporzionalmente ai danni, fino all’esaurimento del plafond. Entro 30 giorni dalla scadenza delle domande, un decreto del dirigente generale approverà gli elenchi di ammessi e non ammessi, pubblicati sui siti istituzionali – questa pubblicazione vale come notifica.

L’erogazione avviene in unica soluzione da Irfis, sul conto indicato, al netto di imposte. Se residuano fondi, potrebbero aprirsi nuove finestre temporali, i contributi sono subordinati alla disponibilità effettiva delle risorse regionali.

Controlli, revoche e tutela legale

Per garantire trasparenza, il Dipartimento effettuerà controlli sulla veridicità delle dichiarazioni, inclusi accessi a banche dati pubbliche e verifiche antiriciclaggio. In caso di irregolarità, scatterà la revoca, preavviso via Pec, 10 giorni per controdeduzioni, poi eventuale decisione del comitato Fondo Sicilia. Le somme indebitamente percepite dovranno essere restituite con interessi legali.

L’avviso dedica un’intera sezione alla privacy. Il Dipartimento tratta i dati solo per gestire la procedura, conservandoli il tempo necessario. I diritti includono accesso, rettifica, cancellazione, limitazione, portabilità e opposizione.

L’avviso non crea obblighi irrevocabili, il Dipartimento può annullarlo senza rivalse. L’erogazione dipende dal trasferimento fondi a Irfis. Per quanto non previsto, valgono norme regionali, nazionali e UE.

Un intervento che dato la situazione diventa cruciale per un’economia costiera già provata, stabilimenti balneari e attività litoranee rappresentano un pilastro del turismo siciliano, con impatti su occupazione e ambiente. Esperti stimano danni per milioni di euro, i 20.000 euro massimi per impresa potrebbero coprire riparazioni immediate, ma non bastare per reconstruction complete. La Regione invita le imprese a scaricare l’avviso dai siti indicati e prepararsi per la scadenza.

In un contesto di cambiamenti climatici, “Ciclone Harry” ricorda la vulnerabilità delle coste mediterranee. Mentre la Sicilia si riprende, questo avviso è un segnale di solidarietà istituzionale, ma sottolinea la necessità di investimenti preventivi in resilienza ambientale.

In definitiva, il ciclone Harry non è stato semplicemente “uno dei tanti”. È stato un evento eccezionale per gli ultimi 25 anni, soprattutto per la persistenza e l’estensione dei fenomeni, oltre che per la combinazione di vento, pioggia e mareggiate. Un evento che ha mostrato con chiarezza come il cambiamento climatico non crei necessariamente fenomeni nuovi, ma renda quelli già noti più intensi, più duraturi e più dannosi, aumentando la vulnerabilità dei territori e rendendo sempre più urgente la necessità di strategie di adattamento, in particolare per le aree costiere e a rischio idrogeologico.

Le domande devono essere inviate esclusivamente online, tramite una piattaforma dedicata che sarà comunicata sui siti del Dipartimento Attività Produttive  e di IRFIS. Le domande per l’accesso al contributo straordinario devono essere presentate esclusivamente per via telematica all’indirizzo che sarà successivamente comunicato sul sito del Dipartimento Attività Produttive e dell’Irfis, dalle ore 12 del 17 febbraio 2026 alle ore 12 del 19 marzo 2026, secondo le modalità previste dall’avviso.

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