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I dati

Cresce il valore della Festa della Repubblica, fiducia in Sergio Mattarella al 67%: il sondaggio Swg

lunedì 1 Giugno 2026

Sale il valore attribuito dagli italiani alla Festa del 2 Giugno e ai principi fondativi della Repubblica, mentre resta più fragile il rapporto con l’identità nazionale, soprattutto tra i giovani e le donne, e aumenta ancora la fiducia nel presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È quanto emerge da un sondaggio Swg realizzato su un campione di 800 maggiorenni italiani.

Per un italiano su due, il 50% degli intervistati, quella del 2 giugno è una ricorrenza “molto importante”, in crescita di 7 punti sul 2025, quando il dato si fermava al 43%. “Assieme al 25 aprile – si legge – è ora la festività laica più significativa, molto sentita da metà dei cittadini”. Il dato avvicina infatti la festa della Repubblica a quella della Liberazione, indicata come molto importante dal 51% degli italiani contro il 49% dell’anno precedente.
La rilevazione registra inoltre una crescita del riconoscimento dei valori fondativi della Repubblica. L’80% dei cittadini si riconosce nell’orientamento legato a Costituzione, Resistenza e intermediazione democratica, contro il 20% che non vi aderisce.
Continua intanto a rafforzarsi la fiducia nel presidente della Repubblica Mattarella che raggiunge il 67%, in crescita rispetto al 53% del 2015. Il consenso verso il capo dello Stato si conferma ampio e trasversale, ma con differenze politiche significative: la fiducia raggiunge il 92% tra chi si colloca nel centrosinistra e il 72% a sinistra, si attesta al 71% al centro; mentre risulta al 60% nel centrodestra e scende al 36% tra gli elettori di destra.

Più debole appare invece il sentimento di identità nazionale. Solo un italiano su tre (il 33%) è pienamente orgoglioso di essere italiano; il 45% si dichiara abbastanza orgoglioso; il 22% non orgoglioso. La frattura è soprattutto generazionale e di genere: la quota dei molto orgogliosi passa dal 15% tra i giovani tra 18 e 34 anni ed è al 49% tra gli over 64. Il dato è inoltre più elevato tra gli uomini (38%) rispetto alle donne (29%) e raggiunge il 44% tra chi si colloca al centro, il 38% nel centrodestra e il 36% nel centrosinistra.

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