Condividi
I dati del Sistema informativo Excelsior

Crescono le assunzioni in Sicilia, ma la ricerca di operai specializzati è difficile: il 42,5% dei profili è introvabile

domenica 31 Agosto 2025

Gli ultimi dati del Bollettino del Sistema Informativo Excelsior rivelano un quadro complesso per il mercato del lavoro italiano. Mentre a livello nazionale le previsioni occupazionali per agosto mostrano un calo di 12.000 assunzioni programmate rispetto ad agosto 2024 , le regioni del Sud e delle Isole si distinguono con un’incoraggiante aumento della domanda di lavoro.

Il rapporto evidenzia un panorama occupazionale contrastante per agosto 2025, con una tendenza positiva che emerge nel Sud e nelle Isole, nonostante un calo a livello nazionale.

A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea, che elabora le previsioni occupazionali per il mese di agosto.

Nel 2024, su un totale di 5,5 milioni di nuovi ingressi previsti nel mercato del lavoro, quasi 840 mila (il 15% del totale delle entrate attese) hanno riguardato operai specializzati.
La ricerca di queste figure, rileva la Cgia, è ardua: nel 63,8% dei casi gli imprenditori hanno segnalato notevoli difficoltà e, quando la selezione ha avuto esito positivo, il processo ha richiesto in media quasi 5 mesi. In 4 casi su 10 l’insuccesso è dovuto dall’assenza di candidati presentatisi al colloquio.
Molti candidati non hanno le competenze tecniche e professionali, in particolare nel settore manifatturiero, evidenziando lo storico divario persistente tra il livello di apprendimento acquisito durante il percorso scolastico e le esigenze del sistema produttivo.
Rispetto al periodo pre-Covid, i giovani sono sempre più alla ricerca di occupazioni con maggiori livelli di flessibilità, autonomia e tempo libero e una minore propensione ad accettare incarichi con orari prolungati (specie nel weekend) o condizioni lavorative fisicamente gravose.

NEL SUD E ISOLE AUMENTANO LE NUOVE ASSUNZIONI

Secondo il rapporto, le imprese nel  Sud e Isole sono destinate a guidare la crescita nazionale, con un aumento previsto di 3.060 nuove assunzioni ad agosto e una notevole crescita di oltre 24.980 posti di lavoro programmati per il trimestre agosto-ottobre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questa tendenza positiva è un importante controtendenza rispetto al calo nazionale complessivo. Il totale nazionale delle assunzioni programmate per agosto è di 335.200 , ma i dati regionali mostrano una performance mista, con il Nord Ovest che registra una significativa flessione nelle assunzioni.

L’aumento nel Sud e Isole è spinto in particolare da diverse regioni chiave. La Sicilia, in particolare, contribuisce in modo significativo a questa crescita, con una previsione di 25.560 nuove assunzioni solo per agosto e oltre 104.600 per il trimestre agosto-ottobre. Il mercato del lavoro dell’isola registra un aumento di 890 posizioni rispetto ad agosto 2024 e un’impressionante crescita di 6.880 posti di lavoro nel confronto trimestrale. Anche altre regioni del Sud mostrano una forte performance, come la Puglia, con un aumento previsto di 1.310 assunzioni ad agosto, e la Campania, con una variazione positiva di 290 assunzioni. L’andamento positivo complessivo nel Sud e nelle Isole è fondamentale, compensando il significativo calo riportato nel Nord Ovest, dove le assunzioni programmate sono diminuite di oltre 12.000 ad agosto e 28.000 nel trimestre.

 

DIFFICILE TROVARE OPERAI QUALIFICATI: I SETTORI PIÙ COLPITI

Nonostante la promettente crescita nel Sud, la regione, come il resto del paese, sta affrontando una sfida diffusa: la difficoltà di trovare candidati qualificati. Il rapporto indica che la difficoltà di reperimento dei profili nel Sud e Isole si attesta al 42,9% , un dato leggermente migliore ma comunque elevato rispetto alla media nazionale del 46%. In Sicilia, questo tasso di difficoltà è al  42,5% , mentre in Calabria è del 46,3% e in Puglia del 39,1%. La ragione principale citata dalle imprese per questo problema rimane la “mancanza di candidati” (33%), seguita da una “preparazione inadeguata” (11,6%).

 I settori più colpiti l’edilizia e il manifatturiero; in riferimento a quest’ultimo, il legno, il tessile-abbigliamento-calzature e la metalmeccanica sono le filiere che soffrono.

Nell’edilizia mancano carpentieri, ponteggiatori, cartongessisti, pavimentatori/piastrellisti, palchettisti, stuccatori, gruisti/escavatoristi. Nel legno sono quasi introvabili verniciatori, restauratori di mobili antichi e i filettatori attrezzisti. Nel tessile-abbigliamento modellisti, confezionisti e stampatori.

Nel calzaturiero tagliatori, orlatori, rifinitori e cucitori. Nella metalmeccanica tornitori, fresatori, saldatori certificati, operatori di macchine a controllo numerico computerizzato.

La domanda di lavoratori immigrati è particolarmente forte nelle regioni meridionali. A livello nazionale, le imprese cercano lavoratori immigrati per circa 75.000 delle assunzioni programmate ad agosto, il che rappresenta il 22,3% del totale. I settori che si affidano maggiormente alla manodopera straniera sono l’agricoltura, la silvicoltura, la caccia e la pesca, dove il 42,6% degli ingressi programmati sarà coperto da personale immigrato.

Data l’importanza del settore agricolo nel Sud Italia, ciò indica una dipendenza significativa dalla manodopera straniera per soddisfare le esigenze di personale nella regione.

 

I DATI REGIONALI E PROVINCIALI

E’ il Nordest a soffrire di più. La situazione più critica in Trentino A.A (dove la difficoltà di reperimento ha toccato 56,5%), in Friuli V.G. (55,3%), in Umbria (55%) nella Valle d’Aosta (54,5%) e in Veneto (51,5%). Va meglio al Mezzogiorno: Sicilia (42%), in Puglia (41,9) e Campania (41). La media italiana è del 47,8%.

edili-operai-edilizia-cantieriPordenone, con il 56,8% nel 2024 è la provincia più in crisi. Poi Bolzano e Trento (56,5), Gorizia (56,1) e Cuneo (55,9). Più facile a Caserta (39,3), Salerno (38,3) e Palermo (36,9).    Tra agosto e ottobre 2025 le imprese prevedono 1,4 milioni di nuove entrate: prime Milano con 115.280 assunzioni e Roma con 114.200. Seguono Napoli (60.290), Torino (42.530), Bari (42.060) e Brescia (31.930).

Nel complesso, mentre il mercato del lavoro nazionale mostra segnali di stagnazione, la crescita registrata nel Sud Italia e nelle Isole fornisce una cruciale contro-tendenza positiva. Tuttavia, la persistente difficoltà nell’abbinare i posti di lavoro ai talenti disponibili rimane un ostacolo chiave che deve essere affrontato per garantire che questa crescita regionale sia sostenibile nei prossimi mesi.

La ricerca di operai specializzati e professionisti qualificati in Italia, e in particolare nel Sud, è un fenomeno complesso con radici storiche, economiche e sociali che affondano nel dopoguerra. Per comprendere il paradosso di una crescente domanda di lavoro affiancata da un’elevata difficoltà di reperimento dei candidati, è essenziale analizzare le cause profonde che hanno plasmato il mercato del lavoro meridionale.

LE RADICI DELLA MANCANZA DI COMPETENZE NEL SUD E IN SICILIA

 

Il problema del “mismatch” tra domanda e offerta di lavoro non è un fenomeno recente, ma il risultato di dinamiche storiche che hanno caratterizzato lo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Italia ha visto una rapida industrializzazione concentrata prevalentemente al Nord, dove le fabbriche, l’innovazione e la formazione professionale sono diventate il fulcro della crescita economica. Il Sud, invece, è rimasto a lungo ancorato a un’economia più tradizionale, basata sull’agricoltura e sui servizi, con un’industrializzazione limitata e spesso dipendente da investimenti statali (il cosiddetto “intervento straordinario”).

Politiche economiche e sociali hanno spesso favorito un modello assistenzialistico, che pur mitigando le disuguaglianze, non ha sufficientemente stimolato la creazione di un tessuto produttivo autonomo e diversificato. Questo ha contribuito a un esodo di massa di manodopera qualificata verso il Nord e l’estero, lasciando il Sud con una forza lavoro meno specializzata e con un sistema di formazione professionale non all’altezza delle esigenze di un’economia moderna e competitiva. La carenza di investimenti in infrastrutture e nella formazione tecnica e professionale ha creato un gap strutturale, che si è tradotto in una scarsa offerta di figure specializzate.

A livello sociale e culturale, nel dopoguerra si è radicata una percezione che ha privilegiato la “laurea” e il “posto fisso” nel settore pubblico come traguardo di successo, a scapito delle professioni tecniche e artigianali. Questo ha portato a una svalutazione della formazione professionale e degli istituti tecnici, che sono stati percepiti come una scelta di seconda fascia. Di conseguenza, un numero insufficiente di giovani ha intrapreso percorsi di studio che avrebbero potuto prepararli per i ruoli operai specializzati, come carpentieri, saldatori, meccanici e tornitori, oggi così richiesti dalle imprese.

Un altro fattore cruciale è l’evoluzione demografica. L’invecchiamento della popolazione e la continua emigrazione di giovani qualificati hanno ulteriormente ridotto il bacino di talenti disponibili. Le nuove generazioni, inoltre, sono sempre più alla ricerca di occupazioni che offrano maggiore flessibilità, autonomia e tempo libero, con una minore propensione ad accettare incarichi fisicamente gravosi o con orari prolungati. Questo cambiamento di valori e aspettative ha complicato ulteriormente la ricerca di manodopera in settori tradizionalmente impegnativi come l’edilizia e l’industria manifatturiera.

In questo contesto, il paradosso evidenziato dal Bollettino Excelsior – con il Sud che cresce ma non trova personale – diventa più chiaro. La crescita, seppur incoraggiante, si scontra con una lacuna storica nella preparazione della forza lavoro. Le imprese meridionali, a differenza di quelle del Nord che hanno potuto contare su un sistema di formazione e un’eredità industriale più solidi, si trovano a dover colmare un divario decennale.

In Sicilia, abbiamo visto nella ricerca, la difficoltà di reperimento si attesta al 42,5%, un dato che, pur essendo leggermente migliore della media nazionale, indica una problematica profonda. Le imprese lamentano non solo la mancanza di candidati (il 33% del problema), ma anche la loro preparazione inadeguata (11,6%).

Per superare questa criticità, il Sud ha bisogno di un’azione coordinata tra istituzioni, scuole e imprese, che punti a rivalutare le professioni tecniche, a modernizzare i percorsi formativi e a investire in un sistema di “apprendistato” che possa formare le nuove generazioni secondo le reali esigenze del mercato.

Solo così si potrà garantire che la ripresa economica del Sud e della Sicilia si traduca in una crescita duratura e sostenibile, in grado di offrire opportunità concrete a tutti.

 

FONTE DATI: Unioncamere – Progetto Excelsior

 

NOTA METODOLOGICA

Il Sistema Informativo Excelsior ha basato le sue previsioni su una metodologia rigorosa. Il Bollettino, frutto della collaborazione tra Unioncamere e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali , ha elaborato i dati attraverso una vasta indagine condotta tra l’11 e il 27 giugno 2025.

L’analisi si è concentrata sulle assunzioni programmate per agosto e per il trimestre agosto-ottobre 2025 , prendendo in considerazione solo i contratti con una durata prevista di almeno 20 giorni lavorativi.

L’indagine ha coinvolto un campione rappresentativo di oltre 113.000 imprese in tutta Italia , incluse quelle del settore primario (agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca) , dell’industria e dei servizi, tutte regolarmente iscritte al Registro Imprese delle Camere di Commercio e con almeno un dipendente.

La maggior parte delle informazioni è stata raccolta in modalità telematica (CAWI), garantendo un’ampia partecipazione e la possibilità di elaborare un quadro completo e aggiornato delle tendenze occupazionali. I dati raccolti offrono un punto di riferimento chiave non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per i giovani, le donne e i lavoratori in cerca di nuove opportunità.

 

Questo articolo fa parte delle categorie:
Condividi
ilSiciliaNews24

Modica (RG), iniziati i lavori di ristrutturazione interna del Teatro Garibaldi. Abbate: “Restituiamo alla comunità un’opera di straordinaria importanza” CLICCA PER IL VIDEO

Hanno avuto inizio i lavori di restauro interno del Teatro Garibaldi di Modica finanziati grazie ad un apposito emendamento alla scorsa finanziaria presentato dall’Onorevole Ignazio Abbate.

BarSicilia

Bar Sicilia con Pino Galluzzo: “Sanità, rilancio industriale e ponte sullo Stretto. Ecco la visione di FdI” CLICCA PER IL VIDEO

Puntata 332 di Bar Sicilia con il deputato regionale di FdI Pino Galluzzo: impegno, risultati e prospettive politiche per una Sicilia che vuole risposte concrete per il rilancio del territorio messinese.

La Buona Salute

La Buona Salute 63° puntata: Ortopedia oncologica

La 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionale

Oltre il Castello

Castelli di Sicilia: 19 ‘mini guide’ per la sfida del turismo di prossimità CLICCA PER IL VIDEO

Vi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.