Quella che era iniziata come un viaggio verso le terre selvagge dell’Antartide si è trasformata in un caso di studio epidemiologico che tiene con il fiato sospeso le autorità sanitarie di tre continenti.
La nave da crociera MV Hondius, un gigante dei mari progettato per resistere ai ghiacci polari, si trova oggi al centro di un coordinamento internazionale guidato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a causa di un focolaio di hantavirus che ha già causato tre decessi.

MV Hondius: la ricostruzione ufficiale del focolaio atlantico, dal Sud America all’Atlantico
Tutto ha avuto inizio lo scorso 1° aprile 2026, quando la nave è salpata dal porto di Ushuaia, in Argentina. A bordo, 149 persone tra passeggeri di 23 nazionalità e membri dell’equipaggio. Secondo quanto ricostruito dall’OMS nel bollettino ufficiale Disease Outbreak News (DON), i primi segnali di allarme sono apparsi quasi subito.
Il cosiddetto “paziente zero” ha infatti manifestato i primi sintomi (febbre e dolori muscolari) il 6 aprile, appena cinque giorni dopo la partenza. La situazione è precipitata l’11 aprile con il suo decesso a bordo, seguito poco dopo da quello della moglie e di un terzo passeggero britannico.
La conferma definitiva della natura del virus è arrivata però solo il 2 maggio, quando i laboratori del National Institute for Communicable Diseases (NICD) in Sudafrica hanno identificato l’hantavirus nei campioni di un paziente evacuato d’urgenza.
L’OMS ha ufficializzato un bilancio che conta attualmente 7 casi complessivi: due confermati da test molecolari e cinque sospetti. Nel comunicato, l’organizzazione descrive con precisione clinica la gravità della patologia riscontrata: “I pazienti hanno manifestato febbre alta, sintomi gastrointestinali e una rapida progressione verso la polmonite, la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) e lo shock.”
I decessi sono stati tre, rendendo il tasso di letalità di questo specifico focolaio estremamente preoccupante, sebbene circoscritto a un gruppo ristretto di persone.
Le dichiarazioni ufficiali dell’OMS: il nodo della trasmissione
Il punto più critico del comunicato ufficiale riguarda la modalità con cui il virus si sta diffondendo. Tradizionalmente, l’hantavirus non si trasmette facilmente tra esseri umani, richiedendo solitamente il contatto con escrementi o saliva di roditori infetti. Tuttavia, le dinamiche sulla MV Hondius hanno spinto l’OMS a non escludere scenari diversi.
Maria Van Kerkhove, direttrice ad interim dell’OMS per la prevenzione delle pandemie, è intervenuta nel comunicato sottolineando un sospetto che sta cambiando l’approccio all’emergenza: “Sebbene rari, casi limitati di trasmissione da persona a persona sono stati segnalati in precedenti epidemie legate al virus Andes. Le indagini epidemiologiche e il sequenziamento genetico sono in corso per determinare se questo ceppo specifico possieda capacità di trasmissione interumana.”
La stessa Van Kerkhove ha poi chiarito la strategia di intervento immediata: “Stiamo lavorando a stretto contatto con le autorità spagnole, che hanno dato disponibilità ad accogliere la nave. Una volta che le persone malate attualmente a bordo saranno state evacuate medicalmente, la nave potrà muoversi verso le Canarie per le operazioni di sanificazione.”
La gestione diplomatica e il rischio globale
Attualmente la MV Hondius è ferma al largo di Capo Verde, poiché le autorità locali, pur fornendo assistenza a distanza, hanno negato l’attracco nel porto di Praia per tutelare la salute pubblica nazionale. L’OMS sta agendo come mediatore per organizzare un’evacuazione sicura verso le Isole Canarie (Tenerife o Las Palmas), dove strutture ospedaliere avanzate sono già state allertate.
Nonostante la drammaticità degli eventi a bordo, l’Organizzazione mantiene una linea di prudenza riguardo al resto della popolazione mondiale. Nel comunicato si legge chiaramente: “L’OMS valuta attualmente il rischio per la popolazione globale derivante da questo evento come basso. Non sono raccomandate restrizioni ai viaggi o ai commerci internazionali.”
L’Oms nel frattempo ha annunciato che la Spagna accoglierà una nave ferma al largo di Capo Verde con casi sospetti di hantavirus, indirizzandola verso le Isole Canarie. L’obiettivo è avviare una indagine epidemiologica completa, con operazioni di disinfezione e una valutazione accurata del rischio per le persone a bordo.
A confermarlo è Maria Van Kerkhove, responsabile per la preparazione alle pandemie, che sottolinea la collaborazione tra l’agenzia ONU e le autorità spagnole per gestire la situazione. L’infettivologo ribadisce: “Nessun rischio pandemia, ecco perché l’Hantavirus non è come il Covid”.
Madrid fa appello alla tranquillità: ‘Valutiamo con l’OMS’

“Voglio lanciare un messaggio di tranquillità”, in relazione al possibile arrivo alle Canarie della nave: lo ha detto la portavoce del governo e ministra dell’Inclusione Elma Saiz nella conferenza stampa successiva all’odierno Cdm.
“Si sta valutando la situazione assieme all’Organizzazione mondiale della Salute. Saranno prese le misure necessarie per affrontare questa situazione”, ha assicurato la portavoce, segnalando che “è in corso in questi minuti una riunione fra la Oms e il governo di Spagna perché sia tutto disposto per l’assistenza, la valutazione e la disinfestazione” della nave “nel caso sia richiesto” che faccia sosta alle Canarie.
Una decisione che, secondo Madrid, ancora non è stata adottata.
Avviato il tracciamento di un volo da Sant’Elena a Johannesburg
L’Oms ha annunciato nel frattempo di aver avviato le procedure per rintracciare i passeggeri del volo con cui una passeggera olandese, infetta da hantavirus, è stata evacuata dall’isola di Sant’Elena a Johannesburg, in Sudafrica, dove è deceduta in ospedale.
La donna olandese di 69 anni, il cui marito di 70 anni è morto a bordo della nave, è sbarcata a Sant’Elena il 24 aprile “con sintomi gastrointestinali” e si è poi imbarcata il giorno successivo per Johannesburg, ha dichiarato l’Oms.
È deceduta il 26 aprile e la sua infezione da hantavirus è stata confermata ieri. “È stata avviata una ricerca per rintracciare i passeggeri di questo volo”, ha aggiunto l’organizzazione.
Le incognite sulla fonte del virus
Resta aperto il grande interrogativo su dove sia avvenuto il contagio iniziale. Gli esperti stanno analizzando due percorsi: un’esposizione avvenuta a terra in Argentina prima della partenza o, in alternativa, un contatto con roditori infetti durante le escursioni in isole remote come la Georgia del Sud.
In attesa dei risultati del sequenziamento genetico completo, l’intera nave resta in isolamento. L’OMS ha concluso il suo comunicato ribadendo la necessità di un monitoraggio rigoroso di tutti i contatti, inclusi i passeggeri di un volo commerciale Sant’Elena-Johannesburg su cui aveva viaggiato una delle vittime prima della diagnosi, confermando che la priorità assoluta è impedire che questo focolaio isolato possa trasformarsi in una minaccia più vasta.




