Il professore Daniele Malfitana, ordinario di Metodologie della ricerca archeologica presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli studi di Catania, è stato riconfermato nel ruolo di presidente della Scuola Superiore di Catania, incarico che ricopre dall’autunno del 2021, per il prossimo triennio 2024-2027.
Lo ha stabilito il rettore Francesco Priolo con un proprio decreto, così come prevede il regolamento della Scuola Superiore che all’articolo 3 stabilisce che “il presidente è nominato dal rettore dell’Università degli studi di Catania tra i professori di prima fascia dello stesso Ateneo, che si siano particolarmente distinti per la loro attività scientifica. L’incarico di presidente ha durata triennale ed è eventualmente rinnovabile una sola volta. Il presidente rappresenta la Scuola, presiede il comitato scientifico e la commissione didattica e sovrintende al regolare svolgimento di tutte le attività didattiche, scientifiche e organizzative della Scuola, al fine di assicurarne il buon funzionamento. Egli può adottare anche gli atti improrogabili ed urgenti da sottoporre alla ratifica del comitato nella prima seduta utile. Il presidente, in caso di assenza o impedimento, è sostituito dal pro-rettore dell’Università di Catania“, individuando in Malfitana il docente idoneo a proseguire nell’incarico di vertice.
Il professore Malfitana è attualmente anche direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici di Siracusa, presidente dell’ASSI, l’alleanza delle Scuole Superiori di Ateneo Italiane, presidente del Comitato tecnico-scientifico per l’archeologia presso il Ministero della Cultura e componente del nuovo Consiglio regionale dei beni culturali e ambientali su designazione del Ministero della Cultura.
“Sono onorato per la scelta del Rettore Priolo, che ringrazio, di affidarmi la guida della Scuola per un secondo mandato, per un ulteriore triennio“, spiega il professore Malfitana.
“La Scuola Superiore di Catania è un contesto unico per il nostro Meridione fatto di giovani e brillanti forze che esprimono la vivacità culturale del nostro territorio e che per queste ragioni hanno bisogno di tanta attenzione da parte di chi guida la struttura. La Ssc in quest’ultimo triennio ha potenziato molto il rapporto con la rete dipartimentale dell’Ateneo e ciò perché la Scuola è dell’Ateneo ed è lo spazio, infrastrutturale e non solo, dove si riescono a mettere a frutto tante occasioni di crescita. Oggi la Scuola di Catania coordina, con la mia persona, la rete delle dieci Scuole superiori universitarie italiane costituite nella rete ASSI e ciò consente di studiare, insieme ai colleghi delle altre realtà universitarie, le migliori strategie ed i più efficaci approcci per rendere le nostre realtà ecosistemi di innovazione nella didattica, nella formazione, nella inter e trans disciplinarità di cui non possiamo più fare a meno“.
“Le recenti ricerche – continua – condotte all’interno del World Economic Forum confluite nel report “Future of Jobs 2023” ci mettono in guardia da grandi cambiamenti che da qui ai prossimi anni attendono il mondo della formazione universitaria. Emergono con sempre più ampia evidenza abilità legate all’intelligenza artificiale, e per restare competitivi sul mondo della formazione guardando a ciò che l’allievo vorrà fare al termine del proprio percorso di studi, servirà affiancare alla formazione di base e a quella tecnica una cultura in cui la conoscenza delle lingue, le conoscenze digitali ed informatiche, la capacità di gestire i dati, diventeranno asset chiavi per il successo che si vuol ottenere. L’attenzione che il Ministero dell’Università e della Ricerca sta riservando alle Scuole Superiori oggi è fondamentale, anche per questo secondo mio mandato, perché un grande progetto di rete, unica per il Sud d’Italia, fondato sulle sinergie per orientare e promuovere una formazione di eccellenza che sia innovativa, interdisciplinare e internazionale, offrirà presto una grande occasione di crescita, mobilità ed attrazione per i nostri allievi e, direi per tutto l’ateneo catanese”.
“Riprendiamo – conclude – dunque con lo stesso entusiasmo e con la stessa voglia di fare del triennio precedente, proiettandoci su nuove sfide, nuove opportunità di crescita muovendoci sempre con l’interesse primario di formare le giovani forze del futuro con mezzi, strumenti e metodi più innovativi possibili e al passo con i tempi e le trasformazioni, anche delle università, che si presentano sotto i nostri occhi“.