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La conferenza stampa all'Ars

De Luca: “Staccare la Sicilia dalla schiavitù di Roma, se si dimettono 36 deputati andiamo al voto a ottobre” CLICCA PER IL VIDEO

mercoledì 18 Marzo 2026

Cateno De Luca torna alla carica con il suo Governo di liberazione. Questa mattina il capogruppo di Sud chiama Nord all’Ars ha presentato i punti cardine del nuovo progetto politico, pilastri portati pronto a condividere anche con il campo largo, soprattutto dopo l’apertura del segretario regionale del Partito Democratico Anthony Barbagallo che ha generato non poche polemiche.

Cateno De Luca Sud chiama Nord Governo di Liberazione Il 2026 ha preso il via con il programma del Governo di liberazione, già preannunciato e lanciato nelle ultime settimane del vecchio anno. Un incontro per celebrare l’iniziativa, ma che coincide anche il compleanno del sindaco di Taormina e le sue 54 primavere. De Luca ha ripercorso così il lungo cammino fino ad oggi, partendo dalle ultime regionali: “I pilastri del Governo di liberazione sono fare delle riforme strutturali che riguardano i servizi essenziali e decentrare la gestione il più possibile, liberare la gestione dei servizi pubblici essenziali dalla clientela e dal una malaffare. Io avevo regalato il diserbante al governatore Schifani ma non ha capito e ormai è troppo tardi. Il tema della sanità è proprio il simbolo di come il malaffare diventa pericoloso per i cittadini. Io lancerò un appello trasversale agli uomini e alle donne di buona volontà, abbiamo interloquito anche con l’ex commissario covid Renato Costa. Chissà, potrebbe essere il nuovo assessore alla Sanità del Governo di liberazione“. Nel corso dell’evento sono stati presentati anche il simbolo del Governo di liberazione, i dieci principi fondanti e la struttura del futuro governo. Infine la firma dell’atto costitutivo.

Lo Statuto prevede che se 36 deputati si dimettono si vada ad elezioni anticipate per la presidenza della Regione Siciliana, entro 90 giorni. Noi puntiamo a farlo entro luglio per andare al voto entro ottobre. Lo proporremo – ha aggiunto – in modo trasversale ad una grande coalizione, andando oltre i partiti. La nostra strategia sarà civica, autonomista e progressista“.

Su Barbagallo: “Si è reso conto del grave errore che ha fatto durante le Europee quando avevamo dato la possibilità di una candidatura indipendente, che era Danilo Giudice, il gruppo parlamentare in Sicilia era d’accordo, poi da Roma purtroppo è arrivato lo stop. Il risultato è stato 11 punti in meno in Sicilia rispetto al dato nazionale e il PD ha perso un seggio. Io ritengo che le primarie sono sicuramente un metodo che consente di amalgamare, per bene, una comunque strategia, che ha varie sensibilità e che impone oggi un senso di responsabilità per aprire una nuova fase, che è una fase costituente in relazione a quelle che sono riforme strutturali da fare, revisionare il nostro statuto, ma soprattutto, staccare la Sicilia da una schiavitù politica romana“.

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