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Dissesto a Taormina, l’Amministrazione prende tempo sulla procedura semplificata

venerdì 9 Settembre 2022

La Commissione Liquidatoria incaricata dal Quirinale per il dissesto finanziario al Comune di Taormina prosegue il suo impegno ma fa anche i conti con i tempi blandi che spesso caratterizzano le dinamiche di Palazzo dei Giurati. La Commissione presieduta da Lucio Catania e di cui fanno parte anche Tania Giallongo e Maria Di Nardo ha proposto già lo scorso giugno, con apposita delibera, l’adozione della procedura semplificata sulla posizione debitoria del Comune di Taormina, che dal luglio del 2021 è in default. Ad oggi però non c’è stato il placet a questa proposta e l’Amministrazione, a quanto pare, starebbe riflettendo sull’opportunità effettiva di percorrere questa strada, che comunque è quella già intrapresa negli altri comuni che si sono trovati in un’analoga situazione a quella della Perla dello Ionio.

La Commissione Liquidatoria sta ultimando in pratica gli ultimi dettagli inerenti le procedure di rilevazione dell’importo complessivo di tutti i debiti censiti, in un quadro che per linee generali appare tuttavia abbastanza chiaro e delineato e, perciò, sulla base di ciò è stata proposta all’Amministrazione comunale di Taormina l’adozione della modalità semplificata di liquidazione. L’importo dei debiti censiti in base alle istanze creditorie pervenute (ad oggi quelle accertate sono 245) è stato attualmente quantificato in 65milioni 223mila e 717 euro a cui vanno aggiunte 30 domande tardive per un importo di 1 milioni 455mila e 227 euro, per un totale complessivo di 66 milioni 678mila e 989 euro. Si tratta di cifre quasi definitive e suscettibili di lievi variazioni in base alle integrazioni documentali che continuano a pervenire e sulle quali sta lavorando la Commissione di concerto con gli uffici comunali.

La semplificata, in sostanza, richiama quello che è l’iter del concordato preventivo, in quanto darebbe la possibilità all’Organo straordinario di liquidazione di definire transattivamente le pretese creditorie offrendo in pagamento una somma variabile tra il 40 ed il 60 per cento dell’intero debito. Se i privati che avanzano delle pretese verso l’ente, dovessero dire sì a questa proposta, a quel punto verrebbero ripagati con una somma pari mediamente alla metà del dovuto. A questo punto i tempi si fanno stretti e la casa municipale verrà chiamata da qui a breve ad una scelta definitiva, dovendo – in caso di via libera alla semplificata – mettere a disposizione della Commissione le risorse che occorrono per porre in essere il pagamento delle transazioni. La prospettiva che potrebbe essere centrata è quella della riduzione della massa passiva che ha spinto il Comune al dissesto un anno fa e, di riflesso, si comincerebbe a concretizzare il risanamento dell’ente.

Il caso più spinoso rimane quello del lodo Impregilo e di una possibile transazione con l’attuale WeBuild, che ha richiesto ben 36 milioni sul contenzioso per i parcheggi comunali. Otto milioni sono in effetti dovuti con sentenze passate in giudicato, mentre sugli altri 28 milioni, il Comune anche di recente ha avuto pronunciamenti favorevoli in tribunale e ritiene che le somme non siano ad oggi dovute all’impresa.

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