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La conferenza stampa

Ecco i progetti dei termovalorizzatori di Palermo e Catania. Schifani: “Li inaugurerò da presidente nel 2028”

giovedì 21 Maggio 2026

Due nuovi impianti moderni, con una capacità di 600mila tonnellate l’anno e con basse emissioni. Sono queste alcune delle caratteristiche dei due termovalorizzatori che presto verranno realizzati in Sicilia.

Sono stati presentati oggi a Palazzo d’Orleans i progetti definitivi dei due termovalorizzatori che entro settembre 2028 sorgeranno a Palermo e a Catania. All’interno del progetto sono previsti anche sette piattaforme per la selezione e il recupero con produzione Css previste a Palermo, Enna, Catania, Ragusa, Trapani, Messina, Siracusa e sette piattaforme per il recupero della raccolta differenziata previste a Palermo, Sciacca, Catania, Vittoria, Trapani, Milazzo, Grammichele. “E’ una tappa strategica del nostro piano. Abbiamo le carte in regola per andare avanti con successo e rispettare così il cronoprogramma“. Ha spiegato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani: “Inizio a vedere la fine del tunnel perché la macchina è partita. Ci sono le carte operative, la curva è stata superata e adesso si va verso la realizzazione. E’ una delle sfide più complesse della mia vita“.

Il governatore non ha dubbi e tira dritto sulla possibilità di poter inaugurare i due impianti, confermando così la volontà di un ipotetico bis alla guida della Regione: “Elezioni anticipate? E’ diventata una barzelletta. A dicembre ho superato una mozione di sfiducia. Intendo continuare e realizzare i termovalorizzatori nella prossima legislatura. Se avrò la possibilità voglio inaugurali da presidente, come creature del mio governo 2022-2027. Poi può succedere qualsiasi cosa, ma la mia volontà è questa“.

Come funzioneranno i due impianti gemelli

Due impianti gemelli che vedranno la luce a Bellolampo, rispondendo alle aree della Sicilia Occidentale (Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta), e nell’area industriale di Pantano d’Arci, rispondendo ai territori della Sicilia Orientale (Catania, Messina, Enna, Siracusa, Ragusa). La capacità complessiva dei due impianti è di 600mila tonnellate l’anno. Sono ammessi alla valorizzazione energetica esclusivamente frazioni non riciclabili a valenza combustibile provenienti dalle piattaforme regionali di pretrattamento, recupero, valorizzazione degli scarti del processo produttivo. I termovalorizzatori risponderanno all’obbligo normativo che prevede un massimo di 10% in discarica entro il 2035 e a un fabbisogno strutturale del territorio siciliani. Sono invece vietati i rifiuti urbani, ancora riciclabili e i rifiuti pericolosi.

Gli impegni assunti

La realizzazione dei due termovalorizzatori verte anche su sei impegni sostanziali. Il primo punto riguarda la raccolta differenziata, con la previsione di innalzare il recupero di materiali al 65%. La prospettiva è anche quella di poter diminuire dal 57% al 10% il conferimento in discarica. Altro punto importante è quello relativo ai trasferimenti extra Regione, con uno stop del viaggio del rifiuti che permetterebbe alla Sicilia di risparmiare circa 100 milioni di euro l’anno. Le due strutture avranno una produzione di energia energetica pari al consumo di 174mila famiglie, con zero consumo d’acqua e con emissioni in atmosfera tra le più basse in Europa. Secondo le previsioni, infatti, le emissioni che l’impianto esistente a Bolzano rilascia in appena nove giorni saranno emesse in Sicilia in anno intero. Novità importanti potrebbero riguardare anche le tasche dei siciliani con una possibile diminuzione della Tari.

Stiamo studiando con gli uffici competenti la possibilità di una raccolta differenziata più semplificata, invece che ossessionare le persone con un calendario per la raccolta di carta, plastica, vetro, cartone e altro, rispetto al quale molti sono sofferenti. Pensiamo, ad esempio, ad una raccolta di secco e umido, quindi nel dettaglio il secco potrebbe includere due categorie vetro da un lato e plastica e metalli dall’altro e poi l’umido a parte. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, ci sono due pecore nere, che sono Palermo e Catania, che hanno delle percentuali basse ma che il piano rifiuti prevede di innalzare. Le azioni convenzionali non bastano, su queste grandi città stiamo pensando ad una azione di raccolta differenziata condivisa dai cittadini“. Ha spiegato il dirigente regionale della protezione civile Salvo Cocina, che è anche responsabile del procedimento per la realizzazione dei due termovalorizzatori.

Le prossime tappe

Oggi è così stato posto l’ennesimo tassello di un puzzle che, secondo cronoprogramma, dovrebbe completarsi nel settembre 2028. Prossima tappa? Settembre 2026 con il rilascio dei pareri ambientali (Via, Vinca, Paur, Aia, Au). Sempre nelle stesso periodo è prevista la pubblicazione dei bandi delle due gare per la progettazione esecutiva, la costruzione e la gestione saranno affidate ad Invitalia. Il 2027 prenderà invece il via con l’aggiudicazione delle gare, mentre la consegna dei progetti esecutivi e il rilascio dei pareri è prevista per febbraio e marzo. Ad aprile l’avvio dei lavori che dureranno circa un anno e mezzo, con la data già citata di settembre 2028 cerchiata in rosso.

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