Si riaccendono le speranze per gli ex lavoratori Almaviva.
Dopo il rinvio della scorsa settimana, la II Commissione Bilancio, presieduta da Dario Daidone, ha dato il via libera all’emendamento a firma di tutti i capigruppo, sia di maggioranza sia di opposizione, inserito nel vasto fascicolo di proposte di modifica riguardanti il disegno di legge di carattere ordinamentale della VI Commissione, con gli articoli di competenza scartati dall’ultima Finanziaria regionale. L’assessore alla Salute Daniela Faraoni ha infatti presentato la documentazione integrativa, richiesta dall’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, permettendo ala Commissione di esprimersi con un parere positivo.
Il presidente dell’Assemblea Gaetano Galvagno si era fatto carico degli appelli di lavoratori e sindacati, presentando in conferenza dei capigruppo una proposta per legare al numero unico europeo 116-117 il bacino degli ex lavoratori Almaviva. Un accordo che non si è formalizzato, slittando tutto a dopo Pasqua e lasciando spazio alla votazione del bilancio consolidato e della variazione di bilancio, in relazione alla cancellazione del debito delle Regioni nei confronti dello Stato riguardante le anticipazioni di liquidità (CLICCA QUI). Poi lo stop della scorsa settimana, con annesse polemiche, e l’audizione in V Commissione Cultura, Formazione e Lavoro, presieduta da Fabrizio Ferrare, con l’impegno di una maggiore attenzione assunto all’unanimità dalla Commissione (CLICCA QUI).
Proprio questa mattina i 387 lavoratori coinvolti nella vertenza si sono riuniti ai piedi di Palazzo dei Normanni per dare il via ad un presidio permanente che proseguirà anche domani, mercoledì 15 aprile. “Siamo stanchi di essere comparse nel vostro teatro dell’assurdo. Ogni rinvio della politica – hanno dichiarato i rappresentanti sindacali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni – è un giorno di disperazione in più per centinaia di padri e madri di famiglia. Non accetteremo più pacche sulle spalle o ‘tavoli tecnici’ che servono solo a guadagnare tempo. La dignità dei lavoratori non è in vendita e non può essere calpestata da un’inerzia che puzza di dolo“.
Un passo è stato dunque compiuto, ma la vera battaglia si combatterà tra i banchi di Sala d’Ercole. Domani, infatti, si voterà lo stralcio proveniente della VI Commissione, presieduta da Pippo Laccoto.
Ad oggi le strade percorribili sono due. Il decreto sul numero unico europeo 116-117 per l’accesso alle cure mediche non urgenti è stato firmato e le risorse stanziate sono state assegnate al soggetto realizzatore (Tim) per l’attuazione dell’infrastruttura tecnologica utile all’avvio del servizio. I tempi per la realizzazione della piattaforma sono stimati in due o tre mesi, al termine dei quali dovrà essere definita la parte organizzativa, con la definizione del modello di gestione, l’individuazione del personale sanitario e degli addetti alla gestione delle chiamate. Una risposta, però, che non sancisce ancora né l’effettiva operatività del servizio né, soprattutto, il riassorbimento dei lavoratori coinvolti nella vertenza. Per quanto concerne invece la digitalizzazione delle cartelle cliniche non è stato presentato formalmente alcun progetto alla struttura assessoriale. Il servizio è stato realizzato ed è già operativo in altre Regioni d’Italia e nei vari incontri è stato indicato come una delle possibili soluzioni per la ricollocazione della restante parte dei lavoratori.




