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un professionista e 6 imprenditori

False assunzioni per ricevere aiuti Covid e NASpI: 51 indagati nel Messinese

giovedì 17 Novembre 2022

La Guardia di Finanza di Messina sta eseguendo un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto che dispone la misura interdittiva del divieto temporaneo di svolgere attività professionale o imprenditoriale, per un anno, nei confronti di un consulente del lavoro e sei imprenditori, ritenuti responsabili del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato.

In particolare, le Fiamme Gialle hanno scoperto un articolato disegno criminoso, ideato per ottenere indebiti vantaggi fiscali, compensi e indennità, manifestando assunzioni fittizie di lavoratori.

Nel dettaglio, i sei imprenditori indagati, con la determinante partecipazione di un consulente del lavoro, hanno consapevolmente creato le società oggetto d’indagine, risultate assolutamente improduttive e prive di alcuna struttura aziendale, al solo fine di instaurare i fittizi rapporti di lavoro scoperti, anche di breve durata, comunque sufficienti a giustificare le illecite richieste di indennità contributive in pregiudizio del sistema previdenziale nazionale e dell’Erario.
Le indagini, sviluppate in collaborazione con gli Ispettori dell’Inps, hanno preso il via dal monitoraggio di alcune imprese che, in modo anomalo, beneficiavano di cospicue agevolazioni previdenziali, con particolare riferimento al cosiddetto “bonus Renzi“.

Le false assunzioni consentivano, poi, di giustificare, in un secondo momento, l’indebita percezione dei contributi assistenziali a sostegno del reddito, legati alle indennità Covid-19 e principalmente alla cosiddetta NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego). Quest’ultima consiste in una prestazione sociale che serve a garantire una tutela economica ai lavoratori subordinati che hanno perduto involontariamente l’occupazione, garantendogli la corresponsione del 75% della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni. Sulla base degli accertamenti eseguiti le indagini hanno evidenziato come la procedura messa in piedi consentisse, in aggiunta, l’ulteriore vantaggio di fornire l’opportunità di costituire, in capo ad alcuni lavoratori, una propria posizione contributiva, tale da permettere la fruizione, in futuro, addirittura della pensione.

Complessivamente, nell’ambito dell’intera indagine, sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto ben 51 persone.
E’ stato applicato nei confronti di gran parte degli indagati il sequestro delle somme indebitamente percepite a seguito della fraudolenta predisposizione dei rapporti di lavoro inesistenti, per un ammontare di circa 200.000 euro.

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