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Il caso

Frana di Niscemi, Crocetta davanti ai pm si avvale della facoltà di non rispondere

giovedì 21 Maggio 2026
Rosario Crocetta

L’ex presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta è stato interrogato dai pm di Gela, coordinati dal procuratore Salvatore Vella, che indagano per disastro colposo e danneggiamento dopo la frana di Niscemi che, a gennaio scorso, ha determinato il crollo di un costone roccioso trascinando a valle case e mezzi e decine di immobili.

L’ex governatore si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha presentato una serie di documenti dicendosi disponibile a farsi sentire quando i magistrati li avranno esaminati. Oltre a Crocetta sono indagati gli ex presidenti della Regione, Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e l’attuale governatore Renato Schifani, gli ex capi della Protezione civile regionale Pietro Lo Monaco, Calogero Foti e l’attuale Salvo Cocina, il direttore regionale Vincenzo Falgares, il direttori regionali Salvo Lizio, e Maurizio Croce, Sergio Tuminello, Giacomo Gargano e il responsabile dell’Ati che doveva eseguire le opere di mitigazione del rischio comportato dalla frana.

Questa è solo la prima fase dell’indagine e riguarda la mancata realizzazione delle opere di mitigazione che avrebbero potuto impedire o ridurre le conseguenze della frana che a gennaio ha messo in ginocchio Niscemi e che furono stabilite dopo il primo grosso evento franoso del 1997 e il mancato mantenimento dei sistemi di monitoraggio a tutela degli abitanti. Nel 1999 fu sottoscritto il contratto di appalto per la realizzazione degli interventi per 12 mln di euro ma nulla fu fatto.

Il contratto con l’Ati che si era aggiudicata la gara si risolse nel 2010. La seconda fase riguarderà i mancati interventi sulla raccolta e la regimentazione delle acque bianche e nere che fin da subito sono state individuate come causa dell’innesco del fronte di frana. La terza riguarda la zona rossa, sia quella interessata dalla frana del ’97 che quelle prossime al ciglio già individuate come a rischio molto elevato già nella relazione della commissione nominata con ordinanza della Presidenza del Consiglio. Gli accertamenti verteranno sui mancati sgomberi e le mancate demolizioni, sul blocco di nuove costruzioni e sulle autorizzazioni di opere che non dovevano essere realizzate.

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