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“I soldi dell’accoglienza ai migranti usati per fini personali”. Nella bufera una onlus di Ragusa

giovedì 1 Marzo 2018

Avrebbero distratto fondi provenienti da convenzioni pubbliche traendone un vantaggio privato. Questa la tesi del pubblico ministero che ha chiesto 10 rinvi a giudizio per peculato continuato e riciclaggio in concorso.

I servizi resi dalla Coop “Il dono”, che si  occupava erogare servizi ai migranti ospiti, rientravano nell’ambito di accordi stipulati con diversi enti pubblici ragusani: erogazione di pasti, di vestiario, alfabetizzazione e servizi alloggiativi.

Ragusa, Palazzo di Giustizia

Dal 2005 al 2014 la cooperativa sociale ha beneficiato di somme pubbliche per oltre 6 milioni di euro. ‘‘La minuziosa analisi della documentazione acquisita – spiega la Guardia di Finanza – ha consentito agli investigatori di fare emergere il sistema di frode organizzato e diretto dagli indagati.

Le somme accreditate per le finalità di scopo, venivano drenate dal conto cassa, per utilità personali di vario genere”. I militari hanno accertato una rilevante esposizione debitoria della cooperativa nei confronti degli ex dipendenti e dell’erario e di attestare l’ammanco di risorse finanziarie per oltre 1,6 milioni di euro: per questo, nel maggio scorso, il Tribunale di Ragusa ha dichiarato insolvente la coop.

La coop ”Il dono” ha ottenuto dal Comune di Ragusa, nell’ambito dei progetti “Vivere la vita” e “In-verso”, nel periodo 2005/2014, somme per oltre 2,6 milioni di euro; dalla Provincia regionale di Ragusa, per il progetti “Biscari”, periodo 2009/2014, somme per circa 1 milione di euro; dal comune di Modica, nell’ambito del progetto “Babel”, nel periodo 2007/2013 oltre 1,7 milioni di euro.

Ma non finisce qui. Gli amministratori della coop utilizzavano carte di credito personali canalizzate su conti correnti intestati alla cooperativa con cui pagavano, ad esempio dice la Guardia di Finanza, polizze vita intestate a loro stessi e anche l’acquisto di un agriturismo.

La Gdf ha scoperto omessi pagamenti dei pocket money a favore dei richiedenti asilo e l’indebita annotazione di costi non effettivamente sostenuti.immigrazione Gli amministratori avevano emesso assegni per un valore complessivo di oltre 250 mila euro tratti dal conto corrente della Onlus, a favore di due commercialisti (anch’essi indagati), non per consulenze sui conti della onlus ma per ‘‘la regia degli illeciti comportamenti finalizzati al peculato”.

Le analisi di tutti gli estratti di conto corrente, anche personali degli indagati, ha fatto rilevare che in diverse occasioni sono state registrate operazioni di versamento di denaro contante, per decine di migliaia di euro, in qualche caso a fronte di redditi lordi annui dichiarati per poco più di 3.000 euro.

La Gdf ritiene che i soldi versati ‘‘siano riconducibili agli ammanchi di denaro rilevati nei conti della Onlus e che siano stati utilizzati anche nell’acquisizione di un immobile all’asta del valore di circa 260 mila euro, di proprietà dei genitori degli amministratori della cooperativa, destinato ad agriturismo”.

E’ stato accertato che una parte dei soldi necessari per coprire l’assegno emesso dall’acquirente, moglie di uno degli amministratori della coop, derivano dal versamento di denaro contante.

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