Condividi

Il bando per lustrascarpe che avrebbe inorridito Marx e Fidel

mercoledì 25 Gennaio 2017

 

Laureati in corsa per un posto di lustrascarpe. Il titolo di giornale sembra una barzelletta, una di quelle boutade lanciate lì per strappare qualche click e pochi sorrisi. Invece la faccenda è poco seria e molto grave, perché a volte un articolo aiuta più di una ricerca accademica a capire dove va il mondo.

Quello del lustrascarpe è un mestiere antico, quasi scomparso, che merita lo stesso rispetto che si deve a qualsiasi altro lavoro umile e al tempo stesso importante. Meno essenziale di altri servizi, forse, ma degno di considerazione. Nulla da eccepire sull’iniziativa di Confartigianato Palermo.

lustrascarpeCiò che lascia basiti è il fatto che a “correre per il posto”, nell’indifferenza generale, pare siano molti laureati più o meno giovani. Nessuna reazione degna di nota, a questa notizia, da parte della sedicente classe politica cittadina, sempre pronta a intervenire su tutto ma stavolta muta e silente; anzi, si può supporre, pronta a tuffarsi a pesce in questa nicchia preelettorale pregna di nuove, affollate clientele (“prepara la domandina, poi ci parlo io”), fatte di ingegneri scartati dal McDonald’s e di laureate in lettere appena scaricate dal call center di turno, di esauste insegnanti a gratis delle scuole paritarie e dottori-commessi-camerieri malpagati e sfruttati nei negozi e pub del centro storico.

Sembra già di vedere le prime interviste ai nuovi sciuscià, sui notiziari regionali e nelle web tv, che presidiano emozionati le loro postazioni nuove di zecca nei punti nevralgici della città e spiegano, col tipico idioma della Palermo bene, come applicheranno le teorie keynesiane al business plan della loro start-up. Il tutto mentre, chini e sottomessi, lustrano un inguardabile stivaletto al ragazzo dei quartieri in libera uscita il sabato pomeriggio, portafogli pieno e terza media da privatista, in un rovesciamento di ruoli sociali che Marx e Fidel Castro non avrebbero neppure osato profetizzare.

Hanno fallito, abbiamo fallito, tutti: non solo la nostra miserabile classe politica, ma un’intera generazione di genitori, insegnanti, imprenditori e cittadini che l’ha messa lì, a non-fare. Una generazione altamente scolarizzata ma profondamente ignorante, cresciuta in un benessere effimero, incapace di capire il presente e preparare il futuro, di tenere la testa alta e la schiena dritta. Una generazione che ha fatto studiare i propri figli, ma ha trascurato di coltivare e trasmettere loro valori importanti come l’aria: il senso della dignità, il rispetto di sé.

Questo articolo fa parte delle categorie:
Condividi
ilSiciliaNews24

Lotta alle dipendenze, Vicari (SOS Genitori): “Le droghe spezzano i legami. La rete della società civile li ricostruisce” CLICCA PER IL VIDEO

IlSicilia.it intervista Olga Vicari di SOS Genitori: il crack distrugge famiglie, ma una rete di supporto può salvarle. “I genitori sono soli, servono aiuto e prevenzione”.

BarSicilia

Bar Sicilia, Dario Daidone sulle prossime elezioni provinciali: “Un sistema che ha delle criticità. La sanità? Un assetto da riorganizzare” CLICCA PER IL VIDEO

Il presidente della Commissione Bilancio dell’Ars Dario Daidone fa il punto sull’attività parlamentare portata avanti dai deputati di Palazzo dei Normanni.

La Buona Salute

La Buona Salute 63° puntata: Ortopedia oncologica

La 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionale

Oltre il Castello

Castelli di Sicilia: 19 ‘mini guide’ per la sfida del turismo di prossimità CLICCA PER IL VIDEO

Vi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.