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La trentacinquesima giornata

Il Palermo travolge il Cesena, inarrestabile Pohjanpalo: 2-0 al Barbera

sabato 18 Aprile 2026
Stadio Renzo Barbera Palermo Curva Nord

La conquista del secondo posto è una sfida ardua, ma non ancora matematicamente impossibile. A tre turni dal termine della regular season il Palermo conferma i 4 punti di distanza dalla medaglia d’argento, valida per la promozione dirette in serie A e sempre più contesa tra Monza e Frosinone, entrambe appaiate a 72 punti. Termina 2-0 la trentacinquesima giornata del campionato di serie B contro il Cesena di Cole, che adesso vede in bilico l’ottavo posto e in salita la strada verso i playoff. A segno, con una doppietta, il capocannoniere Pohjanpalo, giunto adesso a quota 23 centri.

Gli uomini di mister Inzaghi dimostrano carattere e determinazione, con una delle migliori prestazioni della stagione. Tante occasioni, ma “solo” due reti messe a segno. In vista del rush finale i rosa dovranno necessariamente affilare i coltelli e aggiustare il mirino. Elemento determinante per il futuro. Certamente felici e soddisfatti i 31.959 tifosi oggi presenti tra gli spalti del Renzo Barbera. Una giornata speciale non solo per il risultato. Ad assistere alla gara, infatti, c’erano anche due ospiti d’eccezione, due stelle immortali e impresse nella storia del calcio palermitano: Javier Pastore e Fabrizio Miccoli (CLICCA QUI).

Il tecnico piacentino conferma in blocco l’undici titolare sfoggiato a Frosinone. Ancora non al 100% Joronen, torna tra i pali Gomis. Difesa a tre con Pierozzi, capitan Bani e Ceccaroni. Rui Modesto e Augello lungo le fasce. Inamovibile a centrocampo il duo Segre-Ranocchia. In attacco Palumbo e Le Douaron alle spalle di Pohjanpalo. Non sarà neanche in panchina Gomes, ai box a causa di un trauma contusivo rimediato nella seduta di rifinitura.

Conoscendo i risultati delle dirette concorrenti, Monza, Frosinone e Venezia, tutte e tre vincenti, il club di viale del Fante ha un solo risultato utile: la vittoria. La partenza è subito aggressiva e pimpante, con il tiro dalla distanza di Ranocchia, che risuona come un vero e proprio avvertimento. La compagine di Cole prova a instradare la gara sul proprio binario, tenendo alta la posizione dei padroni di casa. Al primo spazio utile, però, i rosa si rivelano cinici. Al nono minuto di gioco, i rosanero alzano la freccia e pescano il vantaggio. Azione sviluppata tutta lungo la corsia di destra, con il duetto Rui Modesto-Pierozzi, Le Douaron riesce a servire Pohjanpalo nonostante il fallo Piacentini. Una volta innescato, il finlandese appare inarrestabile e a pochi metri dalla porta non resiste al richiamo, mettendo in sacco il ventiduesimo gol stagionale: 1-0. 

Il Palermo non si accontenta e va immediatamente a caccia del bis. A dettare legge è sempre l’ex Venezia, bravo questa volta a fare da boa, allargando sulla sinistra per Palumbo. La parabola è ben calibrata verso l’area di rigore, nella direzione di Le Douaron, ma Klinsmann compie il miracolo e con i piedi svirgola via la sfera, intercettata dal francese con la punta dello scarpino. Al quarto d’ora arriva il momento del Cesena. I romagnoli si svegliano, infuocando i successivi cinque minuti, sotto i colpi di Berti, Bisoli e Cerri. Gomis, il palo e un pizzico di fortuna permettono di mantenere invariato il tabellino.

Tra le sorprese più piacevoli spicca certamente Rui Modesto. Protagonista di sventurati e scellerati interventi nelle ultime uscite, il numero 18 riesce a mettere in luce tutte le sue qualità, già lasciate intravedere nei turni precedenti, ma oscurate dagli errori grossolani. Sostenuto e incoraggiato da Pierozzi alle spalle, oggi nella veste di braccetto destro, l’ex Udinese si dimostra propositivo soprattutto in fase offensiva. E non è un caso se dietro le due chance, a ridosso dalla mezz’ora, c’è anche il suo zampino: prima appoggiando per il macino velenoso di Le Douaron, terminato di poco al lato del primo palo, poi l’incornata di Pohjanpalo alta sopra la traversa.

I rosa si divertono e fanno divertire. La manovra di gioco è fluida e ben articolata, con ottimo fraseggio e trame di gioco che coinvolgono tutti i riparti, dalla difesa all’attacco. Ma c’è anche un lato negativo. Il convincente giro palla lascia un po’ l’amaro in bocca allo scadere dei primi quarantacinque minuti, con tante occasioni sprecate, utili per porre un sigillo al match.

Nessun scossone o sconvolgimento. Il secondo tempo riparte sulla falsa riga della prima frazione di gioco. Il primo brivido arriva al cinquantaquattresimo minuto. Dagli sviluppi di un calcio d’angolo, Bani piazza nuovamente in area la sfera, ma Pierozzi, di testa, arriva troppo tardi. Con lo scorrere del tempo i ritmi si abbassano e le due squadre si allungano lasciando ampi spazi liberi. I siciliani approfittano del momento e gelano così gli ospiti. Al settantunesimo Rui Modesto apre dalla destra per Pohjanpalo. Chiamato in causa, il finlandese risponde “presente”, piegando i guantoni di un attento, ma non irresistibile Klinsmann: 2-0.

L’ex Venezia è una furia. La doppietta e il ventitreesimo centro stagionale non bastano e in più di un’occasione accarezza il tris. Pochi secondi dopo, infatti, si ripete nuovamente il duo Rui Modesto-Pohjanpalo, ma questa volta l’esito non è positivo. Con il risultato in cassaforte Inzaghi opta per i primi cambi: fuori Palumbo e Le Douaron, per loro prestazione di grande qualità e autorevole in campo, dentro Giovane e Gyasi. Otto minuti più tardi nuovo giro di sostituzioni, con l’ingresso di Magnani e Vasic per gli sfiniti Rui Modesto e Segre. L’impatto del numero 14 è notevole. Il serbo si mette subito in luce con una rapida ripartenza, ma sul più bello è proprio Pohjanpalo a gettare tutto all’aria. Il Cesena non demorde e all’ottantacinquesimo prova a riaprire il match. Dagli sviluppi di un calcio di punizione Piacentini, di testa, stampa il pallone sulla traversa. Sul finale spazio anche a Corona, subentrato al posto di Pohjanpalo. Al triplice fischio finale termina 2-0 al Barbera. Il sipario, però, cala con un velo di apprensione, con l’estremo difensore romagnolo trasportato fuori dal campo in barella, dopo una scontro violento con Ranocchia.

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