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Il rebus delle Sovrintendenze, croce e delizia tra regole e vincoli

venerdì 8 Giugno 2018
assessore cultura

Nel dibattito tra le riforme da fare, quelle urgenti e le altre che si possono differire, nella Sicilia che non sa, concretamente, al momento dove portare  i propri rifiuti, si è inserita ieri la voce del leader di Forza Italia e primo inquilino di Sala d’Ercole Gianfranco Miccichè:Negli uffici delle Sovrintendenze dei beni culturali di tutta la Sicilia sono pendenti troppe richieste di autorizzazioni. E’ necessario velocizzare l’iter per il rilascio dei permessi”. Lo ha detto durante il convegno “La semplificazione amministrativa nella Regione siciliana” nella sede dell’Unipegaso a Palermo.

Miccichè è abile a buttar giù i temi con la faccia sorniona di una cosa che capita e che viene detta a fin di bene, ma la casualità degli interventi è molto più studiata di quanto non possa apparire. Niente circostanze casuali dunque, nel centrodestra il dibattito sul tema in questione è avviato. Tanto vale prenderne atto e provare a capire un po’ meglio le posizioni in campo.

Il governo regionale non aveva  mai detto in passato, per la verità, di volere abolire le Sovrintendenze ai Beni culturali. Una volontà scaturita, nero su bianco, solo in un refuso. Un errore materiale nel testo della manovra della giunta depositata all’Ars. Un piccolo svarione che però aveva fatto scattare l’allarme dei deputati e in particolare del Pd.

Un riflesso subliminale di una materia che qualcuno pensa in ogni caso di poter ritoccare?

Musumeci ha avviato un confronto, e lo ha ribadito nelle ultime settimane, all’interno della coalizione che sostiene il suo esecutivo. Lo sta facendo sulla base di quello che viene definito il respiro corto dell’attività legislativa all’interno del parlamento siciliano, ma anche mettendosi di buona volontà ad ascoltare, provando a far sintesi, tutti gli aspetti, le criticità, le doglianze e i malumori (quelli almeno che non siano latenti, ma individuabili) del gruppo che lo sostiene.

Sull’esternazione di Gianfranco Miccichè, che con Tusa, assessore ai Beni culturali vanta un eccellente rapporto e una stima non recente, dovrà riflettere anche il responsabile delle politiche nell’Isola che aveva recentemente dichiarato sull’argomento: “Con il presidente Musumeci  siamo d’accordo di ricoprire e mettere a frutto l’essenza di questo settore: ricerca, tutela e valorizzazione. Sono questi i compiti fondamentali. Negli ultimi anni abbiamo fatto poca ricerca, affidando all’esterno gli scavi o abbiamo solo fatto scavi di emergenza.  Occorre pensare a nuovi cantieri  di ricerca. Si può dire tutto ma senza queste strutture oggi non avremmo il Belpaese. Sono insopprimibili  e vanno potenziate. È ovvio che bisogna avere elasticità. Non serve vessare chi deve aprire una finestra. Diverso è con chi pensa di distruggere l’ultimo tratto di costa”.

Sfumature e sostanza  dunque che s’incrociano, si scrutano e si annullano.  Come sempre dalle nostre parti.

 

 

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