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Centrodestra in frantumi e cocci sparsi a Palermo e in Sicilia

domenica 23 Aprile 2017
roma 4.2.2005 consiglio nazionale di forza italia. berlusconi e miccichè

In Sicilia i tempi in cui il centrodestra batteva la concorrenza 61 a 0 sono ben lontani. A Palermo come nell’Isola, di fatto, il polo moderato raccoglie i cocci della debole opposizione fatta in questi questi anni ai governi di OrlandoCrocetta.

Nel capoluogo siciliano la decisione di Forza Italia di appoggiare un nome forte come quello di Fabrizio Ferrandelli può dare un po’ di respiro al partito degli Azzurri, ma di certo non rappresenta un segnale di unità con le altre forze di quella che fu la coalizione. Da un lato, infatti, Forza Italia e Centristi hanno deciso di puntare su un “cavallo” vincente o comunque competitivo; dall’altro, Fratelli d’Italia e Noi con Salvini hanno deciso scientemente di perdere le Comunali, appoggiando un outsider come La Vardera. Decisione che, probabilmente, pagheranno non poco in termini di consenso elettorale, anche perché la ex Iena non appartiene all’universo salviniano né tanto meno a quello degli ex An. Il rischio delle due forze politiche di non raggiungere il quorum e non far eleggere nemmeno un consigliere comunale è alto. Anzi, altissimo.

Gli ex elettori di centrodestra, dunque, nel capoluogo, di fatto, si spalmeranno un po’ dappertutto: da Ferrandelli a Orlando (sotto le cui insegne corrono non pochi ex di Forza Italia), passando per il Movimento 5 Stelle.

Il laboratorio Ferrandelli, dal canto suo, può rappresentare un punto di inizio neocentrista in vista delle Regionali, dove per il centrodestra la situazione non soltanto non è migliore che a Palermo, ma se vogliamo è ancora più ingarbugliata. Rimane, infatti, irrisolto il nodo Musumeci (per molti, l’unico oppositore di centrodestra a Crocetta), che veniva dato per favorito nelle fu-primarie, stoppate da Micciché e Berlusconi. Qui, 48 ore fa la mano tesa dello stesso Micciché al leader di #DiventeràBellissima non pare abbia sortito effetti: la risposta del deputato di Militello Val di Catania è stata un assordante quanto eloquente silenzio. Peraltro, lo stesso Musumeci il 4 maggio riunirà i suoi per galvanizzarli, in vista della decisione più importante: se partecipare o meno da solo alla corsa per la presidenza della Regione.

In effetti, un’eventuale candidatura di Musumeci non lo vedrebbe proprio solo: potrebbe puntare ad incassare l’appoggio dei sicilianisti di Gaetano Armao, di “Noi con Salvini” e di “Fratelli d’Italia”, quest’ultima – è bene ricordarlo – superata a destra proprio dai salviniani, che dopo la visita del leader leghista dei giorni scorsi, stanno incassando consensi in vista delle regionali su tematiche fino a ieri monopolizzate dai seguaci di Meloni e La Russa, la cui debolezza in Sicilia non è un mistero.

Per quanto riguarda la decisione su chi sarà il candidato governatore di Forza Italia e centristi, i nomi più gettonati sono Roberto Lagalla e Giovanni La Via (su cui starebbero puntando le attenzioni di molti forzisti), anche se potrebbero uscire sorprese dell’ultim’ora.

Per il nome finale, probabilmente si attenderà l’esito delle comunali di Palermo, ma quel che è certo è che il centrodestra attualmente è diviso e litigioso. E questo non passa inosservato agli elettori, molti dei quali hanno già voltato le spalle all’ex area moderata.

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