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Inchiesta corruzione al Comune di Palermo: Terrani rassegna le dimissioni

martedì 26 Maggio 2020
Terrani e Orlando Mov139, Comunali 2017
Foto FB

Sandro Terrani lascia Palazzo delle Aquile. Il consigliere comunale eletto in quota Mov139 nel giugno 2017 e poi transitato in Italia Viva ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Totò Orlando per ufficializzare le proprie dimissioni e abbandonare, almeno per il momento, la vita politica dopo l’indagine che lo ha travolto a fine febbraio scorso.

Lui e il consigliere Giovanni Lo Cascio, così come i funzionari del Comune Mario Li Castri e Giuseppe Monteleone, sono stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta Giano Bifronte, grazie alla quale guardia di finanza e carabinieri avrebbero scoperchiato un caso di corruzione in relazione ad alcuni progetti di edilizia residenziale convenzionata.

I due consiglieri comunali erano stati in un primo momento sospesi dalla Prefettura perché sottoposti ad indagini. A pochi giorni dagli arresti Lo Cascio, presidente della commissione consiliare Urbanistica, aveva abbandonato lo scranno a Sala delle Lapidi. Al posto di Terrani, in attesa delle eventuali dimissioni, era arrivata Claudia Rini, poi entrata a far parte del gruppo Avanti Insieme con Valentina Chinnici, Toni Sala, Paolo Caracausi, Massimo Giaconia e lo stesso presidente del Consiglio comunale. L’altro consigliere subentrato è stato Milena Gentile che alle amministrative aveva collezionato 1.103 voti nella lista “Democratici e Popolari“.

A distanza di mesi Terrani, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari anche dopo la bocciatura del Riesame, ha rassegnato le dimissioni “come previsto – scrive nella lettera indirizzata a Totò Orlando – dall’articolo 38 comma 8 del decreto legislativo 267/2000“.

 

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