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Intervista a Nello Musumeci: “Se saltano le primarie del centrodestra, cosa fare lo decideranno i militanti”

giovedì 23 Marzo 2017
musumeci

Nostra intervista al leader del Movimento #DiventeràBellissima Nello Musumeci, attuale presidente della Commissione regionale Antimafia dell’Ars, che alle regionali di cinque anni fa ha sfidato Rosario Crocetta nella corsa alla carica di più alta della Sicilia. Musumeci è candidato alle primarie del centrodestra che dovrebbero tenersi il 23 aprile per scegliere il candidato governatore in vista delle regionali d’autunno.

On. Musumeci, lei è stato tra i primi a ufficializzare la sua corsa alle primarie di aprile e candidato del movimento ‘Diventerà Bellissima’. Lunedì scade il termine per presentare le candidature. Il modello ‘siciliano’ delle primarie non è mai piaciuto a Forza Italia. Non ne ha mai fatto mistero nemmeno il commissario azzurro in Sicilia, Gianfranco Micciché. E persino  Silvio Berlusconi ha stoppato sul nascere l’ipotesi di replicarle altrove. Potrebbero saltare?

“Si guarda con attenzione alla data del 27 marzo,  giorno in cui scade il termine per la presentazione delle candidature alle primarie di coalizione. Dei sei soggetti politici che hanno partecipato al tavolo, solo tre hanno ufficializzato la candidatura: mi riferisco ad Angelo Attaguile (Noi con Salvini),  Gaetano Armao (Sicilia Nazione), oltre me. Rispetto a indiscrezioni e ipotesi sul disimpegno di qualcuno  presumo sia solo un’illazione; non credo si vorrà tornare indietro dopo aver assunto un impegno”.

A proposito delle primarie, le regole individuate dalla coalizione possono effettivamente garantire una partecipazione democratica per la scelta del candidato governatore della coalizione?

“Non vedo altre soluzioni per individuare il candidato alla carica di governatore della coalizione. Come si fa ad individuare un candidato se non attraverso un bagno di democrazia? Tra la società civile è cresciuta la consapevolezza e la voglia di partecipazione. Si tratta di una consultazione aperta a tutti gli elettori che non si riconoscono nel “crocettismo”, nel PD e nella demagogia dei 5stelle?”

Cosa farà nel caso in cui le primarie dovessero saltare?

“Se dovessero saltare, per ragioni che non dipendono da noi, faremo quello che fa ogni comunità che si ispira a principi di partecipazione: convocheremo un’assemblea del movimento per decidere quale strada percorrere.
Certo è che siamo in corsa ed è difficile fermarsi. Qualunque decisione sarà presa a maggioranza dai nostri militanti e aderenti, che in questi giorni hanno raccolto migliaia firme a sostegno della mia candidatura. Approfitto della vostra Testata per rivolgere a tutti loro un sincero e sentito ringraziamento. Erano anni che non si vedeva, nella politica siciliana, tanta partecipazione”.

Che ne pensa di un’ eventuale candidatura di Roberto Lagalla, sostenuto dal centridestra, alla carica il governatore in Sicilia?

“Sono la persona meno adatta a dare pagelle in casa altrui”.

Tra poco più di una settimana scade la proroga dell’esercizio provvisorio; sembra sempre più concreta l’ipotesi che venga prorogato ancora di un altro mese, dunque fino al 30 aprile. Come commenta l’azione dell’esecutivo guidato da Rosario Crocetta nell’ultimo scorcio di legislatura?

“Ho rivolto un appello al parlamento siciliano nell’ultimo mio intervento, in ordine di tempo, in Aula affinché la politica ritrovi l’orgoglio della propria autorevolezza e questo significa che abbiano ancora 4-5 mesi davanti a noi per potere dare ai siciliani prova concreta di efficienza normativa. Quanto al governo Crocetta è sotto gli occhi di tutti il disastro provocato in questi cinque anni e la spregiudicata logica clientelare con cui il suo “cerchio magico” continua a occupare gli ultimi posti di sottogoverno”.

Ha annunciato che si sarebbe dimesso dalla carica di presidente della commissione regionale Antimafia dell’Ars, dal momento che sarà candidato alle primarie del centrodestra.  Lo farà?

“L’ho detto, è vero. Ritengo non si possa fare il presidente dell’Antimafia, che deve essere  sobrio e austero, e insieme il candidato in una campagna elettorale che si preannuncia avvelenata. Nel corso dell’ultima seduta, la Commissione ha dimostrato grande stile. L’Antimafia dell’Ars non ha prodotto mai così tanto come in questi quattro anni; abbiamo lavorato molto e in particolare sui rapporti tra pubblica amministrazione e malaffare e sul grado di percezione che i giovani siciliani hanno del fenomeno mafioso”.

Fabrizio Ferrandelli, ex deputato regionale del Pd ed ex componente della commissione Antimafia regionale, è candidato a sindaco a Palermo, dove si vota per le amministrative. Lo sostengono anche  pezzi del centrodestra. Che idea si è fatto di qua di questa candidatura?

“Il movimento civico ‘Diventerà Bellissima’ si è dato una regola due anni fa: non partecipare ad alcuna consultazione comunale. Fedele e obbediente a questa regola non intendo fare valutazioni né su questo candidato né sugli altri”.

In un momento storico come quello contemporaneo, nel quale i partiti tradizionali sono stati di fatto destrutturati e la politica è diventata ‘liquida’ , pensa che la formula proposta da Ferrandelli possa rivelarsi catalizzatrice di consensi?

“La politica non ha bisogno di essere distrutta e destrutturata, ma restituita alla sua naturale funzione che l’arte di governare”.

 

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