Non è uno scherzo, accade realmente a Palermo. Città che convive da sempre con la piaga del traffico. Questa è l’ultima “perla” contro i turisti ecologici. Il tutto, mentre – neanche a dirlo – in città continuano imperterrite le doppie file in corso Finocchiaro Aprile ridotto a un imbuto vergognoso, le bancarelle abusive di via Volturno, il “mercato del rubato” ogni domenica mattina a Ballarò, il traffico di cardellini alla luce del giorno, i posteggiatori abusivi a ogni piazza della città, le auto in sosta selvaggia al Policlinico e nei pressi dello Stadio a ogni partita, gli atti vandalici nei moderni sovrappassi di viale Regione Siciliana (dotati di telecamere che nessuno evidentemente controlla) e molto altro.
L’elenco degli abusi è infinito. Eppure da via Dogali, si preoccupano di sanzionare un innocuo veicolo ecologico, magari adoperato da qualche turista per visitare la splendida via Maqueda. È vero, la strada è pedonale. Ma non si vede grande differenza tra una bicicletta e un segway. Entrambi vanno alle stesse velocità e quindi il “potenziale pericolo”, semmai ci sia un pericolo, per i pedoni è identico. La differenza è che le bici possono regolarmente circolare e ammesse dal codice della strada.
“Al di là della sanzione – aggiunge il comandante Vincenzo Messina – crediamo sia corretto dare a tutti i cittadini una informazione puntale e precisa circa la possibilità di questi ed altri strumenti, che a volte non sono adeguatamente informati dai venditori”.
Perché attaccarsi a cavilli ed essere troppo fiscali con questi moderni mezzi ecologici, quando mezza città soffre per problemi maggiori? E intanto, tanti automobilisti indisciplinati continuano a farla franca, diversi giovani subiscono minacce la sera quando escono per la movida, non appena (ed è capitato in diverse occasioni) la richiesta del solito caffè da parte del solito posteggiatore, si tramuta in violenza o vandalismo.
Sicuramente, multare i Segway è un modo facile per fare cassa, “approfittando” così di un vuoto normativo.