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M5S, Conte punta la Sicilia. I papabili? Varrica: “Partiamo dai risultati per Palermo”

giovedì 21 Ottobre 2021
Adriano Varrica

Il M5S di Giuseppe Conte si prepara sul fronte dell’organizzazione e della presenza territoriale. L’ex premier, oggi alla guida del movimento, punta al rinnovamento e guarda alla Sicilia, prossima protagonista delle elezioni amministrative a Palermo e poi delle regionali.

Il leader, tuttavia, non si è ancora sbilanciato sul nome del coordinatore grillino nell’Isola, né sull’alleanza con il Pd per Palermo, nonostante l’asse giallo-rosso sia già ben consolidato a livello nazionale ma anche a livello locale, come a Caltagirone, reduce dalle amministrative, o come a Termini Imerese, prima tappa dell’alleanza giallorossa. Anche se molto probabilmente già stasera si riunirà un’assemblea congiunta per indicare i vicepresidenti, presupposto per tracciare l’organizzazione dall’alto verso il basso.

Dal canto suo il presidente del M5s non si nasconde, vuole conquistare la Sicilia e per governarla ci vuole la giusta ricetta, e sulla stessa linea si muove il deputato palermitano alla Camera, Adriano Varrica, per il quale i nomi non vanno anteposti alla proposta “Credo moltissimo nel percorso che stiamo facendo con il presidente Conte”, e per quanto riguarda candidature di donne e uomini per la corsa alla presidenza delle Regione e a Sala d’Ercole “Non ci sono anticipazioni. Partiamo dalla proposta che vogliamo offrire” .

Poi su PalermoIl tema è questo: come servire la città, senza cadere, come sempre, nei discorsi della politica che parla di politica. Tutta l’attività portata avanti in questi anni è concentrata sul come ci siamo potuti rendere utili per i cittadini. La prospettiva è portare risultati per la città, – ribadisce Varrica  – non il piacere delle formule, questo è uno schema che abbiamo cercato di combattere in questi anni e sono convinto che con Conte verrà ancor di più enfatizzato”.

Qui, il parlamentare pentastellato fa riferimento a specifici interventi messi in atto nell’ultimo periodo per il rilancio del capoluogo siciliano. Tra gli esempi: 120 milioni per il rilancio del cantiere navale di Palermo, il recupero di 57 milioni per la riqualificazione delle periferie quali Zen, Sperone e Borgo nuovo, poi per il Ponte Oreto 3,8 milioni per messa in sicurezza e stipula della convenzione con Anas, o lo sblocco di risorse per le piccole e medie imprese siciliane.

Insomma, il quadro politico, con nomi dei papabili e liste per le elezioni, andrà definendosi nelle prossime settimane.

 

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