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Mafia, “Ci preoccupano alcune scarcerazioni”. L’allarme del Questore di Palermo

venerdì 12 Maggio 2017
Renato Cortese
Renato Cortese

“Recentemente abbiamo registrato alcune scarcerazioni che ci preoccupano un po’. Cosa Nostra è un’organizzazione criminale costantemente in cerca di leadership, per questo monitoriamo ogni singolo movimento. È un’organizzazione temibile, potenzialmente pericolosa e molto radicata sul territorio. Abbiamo anche registrato alcune denunce in più da parte degli operatori economici, conseguenza anche della crisi contingente”.  L’allarme lo lancia il questore di Palermo Renato Cortese, intervenendo a Palazzo Steri al convegno “Raccontare cosa nostra dal tempo delle stragi”, organizzato dall’Università di Palermo. All’iniziativa sono presenti anche i docenti universitari Alessandra Dino e Alberto Vannucci.

 

Cortese arresta Provenzano (11.04.2006)
Cortese arresta Provenzano (11.04.2006)

Per il questore di Palermo che aveva guidato in in esperienza precedente alla guida della “Catturandi” di Palermo, l’arresto di latitanti e mafiosi come Bernardo Provenzano, Salvatore Grigoli e Gaspare Spatuzza, la paura che Cosa Nostra possa ritornare potente come prima è reale. Per questo monitoriamo in questi mesi ogni singolo movimento, ogni segnale, ogni scarcerazione perché le organizzazioni sono molto ben radicate sul territorio”. Il procuratore ha poi aggiunto: “Registriamo anche una crescita del numero di denunce di estorsione che ci dice come sono più rilevanti i fenomeni di corruzione“.

 

“Ho trovato Palermo meno atterrita – ha aggiunto Cortese che ha ricostruito la storia e alcuni episodi stragisti – Cosa Nostra oggi non ha gli aspetti eversivi di un tempo, certo sarebbe riduttivo dire che si è indebolita solo per la cattura dei suoi capi, ma ha attraversato diverse fasi. Cosa Nostra ha la capacità di rigenerarsi continuamente e ha bisogno di qualcuno che possa coagulare queste forze. Ma sia la ‘Ndrangheta che Cosa Nostra che tutte le mafie si sono nutrite di un consenso sociale forte e di una schiera di professionisti che, pur non essendo interni all’organizzazione, l’hanno agevolata. Del resto, Riina e Bagarella sarebbero forse stati capaci di individuare il patrimonio artistico per le stragi da colpire senza un suggeritore?”. Il riferimento è alle stragi del 1993.

 

“Oggi è riduttivo dire che La mafia sia stata indebolita perché abbiamo sequestrato il suo patrimonio e abbiamo arrestato i capi. Dobbiamo anche capire che si alterna con fasi diverse. Oggi ancora ci sono organizzazioni ben radicate sul territorio che chiedono il pizzo, comandano e movimentano armi. Credo che Cosa Nostra sia ancora temibile e potenzialmente molto pericolosa, non bisogna mollare la presa nemmeno un secondo“.

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