Proroga dei manager delle aziende sanitarie e ospedaliere pubbliche siciliane fino al 31 gennaio 2024. Lo ha deciso il governo Schifani, su proposta dell’assessore alla Salute, Giovanna Volo, per garantire la continuità gestionale e funzionale degli enti sino al completamento della procedura di selezione dei nuovi direttori sanitari e amministrativi. La proroga potrà avere una durata inferiore nel caso in cui le procedure di nomina vengano completate prima della scadenza.

Sulla vicenda si è espresso anche il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars
Antonio De Luca in tono polemico
: “La
proroga de commissari della sanità? Lo dissi in tempi non sospetti e d’altronde non ci voleva certo la palla di vetro per prevedere che sarebbe andata a finire così: la faida per la spartizione delle poltrone di Asp e ospedali- prosegue
– rischiava di mandare a gambe all’aria la tenuta della maggioranza e la Finanziaria alle porte. Meglio rimandare tutto a dopo. Questa indecorosa vicenda, comunque, conferma almeno due cose: la prima è che Schifani, che aveva promesso di chiudere la partita delle nomine entro il 31 ottobre, è succube dei partiti e non riesce a imporsi, la seconda, ma non è una novità, è che ai partiti della maggioranza interessa solo assicurarsi fette di potere da gestire, non di garantire la salute dei cittadini”, conclude.
“Quello che fa più rabbia – dice Antonio De Luca – è che i partiti hanno ormai perso anche il minimo senso del pudore: l’indecente lotta per le nomine in seno alla maggioranza va avanti da mesi, almeno da quando uscì la famigerata doppia lista che divideva gli aspiranti manager in maggiormente idonei e semplicemente idonei.
Mentre i pronto soccorso scoppiano, i reparti chiudono e i medici scappano dal pubblico verso il privato, i partiti che fanno? Litigano furiosamente per le poltrone e non gliene importa nulla delle proteste di piazza come quella di oggi. Tirano dritto per la loro strada. Lo diciamo da sempre: se vogliamo salvare il sistema sanitario siciliano, la politica deve uscire fuori dalla sanità”.