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Avvelenati?

Messina: il caso della strage di gatti al rifugio don Blasco

lunedì 20 Maggio 2024

E’ un caso la strage di gatti all’ex macello, in quello che era il rifugio don Blasco. Mentre l’Asp sta effettuando i rilievi tossicologici e i vigili urbani gli accertamenti relativi alle indagini, le associazioni animaliste hanno messo una taglia di duemila euro da dare a chi, attraverso una denuncia, possa contribuire ad individuare i responsabili. E il Pd, per voce del consigliere comunale Alessandro Russo s’interroga sulle responsabilità del Comune che risulta proprietario di un edificio in stato di abbandono e destinato alla demolizione.

A segnalare la strage di 13 gatti (con ogni probabilità avvelenati) sono stati i volontari del rifugio don Blasco con un post sulla pagina facebook. Qualcuno stanotte è entrato al rifugio e ci ha ammazzato almeno una 15ina di gatti, quelli che vivevano felicemente nei cortili esterni ma protetti da reti, mentre i gatti rinchiusi nelle stanze ai piani sono stati graziati forse perché per arrivare da loro bisognava scassinare delle catene. Ora, noi non vogliamo accusare assolutamente nessuno ma vogliamo esporre i fatti e i fatti ci dicono che in questi giorni ci è stato chiesto di trovare una collocazione per i gatti perché c’è in atto la riqualificazione della zona e devono buttare tutto giù.

In programma è infatti la demolizione dell’ex facoltà di veterinaria in via don Blasco e quindi dell’ex macello dove per l’appunto da tempo c’è una colonia felina. I volontari ricordano nel post come sia fin troppo facile per tutti chiamare la “gattara di turno per segnalare gatti in difficoltà ben sapendo che la stessa, nonostante il divieto di introdurre nuovi animali nella struttura, non avendo altri posti dove collocare gli animali, li avrebbe messi all’interno del rifugio accollandosi poi spese e oneri”.

Chi è entrato lo ha fatto accedendo da un cancello secondario della via s. Cecilia che ha catene e lucchetti, a quanto pare le chiavi sono in possesso di referenti del comune, come evidenziano i volontari che ricordano di svolgere gratuitamente un servizio a favore di gatti che appartengono al comune.

Ma tanto sono solo gatti, con i cani nessuno si sarebbe mai permesso di fare una cosa del genere perché la gente non sarebbe mai stata zitta”.

Il consigliere comunale Pd Alessandro Russo con una nota ricorda “che la legge attribuisce all’ente locale comunale la competenza e la responsabilità della cura e della tutela degli animali randagi, in maniera tale che ne sia assicurata la sopravvivenza e in generale il rispetto e la dignità, oltre che una sistemazione che possa consentirne il riparo e il controllo. Di conseguenza, si ritiene della massima urgenza comprendere se nella vicenda si possano configurare responsabilità dell’amministrazione comunale, dirette o indirette. La priorità è assicurare agli animali randagi, gatti e cani, affidati alla responsabilità dell’ente comunale, sistemazioni sicure e idonee alla loro sopravvivenza in sicurezza e in dignità”.

Nel frattempo gli attivisti dell’Associazione italiana difesa animali e ambiente hannipotizzato una taglia di duemila euro per chi, presentando una denuncia, permetta d’individuare i colpevoli.

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