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Messina, il ministro Giovannini non incontra Cgil-Uil e Sì-Ponte: “Occasione persa”

martedì 8 Marzo 2022

I primi, i lavoratori impegnati nelle navi veloci nello Stretto di Messina, si sentono figli di un dio minore rispetto ai colleghi che hanno il contratto delle attività ferroviarie. I secondi, i Sì Ponte, si sentono messi alla porta quasi ospiti indesiderati (a casa loro).
I segretari generali di Cgil e Uil Messina da una parte e la delegazione di pontisti dall’altra hanno approfittato della presenza del ministro alle Infrastrutture Enrico Giovannini per l’inaugurazione della nave Iginia, per chiedere un incontro. Ma l’incontro non c’è stato (pare per questioni di tempi) e i sindacalisti si sono affidati ad una lettera aperta abbastanza critica, mentre Matilde Siracusano, pasionaria del Ponte, ha mandato un comunicato stampa al vetriolo.

PROTESTANO CGIL E UIL
La lettera aperta che i segretari generali di Cgil e Uil Messina – Giovanni Mastroieni e Ivan Tripodi – e i segretari generali di Filt Cgil e Uiltrasporti Carmelo Garufi e Michele Barresi – hanno consegnato al ministro ripercorre la vertenza dei lavoratori Blu Jet che da due anni chiedono il riconoscimento del contratto delle attività ferroviarie .

UNDICI SCIOPERI IN 2 ANNI

“Siamo alla vigilia dell’undicesimo sciopero proclamato per il prossimo 19 marzo – dichiarano Cgil e Uil Messina – senza avere avuto dall’azienda pubblica Rfi alcun riscontro alle numerose richieste di incontro avanzate in questi anni e per questo abbiamo voluto sollecitare il Ministro a farsene promotore”.

LA LETTERA DEI LAVORATORI BLU JET
A scrivere la lettera sono i dipendenti della Società Blu jet srl , società del Gruppo Fs che garantisce i collegamenti dei passeggeri appiedati sullo Stretto di Messina per conto di Rete Ferroviaria Italiana , che ne rappresenta l’unico socio.
Da quasi tre anni, dall’inizio dell’operatività della società avvenuto il 1 maggio 2019, è iniziata la vertenza volta al riconoscimento del Contratto nazionale della Mobilità – Attività Ferroviaria e il 19 marzo ci sarà l’undicesimo sciopero.

MAI NESSUN SEGNALE DA RFI
Ebbene si- scrivono i lavoratori- la prossima sarà l’undicesima astensione lavorativa senza ricevere alcun segnale, non certo da parte della dirigenza locale , felice di poterci accontentare con un accordo di secondo livello al minimo ribasso economico , ma da parte di RFI spa , società del Gruppo Fs , concessionaria , da parte del Ministero dei trasporti e della navigazione , della gestione dell’infrastruttura ferroviaria nazionale e del collegamento ferroviario via mare fra la Penisola e la Sicilia , esteso dal giugno 2017 al collegamento passeggeri appiedati con unità veloci con un sistema di esercizio connesso al servizio treni a lunga percorrenza che non attraversano lo Stretto

LA BLU JET E IL CONTRATTO CONFITARMA
Rete Ferroviaria italiana ha fatto fronte a questo nuovo onere costituendo una nuova società, la Blu jet srl , versando un contributo annuale di 12 milioni di euro, ma applicando ai dipendenti un contratto diverso dai dipendenti RFI impegnati sulle navi ferroviarie che traghettano i convogli ferroviari , ovvero il CCNL di Confitarma per marittimi imbarcati su navi superiori alle 151 tonnellate di stazza lorda (con un minor costo del lavoro e minori tutele contrattuali).

DUMPING SALARIALE?
“Si è venuta a creare una evidente disparità di trattamento sia in termini economici che di diritti tra lavoratori che espletano lo stesso servizio , all’interno della stessa Concessione Ministeriale , e sovvenzionato dallo stesso Contratto di programma. E’ vero e proprio dumping contrattuale e salariale perpetrato da un’azienda di Stato”.
I lavoratori definiscono incomprensibile la mancata applicazione del Contratto Ferroviario a tutti i dipendenti che esercitano le attività per il trasporto di persone e merci su ferrovia ed i servizi connessi e complementari.

DIPENDENTI DI SERIE B
I dipendenti Blu Jet ricordano quanto è stato fatto durante la pandemia continuando a svolgere il servizio di collegamento tra le due sponde dello Stretto di Messina.
Anche noi abbiamo pagato lo scotto di cadere nelle terribili grinfie del coronavirus , ma rispetto ai nostri colleghi “marittimi ferrovieri” , non abbiamo goduto dell’anticipazione della malattia da parte dell’azienda e di tutte le altre possibilità che garantisce il cd. Welfare aziendale del Gruppo Fs. Una delle tante discriminazioni scaturenti dall’ingiusta applicazione contrattuale che all’interno dello stesso gruppo FS e delle medesime attività distingue dipendenti di seria A e di dipendenti di serie B”.
Da quasi 3 anni però nonostante le numerose sollecitazioni anche da parte di autorità e parlamentari non si è avuto alcun riscontro da parte di Rete Ferroviaria Italiana.

RFI SI TIRA INDIETRO SU REGGIO
Fin qui la lettera aperta di Cgil e Uil. C’ è da aggiungere che proprio Rfi non ha partecipato alla gara per il collegamento veloce nella tratta Messina-Reggio Calabria, che ha gestito dal 2019 ad oggi. L’unica offerta è stata presentata da Liberty Lines che ha gestito il servizio fino al 2019 ed alla scelta dell’allora ministro Toninelli di accorpare sotto un unico tetto le due tratte (Villa San Giovanni e Reggio con Messina).
Evidentemente, stando anche alle proteste sindacali, Rfi attraverso Blu Jet non è stata in grado di assicurare un servizio adeguato dal momento che non ha presentato alcuna offerta.

I PONTISTI
A protestare per il mancato incontro con il ministro Giovannini è stata anche la delegazione dei cosiddetti “pontisti”, tra i quali la Rete civica per le infrastrutture nel Mezzogiorno, che gli avrebbero voluto consegnare un documento in merito alla realizzazione del Ponte sullo Stretto. Il ministro ha confermato di voler seguire la strada del nuovo studio di fattibilità “il vecchio progetto va rivisto” e non esclude l’ipotesi di un Ponte a più campate.

UN’OCCASIONE PERDUTA
Parlare con gli esperti e i cittadini, veri protagonisti dei disagi quotidiani di un mancato collegamento veloce tra Sicilia e Calabria- ha spiegato la parlamentare azzurra Matilde Siracusano– sarebbe stato certamente un momento di confronto positivo e di arricchimento utile a valutare scelte strategiche per lo sviluppo del Sud. Peccato per questa occasione persa”.
La deputata evidenzia poi come all’inaugurazione della nave Iginia i rappresentanti di Forza Italia non abbiano ricevuto formale invito come accaduto invece per i colleghi di altri partiti.

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